La Val di Mello

La meraviglia della Val di Mello: il Bidet della Contessa
La meraviglia della Val di Mello: il Bidet della Contessa

E’ difficile trovare le parole per descrivere cosa si prova quando i propri sensi vengono in contatto con la Val di Mello: nascosta e appartata, la sua visione dona gioia all’escursionista, avvolto dall’incanto della sua indescrivibile bellezza. Il fascino non è minimamente scalfito dalla folla di turisti ed escursionisti che si riversarno qui in estate. Partendo da San Martino, paese caro e storico ad alpinisti e arrampicatori, la Valle si svela gradualmente, riservando sorprese fatte di torrenti canterini, laghi cristallini, cascate spettacolari, pareti vertiginose, vette epiche, prati e boschi verdissimi, borghi usciti dalle fiabe.

Propaggine nord-orientale della Valmasino, sul versante nord della Valtellina, la Val di Mello si insinua tra giganti che culminano con i quasi 3300 metri del Monte Disgrazia, le cui nevi eterne (per quanto ancora?) fanno da sfondo costante allo sguardo.

L’ingresso a San Martino viene come annunciato dal Sasso Remenno, definito dagli esperti il monolite più grande d’Europa: già su questo enorme masso erratico (ossia trasportato nelle ere dai ghiacci) sono presenti numerosissime vie di arrampicata. La strada lambisce il Sasso, che regala un colpo d’occhio eccezionale, con le montagne in fondo.

Verso Cascina Piana
Verso Cascina Piana

Giunti a San Martino, si respira un’aria frizzante, dovuta non solo alla temperatura: tutti insieme, famiglie di escursionisti, ragazzi, escursionisti più attrezzati, arrampicatori, popolano le vie del paesetto, protetto dall’aura benefica del Gigiat, un po’ caprone, un po’ camoscio, un po’ uomo, che sa essere invece implacabile nei confronti di chi non è rispettoso verso la natura.

Cascina Piana dal grande masso
Cascina Piana dal grande masso

Dal paese parte la strada che porta in Val di Mello; durante i mesi estivi non si può utilizzare il proprio mezzo, ma si deve prendere la navetta che parte dal parcheggio all’ingresso del borgo: si tratta in realtà di un servizio molto efficiente, con un continuo andirivieni di questi piccoli autobus, e con autisti molto cordiali. Con pochi euro si può acquistare un biglietto A/R per tutta la famiglia, e ci si ritrova in men che non si dica all’ingresso dell’Eden!

ItinerarioSentiero da San Martino o Ca' Panscer lungo il torrente
Lunghezza2,5 km circa
Dislivello100 m circa
Tempi2 ore, 2 ore 1/2 circa solo andata (passo di bambini)
NoteSentiero non adatto a passeggini; privo di qualsiasi difficoltà, adatto a tutti
RistoriPresenti a San Martino, Ca' Panscer, Cascina Piana, Rasega
Come arrivareSi arriva a San Martino e si prende la navetta nei mesi estivi, altrimenti si raggiunge la Val di Mello in auto o a piedi (su comoda strada asfaltata)

La navetta lascia gli escursionisti all’inizio del sentiero, sulle rive del torrente: siamo a Ca’ Panscer, un borghetto dove si trova il ristorante Gatto Rosso. Intorno vi sono varie baite, tutte col tetto rigorosamente in pietra. La mulattiera procede con lieve pendenza su grandi ciottoli e giunge in breve ad un laghetto creato da una frana, dal singolare nome di Bidet della Contessa: siamo allo sbocco di una valle laterale, la Val Qualido, e il cuore si gonfia di bellezza. Il lago è cristallino e specchia i monti intorno: circondato dalla vegetazione e contornato da grandi massi, invita a gettarsi nelle sue acque gelide e salutari.

L'arrivo a Rasega
L’arrivo a Rasega

Si prosegue, sempre a lato del fiumiciattolo che regala salti, pozze e cascatelle. Ad un certo punto si incontra un ponte di legno che porta, verso destra, ad un rifugio e alle baite di Ca’ di Carna. Si prosegue, sempre su terreno agevole, a volte lievemente in salita. Non ci vuole molto per raggiungere un altro piccolo borgo di baite, Cascina Piana. Ed è un altro scenario d’incanto: le casette (tra cui anche due rifugi, Mello e Luna Nascente), sono in mezzo al prato, ai piedi di una enorme parete di granito, tra macigni colossali. Uno di questi è davvero gigantesco, e invita alla salita anche grazie ad una rudimentale piccola scalinata scolpita sulla sua roccia: dalla sua sommità si gode di una vista stupenda, sopra i tetti delle casette. Ai suoi piedi, una fontana di acqua eccezionale.

Il Gigiat
Il Gigiat

Si entra nel bosco, sempre con dolce pendenza, e si cammina in uno scenario che alterna tratti boscosi ad altri di pascolo. Si supera il bivio con il sentiero che, verso sinistra, sale in Valle Zocca per dirigersi verso il mitico Sentiero Roma e il Rifugio Allievi. Proseguendo di altri pochi passi si giunge allo slargo dei prati di Rasega, altro piccolo borgo di baite con l’omonimo rifugio. Noi ci siamo fermati qui, godendoci lo spettacolo che ci circondava a 360° e la freschissima acqua delle pozze create dal torrente.