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Sugli Aurunci, tra mare e cielo

Un “totem di pietra” sulla vetta del Petrella

Due mesi di stop forzato, due mesi a immaginare quando sarei tornato a varcare qualche isoipsa in libertà, a respirare aria più aguzza… e nel frattempo guardavo i monti dal basso. Era giusto ricominciare dal nostro piccolo re e dai suoi severi alfieri che gli fanno contorno: se il Redentore è la santità degli Aurunci, il Petrella ne è il regale apice, col Campetelle e il Sant’Angelo a fargli da custodi. Certo… l’antennone, la piattaforma per gli elicotteri, le radiazioni, i rettiliani, è brutto… tutto quello che volete! Ma non m’importa! Camminare sul Tetto degli Aurunci è camminare sospesi tra il mare e il cielo; è camminare tra papiri di pietra, scolpiti di carsismo e di fossili; è ammirare foreste eroiche, mentre i propri occhi urlano di godimento; è ascoltare la risata della Strega, la mitica Juanna; è udire se stessi tornare ad essere se stessi.

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Fossa Juanna

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Fossa Juanna

Caratteristiche – Fossa Juanna (o Joanna) sarebbe, di per sé, un punto di passaggio sulla via per il Monte Petrella da Spigno Saturnia e Strampaduro; oppure, la si raggiunge deviando dal percorso ad anello, già esaminato nel post “Il Tetto degli Aurunci” che, partendo da Valliera, giunge sempre al Petrella. In realtà, si tratta di uno dei luoghi più spettacolari della catena montuosa e, sicuramente, è quello più misterioso e fiabesco.

In questo caso l’escursione viene presentata proprio come deviazione al percorso del “Tetto degli Aurunci”, per cui vale gran parte delle considerazioni svolte a riguardo, a cui si rimanda. Da aggiungere che la quota minima dell’escursione è di 1190 m presso l’area picnic di Valliera; la massima sono i 1533 del Petrella: l’ascesa totale è di circa 520 m.

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