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L’Anello di Sant’Onofrio

La Piana di Sant’Onofrio

Escursione molto bella, adatta a tutti, varia e colma di sorprese: l’Anello di Sant’Onofrio è stato davvero una bella scoperta per noi. C’è praticamente un po’ di tutto: l’antica chiesa, la vallata verde di pascoli con mucche e cavalli, gli antichi pozzi oasi di tritoni, le praterie di asfodeli, boschi misti con stupendi esemplari di acero, la vecchia sorgente, le rocce dalle loro forme tipicamente carsiche, la possibilità di incontrare animali selvatici.

Il tutto a non molta distanza dal grazioso borgo di Campodimele, Bandiera Arancione del Touring Club e parte del Club dei Borghi più belli d’Italia: una passeggiata tra i suoi vicoli, intorno alle sue mura o sotto i suoi antichi archi può essere la conclusione di una giornata davvero piacevole.

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Monte Moneta

Dalla sommità dela falesia

Monte Moneta in realtà è alto neanche 400 metri… cosa spinge un escursionista a salire su quella che in realtà è “soltanto” una collina? Forse è la bellezza del bastione che si staglia sulla spiaggia di Sant’Agostino? Forse è la vista che spazia a 360°, dal Circeo ad Ischia? Forse sono i suoi contrafforti, strapiombanti in maniera vertiginosa, a regalare una scarica di adrenalina? Forse è la voglia di un’escursione diversa, un pizzico avventurosa, fuori sentiero, tra arrampicatori, rapaci che volteggiano e capre al pascolo?

Già, Monte Moneta non è una grande cima, ma presenta tantissime belle ragioni per l’effettuazione di un’escursione di tutto rispetto.

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L’anello del Ruazzo e del Tuonaco

La Valle di Sciro vista dal Ruazzo

Bellissima traversata tra tipici ambienti aurunci, l’anello del Ruazzo e del Tuonaco permette di unire tra loro i percorsi che portano alle rispettive vette mediante un interessante fuori sentiero che penetra nella Valle di Sciro, magnifico “deserto” di dune di roccia e di carsismo.

L’inizio dell’escursione avviene, come di consueto, da Acquaviva: per il sentiero 956 si sale per la vetta/sella del Mesole e verso il Fosso di Fabio. Gli elementi di interesse, com’è noto, in questo primo tratto sono molteplici e legati in gran parte proprio al carsismo: la spaventosa Ciauchella e l’antro del Fosso di Fabio sono un “must” di questa catena montuosa. Numerosi avvallamenti e piccoli inghiottitoi si intravedono qua e là. Talvolta può capitare di incontrare gruppi speleo alla ricerca di qualche anfratto da esplorare.

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Intorno a Monte Moleta

Cavalli al cospetto del Redentore imbiancato presso il rifugio di Pornito

Una nevicata come non se ne vedevano da anni sugli Aurunci; la consapevolezza che, a pochi chilometri dal mare, la combinazione “neve alta-bel tempo” dura al massimo l’arco di 24 ore; la voglia di godere di questa combinazione, anche se con poco tempo a disposizione. E allora, si parte, approfittando anche della strada sgombra di ghiaccio fino a Pornito.

Alla fine, è uscito un bel giro intorno a Monte Moleta, partendo proprio da Pornito e passando di nuovo attraverso il 915b, ricongiungendomi scendendo alla sterrata che sale per Valliera e Canale, passando per Forcella di Fraile. Una digressione tra il bianco della neve e il blu del cielo e del mare, un connubio eccezionale.

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Monte Altino

Da Monte Altino

Monte Altino si trova là, spietata pietraia, alle spalle del Redentore. Un paesaggio lunare che non accoglie, non invita, tanto da non avere neanche un sentiero che conduca alla sua vetta: perché mai dovresti salirci? Perché mai dovresti andarci?

Anche io, in passato, ho pensato che non valesse la pena salire appositamente lassù e che fosse sufficiente guardare la mole desolata di questa vetta dal Redentore. Ebbene, mi sbagliavo, alla grande!

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