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Alla scoperta dei nostri Monti

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Lezione sul carsismo – Foto di Anna Molisso

“Alla scoperta dei nostri Monti” ci ha accompagnati attraverso il sentiero più popolare degli Aurunci, quello “della Statua”, per andare ad esplorare una zona un po’ meno conosciuta, eppure a portata di mano: la terrazza del Vallaroce.

Escursione curata dall’Associazione Atargatis nell’ambito delle attività del Premio Dragut 2013, l’iniziativa ha permesso di rendere accessibile e piacevole questo angolo degli Aurunci a tutti i partecipanti, indipendentemente dal loro allenamento e dalla loro abitudine alla montagna. La presenza di due “narratori” ha poi introdotto agli aspetti geologico-naturalistici e a quelli storico-antropici della catena montuosa laziale.

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Intorno al Vallaroce

Paesaggio lunare intorno all'Abisso Vallaroce
Paesaggio lunare intorno all’Abisso Vallaroce

Caratteristiche – L’escursione alla scoperta dell’Abisso Vallaroce è in realtà una digressione intorno al sentiero che da Sella Sola porta fino al Monte Sant’Angelo, attraverso un ambiente spettacolare, fatto di forre, strapiombi, doline, prati, boschetti.

Lungi dal voler invitare a temerarie ed incoscienti spedizioni speleologiche, questa scheda vuole soltanto introdurre alla conoscenza di un piccolo altopiano, tripudio di fenomeni carsici e, quindi, altamente interessante per l’escursionista, data la sua varietà in un’area così contenuta. Qualsiasi tipo di attività speleologica deve avvenire con la presenza di personale esperto, evitando ovviamente la presenza di bambini che possano risultare impreparati ad un’esperienza del genere.

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Fossa Juanna

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Fossa Juanna

Caratteristiche – Fossa Juanna (o Joanna) sarebbe, di per sé, un punto di passaggio sulla via per il Monte Petrella da Spigno Saturnia e Strampaduro; oppure, la si raggiunge deviando dal percorso ad anello, già esaminato nel post “Il Tetto degli Aurunci” che, partendo da Valliera, giunge sempre al Petrella. In realtà, si tratta di uno dei luoghi più spettacolari della catena montuosa e, sicuramente, è quello più misterioso e fiabesco.

In questo caso l’escursione viene presentata proprio come deviazione al percorso del “Tetto degli Aurunci”, per cui vale gran parte delle considerazioni svolte a riguardo, a cui si rimanda. Da aggiungere che la quota minima dell’escursione è di 1190 m presso l’area picnic di Valliera; la massima sono i 1533 del Petrella: l’ascesa totale è di circa 520 m.

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La Foresta di Sant’Arcangelo

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L’Orto Botanico nella Foresta di Sant’Arcangelo

Caratteristiche: L’escursione alla Foresta di Sant’Arcangelo presenta vari pregi: di tipo turistico, è adatta a tutti, stante il dislivello contenutissimo, il fondo agevole (sterrata e sentiero ben tracciato) e la lunghezza non eccessiva; è varia e interessante per grandi e piccoli; offre una serie di alternative anche per chi voglia sostare per un pic-nic o per giocare con i bambini.

Situato sulle alture alle spalle della cittadina di Fondi, questo bellissimo bosco di bassa montagna è accessibile attraverso un percorso ben segnalato da indicazioni in legno, che conduce anche all’area pic-nic prospiciente un Orto Botanico. Proprio dopo quest’ultimo l’escursione procede ad anello. Il dislivello è di circa 120 metri, per una salita totale di 170 metri; l’escursione è di circa 5,7 km a/r; occorrono meno di due ore per percorrerla tutta, a/r.

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Il Tetto degli Aurunci

Caratteristiche: Si tratta di un percorso ad anello molto spettacolare, con vedute mozzafiato ed estrema variabilità di scenari,

Veduta sul Redentore dalla mulattiera verso il Sant’Angelo

dal bosco alla pietraia e al paesaggio di tipo carsico. Benché si tratti di un’escursione che si snoda sulle tre vette più elevate degli Aurunci (Monte Sant’Angelo: 1404 m; Monte Campetelle: 1494 m; Monte Petrella: 1533 m), non presenta difficoltà particolari, anche perché la possibilità di giungere in auto quasi alla sorgente di Canale (a quota 1250 m circa) consente di contenere il dislivello complessivo in poco più di 300 metri. E’ necessario prestare attenzione ad alcuni passaggi più sassosi, soprattutto sul crinale del Campetelle. L’itinerario, per essere percorso interamente, richiede tra le 3 ore e mezzo e le 4 ore.

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