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Interpretazione Ambientale. L’Interprete Ambientale nella conduzione di attività e programmi

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Il gruppo sul campo

Questo secondo seminario di interpretazione ambientale era, nelle aspettative e nell’immaginario di chi già aveva partecipato a quello dello scorso marzo, una continuazione di quest’ultimo, uno “step oltre” per acquisire ulteriori strumenti e cognizioni. Di certo, questi elementi sono stati presenti, ma l’incontro ha regalato ben di più ai partecipanti: accompagnatori, guide, interpreti ambientali, formatori, volontari. In effetti, chi abbia veramente a cuore il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico, dovrebbe forse andare più in là del conseguimento di mere tecniche da spendere poi sul campo, per quanto queste siano fondamentali.

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Seminario di Interpretazione Ambientale: la sfida comunicativa per la tutela

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Il Lago di Barrea

Ero molto curioso circa i contenuti del Seminario di Interpretazione Ambientale tenutosi a Barrea a cura dell’Associazione Italiana Interpreti Naturalistici Educatori Ambientali. In un weekend di fine inverno, con i monti ancora colmi di neve sopra i 1500 m, il fulcro dello scenario è stato uno dei gioielli del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: il paese di Barrea, arroccato sulle sponde dell’omonimo lago. Ero sempre passato per il paese in maniera frettolosa e, lo confesso, superficiale: sempre diretto all’inizio del sentiero per Lago Vivo o per la Sorgente Iannanghera, inconsapevole dello scrigno conservato nel cuore di questo paese di roccia, a custodire la gola mozzafiato che accompagna il Sangro verso un Adriatico che qui appare ancora più lontano di quanto non sia realmente. La veduta sul lago e sugli altri due gioielli di Villetta Barrea e Civitella Alfedena con i monti innevati a corona è, a mio parere, un Paesaggio Assoluto che rimane nel cuore e nell’anima, fatto di armonia e bellezza.

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Lago Vivo

Lago Vivo: non si vede da lontano, ma c’è, stagno in uno scenario incomparabile bellezza

Caratteristiche: La salita al Lago Vivo permette di ammirare e contemplare alcuni degli ambienti più tipici e belli del Parco Nazionale: il lago di Barrea, lo specchio d’acqua più grande dell’intera Area Protetta (che, seppure di origine artificiale, rappresenta ormai una delle sue componenti più tradizionali); il paese stesso di Barrea; le sorgenti, altro elemento importantissimo dell’Alta Valle del Sangro; la faggeta; le radure. Il percorso termina poi su un costone che permette di ammirare l’unico specchio d’acqua di origine naturale del Parco, al cospetto di vette che superano i 2000 metri di altitudine. Il dislivello è di circa 550 m; sono necessarie circa 2 ore per la salita; un’ora e mezza circa per la discesa di ritorno, per lo stesso itinerario. Sconsigliato l’utilizzo dello zaino porta-bimbo: il dislivello, tutt’altro che proibitivo per una normale escursione, richiede in questo caso un certo sforzo. Bambini e ragazzi troveranno molto stimolante l’escursione: non vi sono grandi difficoltà, e lo scenario è vario e affascinante.

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La sorgente Iannanghera

Caratteristiche: Questo godibilissimo itinerario si sviluppa quasi interamente all’interno della foresta, seguendo il segnavia del Parco I4. Il dislivello è minimo (circa 100 m, dal paese – 1121 m – alla sorgente – 1230 m), presenta vari spunti di interesse e può essere effettuato, con il giusto equipaggiamento, praticamente in ogni stagione (neve permettendo durante l’inverno). Il tempo necessario tra andata e ritorno è di circa 3 ½ o 4 ore.

Il Lago di Barrea dal sentiero
 
Come arrivare: L’escursione inizia dalla parte alta del graziosissimo paese di Civitella Alfedena; per la precisione, conviene lasciare l’auto in via Nazionale, dove c’è un comodo parcheggio, e da là rifarsi alle evidenti indicazioni del Parco.

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