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Cerquarola

Antiche case a Cerquarola
Antiche case a Cerquarola

Nascosto nel cuore del castagneto, il borgo abbandonato di Cerquarola è l’occasione per fare una passeggiata nel bosco, tra antichi muri a secco e attraverso un’aura di mistero che avvolge queste antiche costruzioni, insieme a tutto l’ambiente che le custodisce.

Si tratta di una breve escursione, magari da svolgere durante una passeggiata partendo dal centro di Roccamonfina. Era da tempo che avevamo il desiderio di visitare questo “borgo fantasma”, e finalmente ci siamo riusciti! Siamo partiti dall’antico convento di San Domenico, prendendo la strada che porta in direzione di Roccamonfina; dopo poche decine di metri c’è la mulattiera sulla sinistra che porta verso Cerquarola, indicata da un segnale.

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Il Museo Archeologico di Teano

L'interno del Museo
L’interno del Museo

A Pasquetta maltempo? Che novità! Dopo una serie ininterrotta di weekend con maltempo, abbiamo deciso di uscire comunque, anche se non si poteva andare in montagna. Il Museo Archeologico di Teano (Teanum Sidicinum) da ripiego si è trasformato in una bella sorpresa, uno scrigno di tesori custodito da una sottovalutata Campania settentrionale.

Il borgo medievale era semi-deserto, complice una giornata che sembrava uscita direttamente dal cuore dell’inverno. Abbiamo subito trovato il museo, custodito in un edificio all’interno del quale trionfano volte gotiche a sesto acuto. L’ingresso è gratuito (e questo per me non è tanto giusto, ma io non faccio testo: la gente in genere protesta perché paga, io perché non pago – nei piccoli musei!), ma subito i numerosi pannelli esplicativi e le ricche teche testimoniano l’importanza dell’allestimento e di quella che era l’antica città. Le vetrine sono colme di oggetti votivi, di monete, di vasi. Tutte cose che, quasi inaspettatamente, riescono a stimolare la curiosità anche dei visitatori più piccoli: “Papà, ma questo cos’è? Questo a cosa serve? Queste teste cosa sono?” E magari, una volta tornati a casa, se qualcuno chiederà loro “cosa hai visto?” la risposta potrebbe anche essere “un sacco di cose rotte!”

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I mulini e la cascata di Conca della Campania

La cascata
La cascata

Siamo tornati alla splendida Cascata di Conca della Campania, dopo un bel po’ di tempo: fa sempre piacere ripercorrere sentieri già conosciuti, ma capaci di regalare nuove sensazioni e nuovi scorci di luoghi che credevamo altrimenti di conoscere… questo soprattutto se, in realtà, stavolta, a differenza dell’altra volta, si effettua l’escursione percorrendo un anello!

Così, stavolta siamo andati insieme al nostro amico Donato che, oltre a conoscere bene i luoghi e i sentieri della zona, ne conosce anche la storia e le peculiarità naturalistiche. Le caratteristiche dell’escursione sono già in larga parte contenute nel post dell’escursione già effettuata, salvo in questo caso aver percorso anche la seconda parte del sentiero: dal ponte di pietra sul Rivo Conca, stavolta non abbiamo svoltato direttamente verso la cascata (che si vede in questo punto dall’alto) attraverso l’area picnic, ma abbiamo proceduto dritti. Sono tantissimi i motivi di interesse contenuti in questa porzione di sentiero, che ci erano sfuggiti l’altra volta… pronti invece a farsi scoprire ora!

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Al Convento di San Domenico

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Via dei Cinque Ponti

Caratteristiche – Un bosco di castagni in autunno può essere davvero un incanto per i bambini: la mini-escursione tra Roccamonfina e il convento di San Domenico si sviluppa dal centro storico del paese e raggiunge la chiesa proprio attraverso il margine della foresta di castagni che ricopre splendidamente l’antico vulcano. La magia è assicurata per i piccoli escursionisti: i ricci, le foglie secche di vari colori, le castagne “superstiti” dopo la raccolta, i tronchi contorti, le antiche costruzioni tradizionali riprodotte in pietra lavica… ogni passo è una scoperta entusiasmante!

Si tratta di una passeggiata che parte da Piazza Amore e che, attraverso la pittoresca Via dei Cinque Ponti, risale su strada rurale verso il margine del castagneto: successivamente su comodo sentiero e poi di nuovo su stradina rurale, si raggiunge in breve il Convento di San Domenico.

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Roccamonfina: il Vulcano e le sue Castagne

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Calore d’autunno

Una delle prime volte che visitai Roccamonfina, anni fa, ricordo che, come risposta alla mia domanda su come si facesse a raggiungere il cratere dell’omonimo vulcano, una persona del luogo mi rispose: “Già sei nel cratere!”. In effetti, si stenta a credere che ci si trovi su un vulcano (anzi, al suo interno!) dalle origini molto simili a quelle del ben più famoso e famigerato Vesuvio: dolci declivi, ampi pianori, vegetazione lussureggiante, borghi che conservano un’atmosfera ancora antica. 

Roccamonfina è uno di questi, immerso, a poco più di 600 m di quota, nel cuore di una bellissima foresta di castagni che ammanta il fondo dell’antica caldera, colorandola di un verde intensissimo. Quella delle castagne nel Parco di Roccamonfina è più di una tradizione: è senz’altro una delle attività economiche più importanti del luogo. Già a fine estate, percorrendo le spettacolari strade che si inerpicano su per il vecchio vulcano, si possono osservare le febbrili opere di pulizia del sottobosco, propedeutiche all’attività di raccolta vera e propria, che culminerà nelle varie sagre locali, tra cui una delle principali è proprio quella di Roccamonfina.

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