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Monte Revole

La vetta del Revole con gli Appennini innevati sullo sfondo

Divertente e spettacolare, l’escursione lungo la cresta di Monte Revole è un trionfo di rocce e di fiori, con la vista libera di spaziare dal mare alla piana di Campello, a quella di Polleca e fino a Montecassino e all’Appennino. Erano vari anni che non percorrevo questo sentiero, e ho trovato molto piacevole avanzare tra mille pietre, riscoprire le varie forme che il carsismo ha regalato alle rocce e ammirare le delicate, bellissime orchidee che tra quelle pietre sono eroicamente spuntate.

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Tramonto sul Redentore con neve.

L’eremo di San Michele e la neve

Tramonto sul Redentore. E anche… neve sul Redentore. Questo monte inconfondibile anche dalla distanza, e il cui profilo io ammiro ogni giorno da casa mia, mi ricorda un po’ il rock progressivo degli Anni Settanta: inizi ad ascoltare un pezzo… che si trasforma gradualmente, e che poi cambia all’improvviso, ti culla e ti sferza allo stesso tempo. Mutamento nei tempi, negli strumenti, nelle tonalità.

Che c’entra?, vi starete chiedendo… Beh, il Redentore in fin dei conti è sempre lo stesso; anzi, se vogliamo dirla tutta, potrebbe essere anche considerato uno dei percorsi meno insoliti e più abituali degli Aurunci. Ma è proprio qui la sua particolarità: ogni volta, identico, cambia e regala nuove emozioni, nuove sensazioni, nuovi panorami e profili.

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L’anello di Monte Appiolo

La vetta di Monte Appiolo

L’Anello di Monte Appiolo si sviluppa in gran parte sulla cresta della principale vetta situata all’estremità occidentale del Parco dei Monti Aurunci. Si tratta di un’escursione mediamente impegnativa, benché non a quote elevate, e alquanto sviluppata in lunghezza; si snoda lungo un crinale di tre vette (Monte Crispi, Monte Reginatonda e Monte Scaroli), per poi culminare con la cima dell’Appiolo. Si attraversano interessanti ambienti con bellissime formazioni carsiche, oltre a insediamenti pastorali contraddistinti da antichi manufatti. Il sentiero, il 918, presenta numerosi saliscendi e un fondo non sempre comodo; inoltre larghe sue porzioni sono esposte al sole, cosa che sconsiglia di effettuare l’escursione nella stagione calda.

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Il Fammera da Spigno

Gli scorci che regala la salita al Fammera

Raggiungere Monte Fammera da Spigno Saturnia è una piccola grande conquista: la vetta, non eccessivamente alta in sé (1168 m), richiede sforzo e costanza per essere raggiunta, dati il dislivello globale e la pendenza di molte porzioni dell’escursione; presenta inoltre alcuni passaggi delicati che potrebbero risultare pericolosi per persone poco allenate o poco abituate, data la loro esposizione.

La ricompensa è comunque una vetta spettacolare, che si erge sull’altopiano di quota sottostante, Vallle Gaetano, e che strapiomba vertiginosamente come gli Aurunci non fanno in nessun altro luogo.

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Il #WWIM16 sul Redentore

Il protagonista della giornata: il Redentore tra le nuvole

Anticipato di un giorno per via delle disastrose previsioni meteo, il Worldwide Instameet al Redentore si è tenuto sabato 9 settembre: in una cornice di eccezione, in questo meraviglioso angolo di mondo incastonato tra monti, cielo e mare, le community di Instagram dell’intero Lazio si sono riunite al Rifugio Pornito, all’interno del Parco dei Monti Aurunci, per salire fino a quota 1252, sull’iconica vetta con la Statua.

Organizzato da Igerslazio e Igerslatina in collaborazione con l’Associazione Vacanze Pontine, l’evento è stato ospitato dal Parco dei Monti Aurunci e patrocinato dal Comune di Formia e dal Consiglio Regionale del Lazio. Una sinergia tra associazioni, club di appassionati e istituzioni a vari livelli, oltre che di privati che si sono messi a disposizione con le loro attività produttive, che ha permesso la bellissima riuscita di questo evento, biglietto da visita social molto importante per il territorio aurunco e del basso Lazio in generale.

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