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Il Museo Naturalistico di Spigno Saturnia

Gli Aurunci sono nati dal mare

Il Museo Naturalistico di Spigno Saturnia è una perla all’interno del Parco Regionale dei Monti Aurunci: benché poco conosciuta, la struttura museale del piccolo centro pedemontano si situa per contenuti e modalità di interazione a livelli per lo meno di caratura nazionale, abbracciando il visitatore all’interno della storia geologica, dell’universo naturalistico e dell’ecosistema dei Monti Aurunci, in cui la mano dell’uomo si è sempre accompagnata ai ritmi della natura, interagendo armoniosamente con essa.

Aperto durante la settimana, e in occasione di eventi anche durante il fine settimana, il Museo introduce subito il visitatore alle antiche origini della catena montuosa, rievocando i tempi in cui la stessa altro non era che una barriera corallina di un mare tropicale: il video e l’animazione in 3D è coinvolgente e capace di attrarre immediatamente l’attenzione dei bambini.

Così come poi avviene nella riproduzione dell’ambiente ipogeo della grotta. Il carsismo qui produce fenomeni bellissimi, ancorché non svelati in superficie: inghiottitoi e antri pullulano di tante forme di vita che si sono evolute in conseguenza dell’ambiente umido e privo di luce, a partire dai pipistrelli e ad arrivare fino ad anfibi e insetti.

Enorme ricchezza
Le varie teche presenti nel Museo
Affascinanti Aurunci

Nelle altre sale, vengono riprodotti e spiegati vari aspetti degli ecosistemi presenti su questi fantastici monti. Rapaci diurni e notturni, uccelli, insetti, mammiferi di ogni specie, fino ad arrivare al principe di tutti: il lupo appenninico, presente con una piccola colonia anche sugli Aurunci.

Varie teche consentono di interagire, come quando si può indovinare, per esempio, a che albero appartengano le foglie e i frammenti di corteccia presenti nel museo. Si prosegue, esaminando gli aspetti legati alla presenza dell’uomo, e a come questo abbia saputo vivere, lavorare, produrre su questi monti, senza mai comprometterne l’equilibrio: di volta in volta, l’uomo è stato pastore, agricoltore, carbonaio, olivicoltore, “strammaro”, cacciatore, raccoglitore di neve, boscaiolo, intagliatore, falegname, apicoltore. Dovremmo forse imparare dai nostri antenati e ricordarci di come loro siano stati in grado di rispettare la natura degli Aurunci attraverso i secoli, preservando un ambient che era intatto e incontaminato fino a una manciata di decenni fa.

Campello

Delicati colori dell’autunno aurunco

L’altopiano di Campello offre varie possibilità di effettuare escursioni e tranquille passeggiate anche con la famiglia. Situato nel cuore del Parco dei Monti Aurunci a poca distanza dal Santuario della Civita, l’altopiano è attraversato da una comoda strada (coincidente con il sentiero n. 953) è dotato di un agriturismo aperto per gran parte dell’anno, e presenta anche un’ampia area pic-nic attrezzata. A poca distanza vi è il grazioso centro di Campodimele, e ancora più vicino il Woodpark, ossia il parco avventura dei Monti Aurunci. Meglio di così…

Lungo la strada, con due comode deviazioni, si possono facilmente visitare due luoghi molto belli e suggestivi: la Piana dei Pozzi e le Mura di Campello.

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La Giornata del Camminare all’Appia Antica

Diego scalda i motori: l’Appia Antica e la Giornata del Camminare ci aspettano!

Finalmente siamo riusciti a partecipare all’annuale appuntamento della Giornata del Camminare: quale scenario migliore dell’Appia Antica? Evento abituale promosso da FederTrek ogni autunno, è stato proposto da Fare Verde di Fondi e di Monte San Biagio nel contesto unico e irripetibile dell’Appia Antica, al confine tra i comuni di Fondi e Itri, all’interno del territorio del Parco dei Monti Aurunci.

Questo tratto di Regina Viarum è un vero e proprio gioiello, che rende gli Aurunci e il Parco qualcosa di assolutamente eccezionale. Ogni volta che si visita questo mitico basolato con tutti i resti architettonici che gli fanno da contorno, ci si può rendere conto di come non si sia in presenza semplicemente della più importante via di comunicazione dell’Antica Roma: siamo in presenza di un vero e proprio stargate, capace di regalare infinite sensazioni attraverso i duemila anni che lo hanno creato, calcato, modellato.

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Il Fammera da Spigno

Gli scorci che regala la salita al Fammera

Raggiungere Monte Fammera da Spigno Saturnia è una piccola grande conquista: la vetta, non eccessivamente alta in sé (1168 m), richiede sforzo e costanza per essere raggiunta, dati il dislivello globale e la pendenza di molte porzioni dell’escursione; presenta inoltre alcuni passaggi delicati che potrebbero risultare pericolosi per persone poco allenate o poco abituate, data la loro esposizione.

La ricompensa è comunque una vetta spettacolare, che si erge sull’altopiano di quota sottostante, Vallle Gaetano, e che strapiomba vertiginosamente come gli Aurunci non fanno in nessun altro luogo.

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Monte Sant’Angelo

Monte Sant’Angelo: stupendo balcone sul Golfo

La vetta di Monte Sant’Angelo è generalmente un punto di passaggio verso il Petrella, raramente punto di arrivo di un’escursione. Stavolta, invece, per noi lo è stato, per un’escursione che sapeva di allegra sgambata, di contatto con l’aria fresca di montagna (in effetti, ci siamo imbattuti nell’unico week-end fresco degli ultimi tre mesi, con la conseguenza che eravamo anche un po’ “leggerini”!), di tranquilla passeggiata nel bosco fino al belvedere sul Golfo che è la vetta del Sant’Angelo.

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