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Cerquarola

Antiche case a Cerquarola
Antiche case a Cerquarola

Nascosto nel cuore del castagneto, il borgo abbandonato di Cerquarola è l’occasione per fare una passeggiata nel bosco, tra antichi muri a secco e attraverso un’aura di mistero che avvolge queste antiche costruzioni, insieme a tutto l’ambiente che le custodisce.

Si tratta di una breve escursione, magari da svolgere durante una passeggiata partendo dal centro di Roccamonfina. Era da tempo che avevamo il desiderio di visitare questo “borgo fantasma”, e finalmente ci siamo riusciti! Siamo partiti dall’antico convento di San Domenico, prendendo la strada che porta in direzione di Roccamonfina; dopo poche decine di metri c’è la mulattiera sulla sinistra che porta verso Cerquarola, indicata da un segnale.

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La Solfatara

IMG_8050Nessuno direbbe che si tratti di un vulcano né, tanto meno, che possa essere un vulcano attivo! La Solfatara se ne sta nascosta tra le case e le strade, appollaiata su una bellissima terrazza affacciata sul Golfo di Pozzuoli e sulle tormentate insenature che lo compongono, e non si indovinerebbe mai che custodisca al suo interno un vero e proprio scenario dantesco!

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Valle dell’Inferno e Cognoli di Ottaviano

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Nell’Antro del Cavallo

Scendere nella Valle dell’Inferno e risalire lungo i Cognoli di Levante fino a quelli di Ottaviano è un’esperienza che regala una visione completamente diversa e inconsueta del complesso vulcanico del Vesuvio; anzi, del complesso del Somma-Vesuvio, così incombente, brullo e minaccioso da un lato (quello dal quale si è abituati a vederlo, anche in foto o in TV), quanto verde, vario, meraviglioso dall’altro.
Per questa insolita escursione l’Associazione Atargatis si è avvalsa della guida e della consulenza dell’Associazione Vesuvio Natura da Esplorare: è necessario sottolineare come, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio sia necessario affidarsi a una guida accreditata dal Parco medesimo per poter compiere un’escursione, oppure ottenere un permesso dall’Ente, dato che i sentieri sono chiusi, tranne alcune eccezioni, come il Fiume di Lava. L’escursione in questione presenta come difficoltà particolari il dislivello concentrato, sia in salita, lungo i Cognoli, che in discesa, dai Cognoli all’Antro del Cavallo.

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Il Fiume di Lava

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Il Fiume di Lava

L’escursione al Fiume di Lava è stato un vero e proprio fuori programma, dato che eravamo diretti altrove, salvo poi scoprire che vi sono ufficialmente pochi sentieri liberamente fruibili nel Parco Nazionale del Vesuvio: uno di questi è, appunto, il Fiume di Lava. Si tratta di un’escursione senz’altro alla portata di tutti, semplice e in ambiente insolito, come può essere quello rappresentato da un vulcano di tutto rispetto; in particolare, il sentiero conduce alla colata lavica del 1944, che si diresse verso il paese di San Sebastiano.
La sensazione di scoperta che ci ha animati mentre procedevamo lungo il singolare itinerario ci ha ripagati della delusione di non poter fruire di altri sentieri: la chiusura dei percorsi escursionistici del Parco del Vesuvio costituisce probabilmente un’altra contraddizione tutta italiana, laddove la libera fruizione (magari regolamentata) potrebbe fornire invece un’importante occasione di sviluppo turistico sostenibile in un ecosistema unico al mondo.
Comunque, bando alle polemiche, incamminiamoci!

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Monte Nuovo

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Il cratere con Monte Gauro sullo sfondo

Monte Nuovo è un luogo che non può lasciare indifferenti, e che meriterebbe maggiore fama, a livello nazionale e oltre. Non si tratta solo di un grazioso parco suburbano, capace di dare respiro all’estremità orientale della conurbazione napoletana, nel cuore del centro abitato di Arco Felice di Pozzuoli: è di un piccolo vulcano che stiamo parlando, trasformatosi poi in una lussureggiante oasi verde. Ma non basta: Monte Nuovo (come infatti suggerisce anche il suo nome) è il vulcano più giovane d’Italia e d’Europa, particolarità che, effettivamente, dovrebbe renderlo conosciuto in tutto il mondo.

Un vulcano che, sul litorale di Pozzuoli, sorge nel giro di una settimana, oscurando il cielo fino alla Calabria per giorni, che vomita cenere, lapilli e pietre laviche fin quasi sopra il centro di Napoli, che distrugge l’intero villaggio di Tripergole, riduce di oltre la metà la superficie del Lago Lucrino, cancellando completamente il suo collegamento con il Lago d’Averno, (a sua volta notevolmente rimpiccolito), terrorizza una popolazione intera, e causa anche alcune vittime. Tutto questo accadde nel giro di una settimana, a cavallo tra settembre e ottobre del 1538, facendo sorgere dal nulla questo mini-vulcano, oggi stretto tra il mare e la Tangenziale di Napoli.

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