L’anello di Monte Tuonaco

Piano Terruto e Gaeta dall'alto
Piano Terruto e Gaeta dall’alto

L’anello di Monte Tuonaco è una vera e propria esplorazione di uno degli scenari più spettacolari dei Monti Aurunci: aspri, arcigni, aridi, ma allo stesso tempo generosi, sorprendenti, coinvolgenti. L’escursione si è rivelata molto varia nella sua progressione, attraverso ambienti molto differenti tra loro che si succedono in relativamente poco spazio. La vicinanza del mare, su cui il Tuonaco si affaccia da quasi 1200 metri come un vero e proprio balcone, rende poi l’esperienza unica e altamente appagante.

La presenza di lunghi tratti di sentiero non segnati sulla carta, tra cui il tratto finale in fitto bosco, sconsigliano di svolgere l’escursione qui descritta nella sua porzione successiva alla vetta di Monte Tuonaco, ma di svolgerla A/R (dalla vetta stessa), se non si conosce bene il luogo o se non si dispone delle opportune conoscenze di orientamento: perdersi in montagna o in una foresta è un’esperienza che si deve assolutamente evitare! La presenza di saliscendi che aumentano il dislivello totale, tra l’altro su fondo roccioso e non agevole, sconsiglia poi di intraprendere l’escursione insieme a ragazzi non sufficientemente allenati.

Acqua, roccia, sole, mare...
Acqua, roccia, sole, mare…

In definitiva, la prima parte dell’escursione permette di raggiungere, partendo dal rifugio di Acquaviva, Piano Terruto passando per Vallepiana. Si percorre infatti il sentiero 955, per poi incrociare il 954 che sale da Formia proprio per la vetta del Tuonaco.

ItinerarioAd anell: sentiero 955 da Acquaviva; successivamente 954/955 per la vetta del Tuonaco. Da qui sentieri non segnalati per Acquaviva
Lunghezza6,5 km
Dislivello365 m circa da Acquaviva alla vetta; 420 m circa di dislivello totale.
TempiOltre 4 ore
Punti di ristoroPresenti presso Acquaviva
NoteDopo la vetta l'escursione si svolge su sentieri non segnati su carta.

Guardando il Redentore
Guardando il Redentore

L’escursione è lunga in tutto circa 6,5 km, per un dislivello di circa 365 m; per completare il percorso occorrono circa 4 ore, 4 ore e mezzo. La pendenza è quasi totalmente concentrata proprio nel tratto successivo all’incrocio tra i due sentieri, quando il 954/955 si dirige pressoché in linea retta verso l’anticima del Tuonaco. Con l’aumentare della fatica, aumenta però anche il tasso di spettacolarità dell’escursione: a poco a poco Gaeta si rivela alla vista, al di sotto della terrazza di Piano Terruto, che si configura come una vera e propria “scodella” carsica. Incontriamo anche un piccolo antro, buio e misterioso.

Panorama verso il Circeo
Panorama verso il Circeo

Si giunge all’anticima quando, finalmente favoriti da una giornata strepitosa sul piano climatico dopo un inverno meteorologicamente pessimo, il nostro sguardo ha già potuto godere di una vista bellissima, dalla Penisola Sorrentina fino a oltre il Circeo, mentre verso l’interno si osservano le cime innevate dell’Appennino Abruzzese. In primo piano, si staglia il profilo caratteristico del Ruazzo, annunciato dalle onde di terra e roccia della Valle di Sciro, con conformazione molto simile a quella di Piano Terruto.

Il pozzo della neve in prossimità della vetta del Tuonaco
Il pozzo della neve in prossimità della vetta del Tuonaco

Per giungere in vetta è tuttavia necessario compiere altri saliscendi, in uno scenario rocciosamente carsico: scendendo di qualche decina di metri di dislivello, in una dolina semi-nascosta, troviamo un “pozzo della neve” in perfetto stato di conservazione: realizzato completamente a secco e di dimensioni ragguardevoli, con diametro di una decina di metri e profondo quattro o cinque, munito anche di rudimentale scalinata in pietra viva per scendere sul fondale, il manufatto ci ricorda un periodo (in verità neanche troppo lontano nel tempo) in cui questi monti erano vissuti considerando ogni cosa che essi offrissero una grande risorsa: la neve veniva ammassata in queste grandi neviere, fatta ghiacciare e ricoperta di foglie secche, per ricavare grandi blocchi di ghiaccio da portare sulla costa a dorso di mulo. In altre parole, ci siamo trovati di fronte a un esemplare di frigorifero ante-litteram, rigorosamente ecologico e non inquinante.

Gaeta dalla vetta del Tuonaco
Gaeta dalla vetta del Tuonaco

Si risale per l’ultimo dislivello e si guadagna la vetta del Tuonaco: la vista è davvero a 360°, una grande balconata su Gaeta e sul suo Golfo, con le Isole Pontine e l’Arcipelago Campano sospesi all’orizzonte.

Monte Ruazzo e Valle di Sciro
Monte Ruazzo e Valle di Sciro

Riflessione: torno su questa vetta dopo una decina d’anni, e mi rendo conto di quanto questo percorso sia spettacolare, capace di regalarti freschi guizzi di wilderness a pochi passi da una costa rumorosa e sovrappopolata.

Attraverso la Valle di Sciro
Attraverso la Valle di Sciro

Decidiamo di compiere l’anello, dirigendoci con decisione verso la Valle di Sciro: da questo momento abbandoniamo i percorsi ufficiali, seppur percorrendo un sentiero abbastanza evidente e contrassegnato da segnali rossi. Saliamo e scendiamo tra doline, roccia, terra, ammirando inghiottitoi in corso di formazione e cristalli di ghiaccio sul terreno.

Il Redentore prima dell'ultima ripida discesa
Il Redentore prima dell’ultima ripida discesa

In breve, raggiungiamo la sella al cospetto del Ruazzo. Puntiamo determinati verso il basso, direzione Acquaviva. La foresta ha un aspetto spettrale, con alberi completamente privi di foglie, ma comunque capaci di indurre in confusione riguardo il corretto percorso da tenere, anche in questo caso rudimentalmente denotato da fiocchetti di nastro bianco e rosso, ma senz’altro meno chiaro che in precedenza: con un po’ di pazienza, cercando di non scivolare e mantenendo viva la concentrazione per evitare di ritrovarsi fuori traccia, in una quarantina di minuti si guadagna il rifugio, ossia il punto di partenza.

Percorso altamente spettacolare e capace di attraversare vari ambienti tipici di questi monti; con le opportune precauzioni e con la dovuta esperienza assolutamente da consigliare!

Anello del Tuonaco

[ddownload id=”3224″]