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Il Vallone Lacerno

 

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Verso il Cuccetto del Demonio

Caratteristiche – Il Vallone Lacerno è uno stupendo canyon sul versante laziale dei Monti Marsicani, appena al di fuori dei confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sulle alture del paese di Campoli Appennino. Si tratta di wilderness pura là dove meno te lo aspetti, per una discesa spettacolare che, se il livello dell’acqua lo permette, porta fino ad una meravigliosa cascata nel profondo della gola, detta “Cuccetto dell’Inferno”.

Il percorso non è adatto a bambini trasportati in zaino porta-bimbo né a bambini troppo piccoli, dato il percorso impervio, sia durante la discesa nel vallone, sia seguendo il corso del torrente: il sentiero, infatti, risente di scarsa manutenzione, con vegetazione e tronchi che rendono necessario abbassarsi di frequente (cosa praticamente impossibile con lo zaino porta-bimbo) o scavalcare; per ragazzi più grandicelli, invece, l’escursione risulterà estremamente divertente e stimolante: la discesa nel canyon, l’acqua, la gola, sono tutti elementi che la renderanno un’esperienza indimenticabile. L’importante è prestare attenzione supplementare, sotto la supervisione di adulti, sia in fase di discesa (e risalita) che in fase di percorso in fondo alla gola.

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Fonte Fredda

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Verso Fonte della Regina

Caratteristiche – L’escursione a Fonte Fredda (o Fonte Acqua Fredda) permette, senza sforzi eccessivi, di percorrere uno dei pianori più belli del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: in qualsiasi stagione, il verde del prato, il bianco della neve, il dolce scroscio del ruscello, rendono questa escursione davvero speciale e spettacolare. Il sentiero parte da Prati di Mezzo: attraverso la valle della Forestella giunge al pianoro di Fonte della Regina per la pista da sci di fondo, si ricongiunge al sentiero N2 del Parco e, costeggiando il corso d’acqua che trae origine proprio da Fonte Acqua Fredda, punta deciso verso quest’ultima in uno scenario meraviglioso. Il ritorno avviene seguendo interamente l’N2 fino a Prati di Mezzo, seguendo la pista da sci nell’ultimo tratto.

Il percorso è lungo circa 7,2 km a/r e necessita di circa 3 ore, sempre a/r. Si parte dai 1440 m slm di Prati di Mezzo per giungere ai circa 1700 di Fonte Fredda, per un dislivello totale di 260 m. 

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La Foresta di Sant’Arcangelo

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L’Orto Botanico nella Foresta di Sant’Arcangelo

Caratteristiche: L’escursione alla Foresta di Sant’Arcangelo presenta vari pregi: di tipo turistico, è adatta a tutti, stante il dislivello contenutissimo, il fondo agevole (sterrata e sentiero ben tracciato) e la lunghezza non eccessiva; è varia e interessante per grandi e piccoli; offre una serie di alternative anche per chi voglia sostare per un pic-nic o per giocare con i bambini.

Situato sulle alture alle spalle della cittadina di Fondi, questo bellissimo bosco di bassa montagna è accessibile attraverso un percorso ben segnalato da indicazioni in legno, che conduce anche all’area pic-nic prospiciente un Orto Botanico. Proprio dopo quest’ultimo l’escursione procede ad anello. Il dislivello è di circa 120 metri, per una salita totale di 170 metri; l’escursione è di circa 5,7 km a/r; occorrono meno di due ore per percorrerla tutta, a/r.

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Alla (ri)scoperta del Monte di Scauri: un viaggio tra il bosco e il mare

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Il Sentiero (Foto di Luca Rosati)

L’escursione sul Monte di Scauri (che segue questo itinerario) all’interno dell’Area Protetta di Gianola, tenutasi sabato 4 maggio, ha aperto l’Edizione 2013 del Premio Dragut: nato l’anno precedente come premio letterario (con sezioni racconti, poesia, foto), oltre ad aggiungere quest’anno le sezioni musica ed arti figurative, prevede anche l’organizzazione sul territorio di eventi satellite, il primo dei quali è, per l’appunto, questa escursione. L’organizzazione dell’escursione è stata a cura dell’Associazione Atargatis e del Comitato “Fuori La Voce”, che hanno inteso così dare il proprio apporto al Premio.

La (ri)scoperta di questo angolo del Parco vuole essere infatti un contributo per (ri)tornare a guardare, ascoltare, sentire, annusare letteralmente l’angolo di pianeta che ci ospita e che tanto abbiamo maltrattato negli ultimi decenni: “non più per depredare ma per restituire!”

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Monte Gemma

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Il pianoro di Santa Serena

Caratteristiche: L’itinerario che sale a Monte Gemma da Santa Serena offre una bellissima panoramica dei tipi di ambiente che caratterizzano i Monti Lepini: dal pianoro carsico di Pian della Croce, più conosciuto come Santa Serena, il cammino si inerpica subito dopo nella faggeta, per poi continuare in salita attraverso paesaggi pietrosi e brulli che si alternano a tratti boscosi. Proseguendo con vari saliscendi si percorre la cresta di Monte Salerio e si raggiunge Monte Gemma; il ritorno avviene ad anello scendendo in maniera decisa per il bosco e ricongiungendosi con la strada che raggiunge Pian della Croce.

Il dislivello di circa 410 m non rappresenta in sé alcunché di proibitivo e rende l’escursione adatta a chiunque; tuttavia, proprio la presenza dei saliscendi fa aumentare l’ascesa totale a circa 620 m, aspetto che rende l’itinerario piuttosto impegnativo se si utilizza il baby-carrier (come può ben dire chi sta scrivendo il post!). In tal caso, ulteriore elemento di difficoltà è rappresentato dalla presenza di tratti di pietraia sul crinale, o da un tratto particolarmente ripido attraverso la faggeta, scendendo da Monte Gemma: si raccomanda quindi l’utilizzo, insieme allo zaino porta-bimbo, dei bastoncini, importantissimi tanto come elemento di equilibrio che come fattore di sgravio delle articolazioni.

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