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Il Museo di Storia Naturale della Maremma

Le teche del Museo e l’oreopiteco

Tra le cose da fare e da vedere con i bambini in terra toscana, c’è senz’altro il Museo di Storia Naturale della Maremma. Ci troviamo a Grosseto, nel cuore di un territorio di eccezionale bellezza, ricco di attrattive praticamente per tutti, anche per i più piccoli; poniamo, però, che vi troviate a passeggiare per le vie della graziosa città (detto tra di noi, i suoi abitanti soffrono di quello che io ho definito “complesso di inferiorità”: considerano la loro città niente di che, forse prendendo a punto di riferimento Siena o Firenze. Ebbene, Grosseto non arriva a quei livelli, ma di sicuro si tratta di una bella città, senza se e senza ma) di sera, quando le giornate non sono ancora eccessivamente lunghe… che fare? Con il Museo di Storia Naturale della Maremma si fa sicuramente centro: i bambini saranno entusiasti di visitare questa struttura distribuita su tre piani, in cui si ripercorrono la storia naturale e quella umana del vicino, omonimo Parco Regionale, dando anche un quadro dei suoi vari ecosistemi, spaziando anche con una panoramica dei vari ambienti naturali di tutta la grande provincia grossetana.

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San Galgano: sulle orme di Excalibur

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Interno dell’abbazia

Siamo giunti all’abbazia di San Galgano in auto e, sebbene non ci sia stato possibile arrivare a piedi in escursione come già raccontato altrove, l’emozione provata al colpo d’occhio offerto dal complesso e dallo scenario che lo racchiude non ne ha certo risentito. Immersi in un mare di giovani spighe di grano, le rovine della chiesa e l’eremo di Monte Siepi mozzano letteralmente il fiato: viali, alberati di cipressi come nella più toscana delle tradizioni, conducono alle imponenti rovine del monastero e alla chiesetta sul colle che custodisce la vera Spada nella Roccia, sotto un cielo fatto di luce e di blu. I poggi circostanti sono un’armoniosa alternanza di boschi e di campi, di colline selvagge e valli coltivate. Un incanto.

L’atmosfera idilliaca del luogo è senz’altro alimentata dal mito che aleggia intorno alla figura del Cavaliere fattosi santo e della sua Spada trasformata in estremo simbolo di pace: una Croce piantata a mani nude nella Roccia. E’ qui, infatti, che nasce probabilmente la fiaba di Re Artù!

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Il fiume Merse e il ponte che non c’è

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La radura verso il fiume

L’escursione al fiume Merse da Monticiano potrebbe essere considerata, per chi scrive, la cronaca di un insuccesso. Invece, è stata un’ulteriore dimostrazione del fatto che, se in un’escursione è importante la Meta, lo è ancora di più ciò che si incontra e si vede durante il Percorso, con i piccoli, grandi regali che quest’ultimo ti può riservare.

Caratteristiche – L’escursione parte da Monticiano: non è molto difficile trovare l’inizio del sentiero, giacché fin dall’entrata in paese sono evidenti le indicazioni per l’abbazia di San Galgano, con l’iconcina dell’escursionista a piedi. Già, la meta originaria dell’escursione avrebbe dovuto essere proprio lo stupendo complesso abbaziale, che sorge dall’altra parte del Merse. La distruzione del ponte in legno sul corso d’acqua, tuttavia, ha reso impossibile il raggiungimento a piedi del monumento, e ci ha obbligati a ripiegare su un andata-ritorno per il fiume stesso. L’escursione offre comunque sorprese e spunti interessanti, mentre a San Galgano si può andare in auto, in pochi minuti da Monticiano.

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Le Città del Tufo

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Pitigliano

Le Città del Tufo, Pitigliano, Sorano, Sovana, sono in realtà tre paesi rispettivamente di circa 4000, 3000 e 500 abitanti in provincia di Grosseto, in Alta Maremma, ai confini con il Lazio (Sovana è tra l’altro una frazione di Sorano). Eppure si tratta di tre veri e propri gioielli, capaci di offrire innumerevoli spunti di turismo ambientale ed escursionismo inedito, anche per famiglie: tre Città.

La sensazione che si prova raggiungendo questi luoghi è quella di ritrovarsi in una dimensione sospesa nel tempo, in un ambiente giunto a noi preservato nel corso dei secoli, ricco di storia. Etruschi e Romani hanno lasciato spazio ad un Medioevo che, sebbene spesso dipinto come un’epoca buia e tempestosa, è riuscito comunque a produrre centri storici bellissimi e personaggi d’eccellenza. Oggi tutto questo rivive per i visitatori.

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La Via Cava di San Giuseppe

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Veduta di Pitigliano all’inizio dell’escursione

Caratteristiche: La Via Cava di San Giuseppe rappresenta un bellissimo viaggio in un’epoca misteriosa attraverso un ambiente insolito, come può essere quello di un “canyon artificiale”. Questa via cava fa parte di una vera e propria rete di moltissimi altri tracciati del genere presenti in Toscana meridionale. Ci troviamo nell’Alta Maremma, nel territorio di quelle che sono state ribattezzate le “Città del Tufo”: Pitigliano, Sovana, Sorano. L’itinerario qui proposto parte proprio dal centro di Pitigliano, scende ai piedi del suo centro storico fino all’imbocco della Via Cava di San Giuseppe, e si inoltra attraverso questa fino alla Fontana dell’Olmo. Non presenta difficoltà particolari; in alcuni tratti è necessaria maggiore attenzione nel caso di presenza di acqua (proveniente da piogge o da piccole sorgenti presenti lungo il percorso) che, sul fondo di tufo, rende scivoloso lo stesso.

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