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Valle Fredda

Verso lo stazzo Valle Fredda

Inaspettato, un colpo di frusta durante la notte che precedeva il weekend, ha sconsigliato di effettuare escursioni troppo in altura; il vento era forte anche in fondovalle, e lo si vedeva mulinare chiaramente sulle vette: su Monte Amaro, su Serra delle Gravare, sul Marsicano. E lo si vedeva mulinare perché c’era qualcosa che mulinava: la neve che, sebbene non abbondante, era caduta in nottata lasciando un fresco, sottile manto oltre i 1700/1800 metri. Non era per niente detto che non ne potesse cadere altra, trasformandosi in pioggia dove eravamo noi, più in basso.

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L’Acqua Sfranatara

Verso i boschi, verso i monti.
Verso i boschi, verso i monti.

Dolce escursione alla portata di tutti, il sentiero F2 fino all’Acqua Sfranatara permette di godere della bellezza idilliaca della Val Fondillo senza sforzo e in tutta libertà. Posta nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la Valle è seminascosta: racchiusa tra Monte Amaro di Opi e lo stupendo teatro di Serra delle Gravare, presenta varie attrattive, tra cui anche questa sorgente, posta a circa un’ora di cammino dal ristoro gestito dalla Cooperativa Sort. Ovviamente, si possono scegliere obiettivi diversi dalla fitta sentieristica di quest’area di Parco; tuttavia, per chi ha dei bambini, raggiungere l’Acqua Sfranatara è l’ideale.

I segnali subito dopo il ristoro indicano le varie destinazioni con i relativi sentieri e tempi di percorrenza. Per la sorgente occorre circa un’ora: lungo l’F2 è la prima “tappa” verso altre mete, come la Grotta delle Fate o il Valico dell’Orso.

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Neve in Val Fondillo

Magia
Magia

Approdare in Val Fondillo è stata la naturale conclusione di una “navigazione” in cerca di neve per far divertire la famiglia, a partire dai più piccolini. Raggiunto lo spartiacque Tirreno-Adriatico, coincidente più o meno con il vecchio confine del Parco Nazionale d’Abruzzo, l’innevamento ha iniziato a farsi finalmente più consistente. Sui nostri Antiappennini, infatti, la “bufera” di fine anno non aveva lasciato tracce bianche apprezzabili, e per questo ci siamo spinti più verso l’interno, verso gli altrettanto nostri Appennini Marsicani.

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I Tre Confini

Il Casone Bartolomucci
Il Casone Bartolomucci

Non so quanti altri “Tre Confini” vi siano in Italia, tanto è comune questo toponimo nel nostro Paese; quello che so è che qui si torna sul versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, in uno scenario bellissimo, per una comoda escursione che inizia dalla Valle di Canneto e che raggiunge, attraverso il sentiero F2 del Parco, proprio la Valle dei Tre Confini lungo il confine tra Lazio e Abruzzo. Il percorso origina o dall’inizio della sterrata che si imbocca di fronte al santuario della Madonna di Canneto, oppure dal sentiero che si trova in fondo al parcheggio e che, comunque, converge sulla stessa sterrata. Non vi sono difficoltà particolari, sebbene si tratti di un cammino di circa 7,5 km solo andata, per percorrere i quali sono necessarie circa 3 ore, 3 ore e mezza, a seconda del proprio passo. Il dislivello è di quasi 500 metri, sempre ben distribuito lungo il percorso. 

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Seminario di Interpretazione Ambientale: la sfida comunicativa per la tutela

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Il Lago di Barrea

Ero molto curioso circa i contenuti del Seminario di Interpretazione Ambientale tenutosi a Barrea a cura dell’Associazione Italiana Interpreti Naturalistici Educatori Ambientali. In un weekend di fine inverno, con i monti ancora colmi di neve sopra i 1500 m, il fulcro dello scenario è stato uno dei gioielli del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: il paese di Barrea, arroccato sulle sponde dell’omonimo lago. Ero sempre passato per il paese in maniera frettolosa e, lo confesso, superficiale: sempre diretto all’inizio del sentiero per Lago Vivo o per la Sorgente Iannanghera, inconsapevole dello scrigno conservato nel cuore di questo paese di roccia, a custodire la gola mozzafiato che accompagna il Sangro verso un Adriatico che qui appare ancora più lontano di quanto non sia realmente. La veduta sul lago e sugli altri due gioielli di Villetta Barrea e Civitella Alfedena con i monti innevati a corona è, a mio parere, un Paesaggio Assoluto che rimane nel cuore e nell’anima, fatto di armonia e bellezza.

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