Zompo lo Schioppo

La cascata
La cascata

La Riserva Naturale Zompo lo Schioppo è una bellissima gemma seminascosta sul versante abruzzese dei Monti Simbruini. Nel suo cuore troviamo un’altra gemma: la cascata denominata, appunto, “Lo Schioppo”. Sgorga da una sorgente carsica durante il tardo inverno e la primavera in seguito allo scioglimento delle nevi sulle cime che si innalzano vertiginosamente (a vederle da quaggiù), oltre il confine con il Lazio, a più di 2000 metri di altezza.

La Riserva non è molto estesa, ma offre la possibilità di effettuare escursioni di vario tipo e di varia difficoltà, come documentato dal sito ufficiale che riporta la rete dei sentieri. Per raggiungere la cascata è possibile intraprendere il Sentiero Natura C “Lo Schioppo”, un bellissimo anello adatto a tutti: si tratta di un’escursione di circa 2,2 km per circa 100 m di dislivello (contenuti tra il parcheggio da cui parte/arriva il sentiero e l’area picnic). Considerando anche la presenza di piccoli escursionisti e l’eventuale pausa picnic, due ore sono sufficienti per percorrerla tutta.

Per me non era la prima volta che venivo qui, ma avevo sempre “sbagliato” stagione: il posto, intendiamoci, è sempre bellissimo, ricco di acqua, di verde, di ruscelli che scendono a valle. Però, in estate non c’è la cascata: si vede la parete calcarea in mezzo al verde e basta, neanche un goccio d’acqua.

Dal laghetto artificiale
Da laghetto artificiale

Stavolta, invece, il primo contatto visivo con la cascata lo abbiamo avuto da lontano, mentre attraversavamo in auto il paese di Morino, durante l’avvicinamento alla Riserva. E già in quel momento… una grande emozione. Poi, si arriva al parcheggio della Riserva e si inizia l’escursione. Il sentiero sale subito con dolci serpentine attraverso la foresta, segnato chiaramente dai segnavia dell’Area Protetta e delimitato da una staccionata con una cordicella. Si giunge dopo 15/20 minuti, attraversando anche un breve tratto di strada asfaltata, all’area pic-nic. Qui si ha una nuova veduta della cascata, che si rivela in tutta la sua magnificenza, anche con il suono che produce e che rimbomba attraverso la vallata. Ottanta metri di salto, per una delle cascate naturali più alte di tutto l’Appennino. Una bellezza che, se si trovasse in altri paesi, sarebbe forse più conosciuta e meglio valorizzata, ma che regala eccitazione e gioia ai bambini! Nel tragitto, un paio di ponticelli di legno varcano rigagnoli che annunciano la ricchezza d’acqua che si rivelerà tra poco.

ItinerarioSentiero Natura "C" ad anello
Lunghezza2,2 km
TempiCirca 2 ore e mezza
DislivelloCirca 100 m
Elementi di interesse per bambini e ragazziLe cascate; il ruscello
Punti di ristoroPresenti presso il parcheggio; informarsi sull'apertura
Possibilità uso passegginoNo

Nel giro di un’altra ventina di minuti si arriva ai piedi della cascata: il cammino rientra nella foresta, con faggi stupendi, un ruscello e vari rigagnoli da attraversare. E’ necessario fare attenzione all’attraversamento del ruscello, soprattutto se ci sono bambini piccoli: l’abbondanza di acqua potrebbe rendere inservibile il ponticello di legno e rendere invece necessario individuare il punto più praticabile per guadare il piccolo corso d’acqua. Si scende verso la cascata, con il suo suono sempre più travolgente. Finalmente, si giunge in basso, ai suoi piedi. L’acqua scende rimbalzando sui massi, è un tripudio, è felicità per grandi e piccoli! La cascata è seminascosta dalla conformazione della montagna e dalla vegetazione ma, proseguendo lungo il sentiero per poche decine di metri, la si può vedere interamente, mentre il torrente, impetuoso, scorre verso il basso con salti, pozze e un dolce frastuono.

Libertà!
Libertà!

Da qui, il sentiero si allontana a poco a poco dal ruscello e si rituffa interamente nella foresta, per dirigersi verso il punto da cui avevamo iniziato, a concludere l’anello. Si allarga pian piano, e giunge sul bordo di un piccolo bacino artificiale, dall’acqua cristallina, da cui si gode di un’altra superba vista della cascata, ora più in lontananza. Con la fisionomia ora di una piccola sterrata, il sentiero lambisce l’area faunistica dove sono custoditi alcuni esemplari di capriolo (che per la verità si costeggia anche all’inizio del sentiero nella sua parte più alta) e si giunge in breve all’area parcheggio.

Un angolo di bellezza pura e selvaggia alla portata di tutti, non tanto conosciuto ai grandi circuiti turistici, ma proprio per questo da scoprire e da godere.

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