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Valogno

Benvenuti a Valogno!

Valogno? E dove si trova? Ah, ma è vicino, poi ci andiamo, sì, prima o poi ci andiamo… vediamo sulla cartina come si fa ad arrivare, controlliamo su Maps, e poi andiamo. Dalle foto che girano in rete sembra carino, sì, dobbiamo andarci.

Già, spesso è così che succede, quando si devono visitare dei posti vicino casa; figuriamoci poi se questo nome, “Valogno”, non l’avevi mai sentito nominare fino a poco tempo prima. Ma, alla fine, il momento della visita arriva. Da una deviazione della Statale Appia si sale sulle pendici del vulcano, si fanno vari tornanti, in uno scenario sempre più verde, sempre più colorato d’autunno. Finché, eccolo il borgo! Già si intravvedono i primi murales, ma neanche il tempo di accorgersi che si è giunti, che il paesino finisce e bisogna fare inversione per cercare parcheggio.

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L’Orto della Regina

Di fronte alla mole ell’Orto della Regina

Misterioso e affascinante, l’Orto della Regina è un monumento risalente ad epoca antichissima, che lascia a bocca aperta il visitatore: nascosto sulla cima del monte Frascara, a 928 metri di altitudine, e nel cuore di un bellissimo bosco di castagni, il sito evoca forti emozioni e suggestioni. Ce lo si trova davanti alla fine della breve e divertente escursione all’interno del castagneto, all’improvviso, con effetto mozzafiato, dopo il belvedere sul Golfo di Gaeta e il Massico. Pensare che la struttura risale ai popoli che abitavano il vulcano prima dei Romani, effettivamente, toglie il respiro: si ritiene che la cinta muraria sia stata costruita probabilmente nel V secolo a. C., e che i suoi costruttori fossero gli Ausoni/Aurunci, oppure i Sanniti.

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Cerquarola

Antiche case a Cerquarola
Antiche case a Cerquarola

Nascosto nel cuore del castagneto, il borgo abbandonato di Cerquarola è l’occasione per fare una passeggiata nel bosco, tra antichi muri a secco e attraverso un’aura di mistero che avvolge queste antiche costruzioni, insieme a tutto l’ambiente che le custodisce.

Si tratta di una breve escursione, magari da svolgere durante una passeggiata partendo dal centro di Roccamonfina. Era da tempo che avevamo il desiderio di visitare questo “borgo fantasma”, e finalmente ci siamo riusciti! Siamo partiti dall’antico convento di San Domenico, prendendo la strada che porta in direzione di Roccamonfina; dopo poche decine di metri c’è la mulattiera sulla sinistra che porta verso Cerquarola, indicata da un segnale.

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Al Convento di San Domenico

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Via dei Cinque Ponti

Caratteristiche – Un bosco di castagni in autunno può essere davvero un incanto per i bambini: la mini-escursione tra Roccamonfina e il convento di San Domenico si sviluppa dal centro storico del paese e raggiunge la chiesa proprio attraverso il margine della foresta di castagni che ricopre splendidamente l’antico vulcano. La magia è assicurata per i piccoli escursionisti: i ricci, le foglie secche di vari colori, le castagne “superstiti” dopo la raccolta, i tronchi contorti, le antiche costruzioni tradizionali riprodotte in pietra lavica… ogni passo è una scoperta entusiasmante!

Si tratta di una passeggiata che parte da Piazza Amore e che, attraverso la pittoresca Via dei Cinque Ponti, risale su strada rurale verso il margine del castagneto: successivamente su comodo sentiero e poi di nuovo su stradina rurale, si raggiunge in breve il Convento di San Domenico.

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Roccamonfina: il Vulcano e le sue Castagne

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Calore d’autunno

Una delle prime volte che visitai Roccamonfina, anni fa, ricordo che, come risposta alla mia domanda su come si facesse a raggiungere il cratere dell’omonimo vulcano, una persona del luogo mi rispose: “Già sei nel cratere!”. In effetti, si stenta a credere che ci si trovi su un vulcano (anzi, al suo interno!) dalle origini molto simili a quelle del ben più famoso e famigerato Vesuvio: dolci declivi, ampi pianori, vegetazione lussureggiante, borghi che conservano un’atmosfera ancora antica. 

Roccamonfina è uno di questi, immerso, a poco più di 600 m di quota, nel cuore di una bellissima foresta di castagni che ammanta il fondo dell’antica caldera, colorandola di un verde intensissimo. Quella delle castagne nel Parco di Roccamonfina è più di una tradizione: è senz’altro una delle attività economiche più importanti del luogo. Già a fine estate, percorrendo le spettacolari strade che si inerpicano su per il vecchio vulcano, si possono osservare le febbrili opere di pulizia del sottobosco, propedeutiche all’attività di raccolta vera e propria, che culminerà nelle varie sagre locali, tra cui una delle principali è proprio quella di Roccamonfina.

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