Vallepiana

Nel bosco da Acquaviva
Nel bosco da Acquaviva

Vallepiana non è un toponimo molto noto dei Monti Aurunci; in effetti, può essere considerato una tappa intermedia lungo il sentiero che da Acquaviva porta a Piano Terruto. Quando si hanno bambini corrispondenti alla “categoria degli escursionisti in erba” però, ecco che l’arrivo a Vallepiana rende l’escursione pienamente soddisfacente. In sede di pianificazione del percorso, avevamo effettivamente individuato in Piano Terruto l’obiettivo massimo della giornata, mentre Vallepiana era un check point in corrispondenza del quale avremmo deciso se proseguire o se, invece, considerato il gruppo del tutto particolare, rientrare.


Prevedere una certa flessibilità nella progettazione di un’escursione con presenza di bambini in fascia d’età compresa tra i 4 e gli 8/9 anni è doveroso: doveroso per evitare che i piccoli “hikers” si stanchino e prendano il cammino come una forzatura; doveroso per motivi di sicurezza (cosa da non considerare mai ovvia); doveroso anche per i genitori/accompagnatori che, nel calibrare meglio l’obiettivo escursionistico, possono non solo evitare la delusione di dover rinunciare alla loro meta ma, al contrario, tornarsene a casa felici per come è andata la giornata in montagna. Qualsiasi rigidità potrebbe invece rendere l’escursione memorabile in negativo, e spingere i bambini lontani da questo tipo di attività per il futuro. La creatività è un requisito essenziale quando si va in montagna con i bambini!

ItinerarioSentiero n. 955 da Acquaviva
Lunghezza2,1 km
Dislivello80 m (da 820 a 900 m)
TempiQuasi tre ore a passo di bimbo A/R
Punti di ristoroUn paio, nei pressi di Acquaviva
Elementi di interesse per bambiniIl Nasone; il bosco, lo scenario
Possibilità uso passegginoNo

Il Nasone
Il Nasone

Il Rifugio di Acquaviva è uno degli snodi escursionistici principali nel Parco dei Monti Aurunci. Generalmente base di partenza per i sentieri che portano sul Monte Ruazzo, stavolta da qui prendiamo il sentiero 955 che taglia a mezza costa le pendici del Ruazzo stesso. Si imbocca quindi la sterrata che, dalla sorgente/cisterna adiacente al rifugio, si inoltra nella foresta di lecci, diventando quasi subito un gradevole, ampio sentiero attraverso il bosco. Il dislivello è molto dolce e graduale, e i colori di questo timido autunno primaverile sono inframmezzati dalle piacevoli macchie giallo-arancione dei caducifoglie “infiltrati”.

Laggiù, Gaeta e Formia
Laggiù, Gaeta e Formia

In corrispondenza di una curva sul sentiero incontriamo il “Nasone”. Si tratta di una curiosa risorgiva che si sviluppa in un diedro (angolo) del costone roccioso che sovrasta per un tratto il sentiero. Una protuberanza calcarea fuoriesce dalla sorgente, con forma evidentemente molto simile a quella di un grande naso. Vale la pena dare un’occhiata da vicino, andando lievemente fuori tracciato, facendo un po’ di attenzione alla pendenza più pronunciata del breve tratto e alle asperità del terreno: tenendoli per mano, comunque, anche i più piccoli potranno arrivare alla risorgiva senza problemi. Senz’altro, trova qui sfogo un corso d’acqua carsico proveniente dal pianoro della Valle di Sciro, situato esattamente al di sopra di questo punto.

Il Redentore
Il Redentore

Il cammino continua, sempre nel fitto del bosco; il sentiero si restringe un pochino, diventando anche più roccioso; c’è una lieve deviazione (se si presta attenzione ai segnavia del CAI non si incorrerà in alcun problema!), e la pendenza aumenta lievemente per un breve tratto. Un pizzico di attenzione farà sì che i bambini non si sporgano sul lato esposto del sentiero e, senza problemi, si potrà giungere alla fine del bosco, in corrispondenza di una gobba che scende dall’anticima del Ruazzo. La vista si apre a poco a poco sul Golfo di Gaeta e sulla riviera campana. Si gode di un bellissimo colpo d’occhio anche sul Redentore e su tutto l’entroterra. Si prosegue, su sentiero evidente in uno scenario completamente aperto; fa capolino anche Gaeta e, successivamente, Formia. Un’altra altra prominenza della montagna coincide con la nostra meta. In effetti, il toponimo Vallepiana è abbastanza inspiegabile, trattandosi tutt’altro che di una valle o di un pianoro; comunque sia, tutta l’area sottostante questo lato della Valle di Sciro (quindi pendici del Ruazzo e del Tuonaco, con i relativi impluvi ed espluvi) viene individuata con questa denominazione.

Profili di felicità
Profili di felicità

Il sentiero da qui prosegue per Piano Terruto con profonde anse sul fianco del monte. Prima di tornare, abbiamo goduto dello splendido panorama, oltre che del tepore di un sole tutt’altro che autunnale. Si è rientrati da qui per lo stesso tragitto dell’andata.

VALLEPIANA

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