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Monte Maio

Monte Maio: piedi su un trionfo di carsismo e occhi tra Cielo, Terra e Mare

Finalmente su Monte Maio, finalmente sulla vetta dei Monti Vescini! Era da tempo che ci volevo andare, ma non c’era mai stata l’occasione: a dicembre, invece, ci sono stato ben due volte nel giro di pochi giorni e ho avuto conferma del fatto che la bellezza di una montagna non si misura certo dalla sua altitudine o dalla sua fama! Monte Maio, pur essendo il tetto degli Aurunci Orientali, detti anche Monti Vescini (dall’antica città aurunca di Vescia, di cui oggi non si è neanche sicuri della sua originale ubicazione), non raggiunge neppure i 1000 metri, fermandosi a quota 940; tuttavia, l’escursione per raggiungere la vetta è di tutto rispetto e presenta una grande varietà di scenari, oltre ad essere altamente spettacolare, con una vista che spazia a 360°, dagli Aurunci, Gaeta e le Isole Ponziane fino al litorale campano con Ischia, il Vesuvio, Capri e il Faito; dall’altro lato lo sguardo si apre sugli Appennini, con la Meta in bella mostra, ma va dai Lepini e dai Castelli fino al cuore della Campania, il Partenio, il Taburno e perfino i Picentini, passando per il Cairo e Montecassino: qualcosa da mozzare il fiato!

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Monte Vomero

L’arrivo sulla cresta del Vomero

Da anni la sagoma affusolata di Monte Vomero è, insieme a quella di Monte Petrella, appollaiata alle sue spalle, la prima cosa che vedo quando apro la porta di casa: illuminata di chiarore rosato quando il sole sta per sorgere o già inondata di forte luce quando è giorno pieno, fin quando, una volta tramontato l’astro, si ha come l’impressione che il bagliore abbia origine da questa stessa sagoma, insieme a quella delle altre vette aurunche.

Fino alla primavera scorsa, questa silhouette l’avevo soltanto ammirata dal basso (oppure dall’alto, da Monte Sant’Angelo o dallo stesso Petrella), ma mai l’avevo calcata. Durante la stagione delle orchidee è invece arrivato il momento di andarci di persona.

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Monte Revole

La vetta del Revole con gli Appennini innevati sullo sfondo

Divertente e spettacolare, l’escursione lungo la cresta di Monte Revole è un trionfo di rocce e di fiori, con la vista libera di spaziare dal mare alla piana di Campello, a quella di Polleca e fino a Montecassino e all’Appennino. Erano vari anni che non percorrevo questo sentiero, e ho trovato molto piacevole avanzare tra mille pietre, riscoprire le varie forme che il carsismo ha regalato alle rocce e ammirare le delicate, bellissime orchidee che tra quelle pietre sono eroicamente spuntate.

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Tramonto sul Redentore con neve.

L’eremo di San Michele e la neve

Tramonto sul Redentore. E anche… neve sul Redentore. Questo monte inconfondibile anche dalla distanza, e il cui profilo io ammiro ogni giorno da casa mia, mi ricorda un po’ il rock progressivo degli Anni Settanta: inizi ad ascoltare un pezzo… che si trasforma gradualmente, e che poi cambia all’improvviso, ti culla e ti sferza allo stesso tempo. Mutamento nei tempi, negli strumenti, nelle tonalità.

Che c’entra?, vi starete chiedendo… Beh, il Redentore in fin dei conti è sempre lo stesso; anzi, se vogliamo dirla tutta, potrebbe essere anche considerato uno dei percorsi meno insoliti e più abituali degli Aurunci. Ma è proprio qui la sua particolarità: ogni volta, identico, cambia e regala nuove emozioni, nuove sensazioni, nuovi panorami e profili.

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L’anello di Monte Appiolo

La vetta di Monte Appiolo

L’Anello di Monte Appiolo si sviluppa in gran parte sulla cresta della principale vetta situata all’estremità occidentale del Parco dei Monti Aurunci. Si tratta di un’escursione mediamente impegnativa, benché non a quote elevate, e alquanto sviluppata in lunghezza; si snoda lungo un crinale di tre vette (Monte Crispi, Monte Reginatonda e Monte Scaroli), per poi culminare con la cima dell’Appiolo. Si attraversano interessanti ambienti con bellissime formazioni carsiche, oltre a insediamenti pastorali contraddistinti da antichi manufatti. Il sentiero, il 918, presenta numerosi saliscendi e un fondo non sempre comodo; inoltre larghe sue porzioni sono esposte al sole, cosa che sconsiglia di effettuare l’escursione nella stagione calda.

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