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A Capo Cosa con l’Alpinismo Giovanile del CAI Alatri

Verso la sorgente
Verso la sorgente

Dopo pochi mesi sono tornato a Capo Cosa partendo da Guarcino. Stesso percorso ma, come accade ogni volta che si va in montagna, le sensazioni sono state così diverse che mi è parso di percorrere un sentiero da riscoprire completamente! Del resto, la primavera che spinge, l’acqua più abbondante nel ruscello, i fiori che spuntano dappertutto, sono state di per sé già delle ottime ragioni per ripetere con felicità questa escursione. Inoltre, venirci con l’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri ha rappresentato un ulteriore elemento di curiosità e di stimolo!

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La leggenda dei monti naviganti

156Tutti coloro che amano la natura e i monti d’Italia dovrebbero leggere La leggenda dei monti naviganti: non si tratta di una guida o di un compendio di escursioni, né di una raccolta di consigli pratici per andare in montagna con i bambini. Ma molto di più.

Del resto, non sono certo io a scoprire Paolo Rumiz: anzi, sono arrivato a scoprirlo personalmente con un certo ritardo, sotto la spinta dei consigli e dell’entusiasmo di alcuni amici amanti, come me, dei monti nostrani e, in particolar modo, dell’Appennino.

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Sella di Prato Piano

Salendo verso Passo della Cicogna
Salendo verso Passo della Cicogna

Caratteristiche – Ci aspettavamo un po’ più di neve nella salita che ci ha portati a Sella di Prato Piano, ma lo spettacolo è stato comunque meraviglioso: i pianori che si stendono sopra Prati di Mezzo rappresentano un vero e proprio spettacolo della natura, in qualsiasi stagione, e con qualsiasi colore, sia il verde dei prati in primavera, sia l’ocra dell’erba secca in estate, o il bianco invernale.

La digressione “alla ricerca della neve” ci ha portato a sviluppare un’escursione con partenza dai 1430 m di Prati di Mezzo fino ai 1810 circa di Sella di Prato Piano, per un dislivello di quasi 400 m. Si è svolto un semi-anello con ritorno attraverso la Piana di Fonte Fredda e di Fonte della Regina, e poi la Forestella con rientro a Prati di Mezzo: un totale di 8 km per circa 4 ore, 4 1/2 di cammino. 

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Interpretazione ambientale – La progettazione di programmi: come progettare e realizzare una comunicazione interpretativa

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Al lavoro sul campo

Per questo terzo seminario di Interpretazione Ambientale (conclusivo di un capitolo, ma foriero di altri progetti) questo angolo del Parco Nazionale d’Abruzzo è divenuto di nuovo, idealmente, l’ombelico d’Italia: operatori, volontari ed appassionati si sono nuovamente incontrati presso l’Ostello dagli Elfi per il nuovo lavoro curato dall’Associazione INEA con l’ormai usuale competenza, ma sempre con nuova convinzione.

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Monte Marcolano

Attraverso la faggeta

Caratteristiche – La salita a Monte Marcolano dal Passo del Diavolo (e dall’omonimo Rifugio) si svolge su comodo sentiero attraverso alcuni dei tipici scenari del Parco Nazionale d’Abruzzo: da una radura di media quota, e successivamente attraverso una fitta, bellissima faggeta, si raggiunge una meravigliosa balconata di cresta da cui è possibile ammirare le catene montuose a cavallo di tre regioni a 360°.

Dapprima su comoda sterrata e ampio sentiero, successivamente su traccia evidente (sia nella foresta che in cresta), il cammino non presenta mai difficoltà particolari, tanto da renderlo accessibile praticamente a tutti, purché animati di un pizzico di curiosità e voglia di mettersi in gioco. Dal Rifugio si inizia su evidente sterrata sul Sentiero T1 del Parco. Successivamente, al bivio con il T4 si imbocca quest’ultimo, fin sulla cresta, quando il sentiero diviene l’R4.

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