Tramonto a Punta Leano

Il Circeo, il tramonto e l’Agro Pontino

Suggestiva e per noi insolita escursione, il tramonto a Punta Leano ci ha permesso di salire su un’altura da cui, nel vero senso del termine, abbiamo potuto ammirare tutto ciò che ci circondava con occhi diversi e meravigliati. Organizzato dalla Guida Ambientale ed Escursionistica Daniele Ruggieri, il cammino si è rivelato molto agevole per tutti: la comoda sterrata (alternata a tratti parzialmente asfaltati), si inerpica su agevoli tornanti fino alla sommità del colle. La silhouette di Punta Leano è in effetti abbastanza familiare per chi raggiunge Roma dalla costa della provincia di Latina (o viceversa): ad un’altitudine non considerevole (circa 460 m) fa da contraltare la sua mole possente e la presenza di una rupe vertiginosa, che culmina con la statua della Madonna e con la cima boscosa.

Si tratta di una sorta di “porta di ingresso” all’Agro Pontino per chi viene da sud; chi viene da nord si trova invece sulla sinistra questo bastione roccioso a guardia della splendida Terracina.

Itinerario Dalla chiesa di San Silviano a Punta Leano
Distanza3,9 km
Dislivello360 in salita; 40 in discesa (da 100 a 460 m).
Tempicirca 2 ore
NotePercorso molto comodo, con pendenza costante e mai esagerata
RistoriAssenti
Come arrivareSi può parcheggiare nello spiazzo antistante la chiesa di San Silviano. Dalla stazione ferroviaria si segue lo Stradone della Valle; poi a dx. via Croce di San Silviano; poi sx. via San Silviano.

Magici tunnel sulla sommità di Punta Leano
Il Circeo
Punta Leano

La parte iniziale, quella che serpeggia lungo il fianco orientale della cima, attraversa vegetazione a macchia mediterranea; le curve sono contrassegnate da croci metalliche, probabilmente stazioni di una locale via crucis. Salendo con pendenza mai eccessivamente impegnativa, lo scenario muta ad un tratto: il sentiero si immerge improvvisamente in una stupenda foresta di lecci, che a tratti forma suggestive gallerie vegetali. Qui comincia il punto più bello dell’escursione. Il cammino continua a serpeggiare, ma in breve la salita lascia il passo ad un falso piano che si tramuta in una lieve discesa. Alcuni squarci nella vegetazione lasciano intravedere scorci bellissimi, fin quando poi, raggiunti la sommità della rupe, la mole del Circeo fa la sua impressionante figura: sembra veleggiare tra il mare e la Pianura Pontina, arcana astronave custodita dagli incantesimi della Maga. La bruma le mette di fronte l’altra Divinità, quella solare, che si appresta a regalarci la calma della notte con un tramonto irrealmente bello. L’altra Divinità presente, rappresentata dalla statua della Madonna, pure ci osservava bonaria, seppure dall’alto di un abnorme piedistallo di cemento.

La magia della notte: le luci di Terracina

Il vento si è fatto sentire, abbassando la temperatura percepita; così, dopo una pausa-spuntino, abbiamo ripreso la via del ritorno aiutati dalla luce della luna. E’ stato bello osservare come i bambini presenti si siano abbandonati con fiducia al buio della notte senza paure. Qualcuno ha pure visto la prima lucciola della stagione!

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