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La Foresta Umbra e la Riserva Falascone

La maestosità della Foresta Umbra

Chi di noi, almeno una volta, non ha pensato che ci fosse un errore sulla cartina, e che la “Foresta Umbra” non potesse davvero stare in Puglia? In realtà non è un errore, e l’appellativo “Umbra” non si riferisce alla regione del centro Italia, ma al fatto che il bosco che copre ben 15.000 ettari del Parco Nazionale del Gargano è “ombroso”, in costante penombra, fresco.

Lo possiamo confermare noi, che siamo partiti dalla caldissima costa garganica con oltre 35 gradi, per rifugiarci nell’area della Riserva Foresta Umbra e della Riserva Falascone dove, se non altro, si riusciva a cogliere un po’ di tregua dall’afa.

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Altamura

Le Murge
Le Murge

Dopo le emozioni e le scoperte di Castel del Monte, proseguiamo in quella che per noi è Terra Incognita, diretti ad Altamura. Una delle “capitali” delle Murge, appare quasi come un miraggio dopo chilometri e chilometri di strada dritta come una fettuccia che, con dolci saliscendi, attraversa una terra bellissima, ora arata con cura, ora coperta di erba del colore dell’autunno. Un paesaggio solitario e struggente, che regala una sensazione patagonica di libertà e di Finis Terrae, nonostante la terra ci circondi da tutti i lati: già… ma l’impressione di essere ai confini del mondo è forte, ed è gradevolissima.

Si sfreccia, come novelli Jack Kerouac del XXI secolo e con tutta la famiglia dietro, ci si sente bene. Si guarda con sdegno e con dolore ai copertoni e all’immondizia lasciati in alcuni punti, ai margini del nastro di asfalto, ma è una ferita fugace, subito guarita dal mare bruno di terra e dal cielo color Blu Puglia. La stupidità dell’uomo italico non può niente contro la bellezza severa di questo angolo di mondo, di questo luogo remoto di un Sud minore perché semi-sconosciuto, ma maiuscolo in termini di splendore.

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Castel del Monte

IMG_1221La vista di Castel del Monte da lontano regala la prima, forte emozione: sulla sommità di una murgia, la grande corona dipietra si staglia netta controluce, per poi sparire momentaneamente tra le pieghe di questi dolci rilievi. La voglia di arrivare al suo cospetto è tanta, e viene soddisfatta quasi all’improvviso, praticamente al parcheggio, quando ci si trova d’un tratto di fronte a questo prodigio fatto di Pietra, Storia, Misteri.

Dopo aver visitato il Castello di Federico II, che ha decorato vari francobolli e che fa bella mostra di sé sul recto della moneta da un centesimo, posso dire che la Perfezione esiste, e che il grande sovrano svevo ben seppe farla incarnare in questa costruzione. Stare al suo cospetto dona una sensazione mozzafiato, e scoprire che in realtà non si trattava di un vero e proprio castello, ma di un “tempio alla conoscenza” aggiunge ammirazione e stupore: non vi sono fossati, le feritoie non potevano essere utilizzate a finalità difensive, non vi sono altre opere di fortificazione, e in più il “castello” non occupa alcuna posizione strategica. Come se non bastasse, le scale a chiocciola che salgono al secondo livello si svolgono in senso antiorario, cosa che avrebbe obbligato i difensori a sguainare la spada usando la mano sinistra.

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