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25 aprile alla Camosciara

Benvenuti alla Camosciara!

La Camosciara è uno di quei luoghi che mi hanno lasciato a bocca aperta quando ero bambino, e che bramavo di rivisitare quanto più spesso possibile: le cascate, il bosco, il nome che mi faceva sognare di vederli davvero, i camosci, l’atmosfera della gita in famiglia… tutte cose che mi sono rimaste dentro e che ora rivivo nei miei bambini.

Anzi, rispetto ad allora, le cose sono anche migliorate: una volta si poteva giungere al piazzale superiore con l’auto, generando comunque caos e inquinamento fin nel cuore di un’area integrale. Oggi invece, la confusione rimane confinata giù, all’area attrezzata, dove è comunque possibile trovare il proprio posto in tranquillità e passare una giornata all’aperto.

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Valle Fredda

Verso lo stazzo Valle Fredda

Inaspettato, un colpo di frusta durante la notte che precedeva il weekend, ha sconsigliato di effettuare escursioni troppo in altura; il vento era forte anche in fondovalle, e lo si vedeva mulinare chiaramente sulle vette: su Monte Amaro, su Serra delle Gravare, sul Marsicano. E lo si vedeva mulinare perché c’era qualcosa che mulinava: la neve che, sebbene non abbondante, era caduta in nottata lasciando un fresco, sottile manto oltre i 1700/1800 metri. Non era per niente detto che non ne potesse cadere altra, trasformandosi in pioggia dove eravamo noi, più in basso.

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La Macchiarvana

Si fa esercizio con le ciaspole alla Macchiarvana

Alla ricerca dell’ultima neve, potrebbe essere intitolata questa domenica alla Macchiarvana, armati di ciaspole e slittini! Nonostante nei dintorni fossero programmati numerosi eventi escursionistici, alla fine abbiamo optato per questa puntata nel “Parco Nazionale”, intuendo che si era probabilmente alle ultime occasioni per una bella ciaspolata in famiglia: senza pretese, senza difficoltà tecniche, ma solo per goderci la dea bianca e passare una domenica diversa.

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L’Acqua Sfranatara

Verso i boschi, verso i monti.
Verso i boschi, verso i monti.

Dolce escursione alla portata di tutti, il sentiero F2 fino all’Acqua Sfranatara permette di godere della bellezza idilliaca della Val Fondillo senza sforzo e in tutta libertà. Posta nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la Valle è seminascosta: racchiusa tra Monte Amaro di Opi e lo stupendo teatro di Serra delle Gravare, presenta varie attrattive, tra cui anche questa sorgente, posta a circa un’ora di cammino dal ristoro gestito dalla Cooperativa Sort. Ovviamente, si possono scegliere obiettivi diversi dalla fitta sentieristica di quest’area di Parco; tuttavia, per chi ha dei bambini, raggiungere l’Acqua Sfranatara è l’ideale.

I segnali subito dopo il ristoro indicano le varie destinazioni con i relativi sentieri e tempi di percorrenza. Per la sorgente occorre circa un’ora: lungo l’F2 è la prima “tappa” verso altre mete, come la Grotta delle Fate o il Valico dell’Orso.

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Forca d’Acero

Forca d'Acero: il cervo
Forca d’Acero: il cervo

Forca d’Acero ha sempre rivestito un’importanza particolare nel mio immaginario. Un Confine in tutti i sensi, ma un Confine che mette in comunicazione senza dividere. Ricordo da piccolo, quando venivo fin quassù coi miei genitori, che aspettavo con ansia il momento in cui avremmo varcato l’ingresso al Parco. Allora non era ancora “d’Abruzzo, Lazio e Molise”, ma solo “Parco Nazionale d’Abruzzo”, ed era meno esteso di oggi. Attualmente, il cippo con l’orsetto-stemma dell’Area Protetta che si trova prima del passo, venendo da San Donato, è più un qualcosa di “commemorativo” che di reale. Ma è sempre bello, e coincide inoltre con l’ingresso nel bosco, qualche centinaio di metri prima del mitico rifugio posto al confine tra Lazio e Abruzzo. Solo in seguito ho scoperto che gli aceri sono quasi scomparsi dalla foresta, aggrediti e vinti dai faggi, sempre prepotenti ed esuberanti. Ma questo non ha molta importanza, non va ad intaccare la forza del genius loci.

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