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La cipresseta di Fontegreca

Natura e sculture

Ai piedi del Matese, la Cipresseta di Fontegreca è uno di quei luoghi che, sconosciuti ai più, sorprendono il visitatore con la loro singolare ed inaspettata bellezza. Nella parte alta dell’omonimo paese, alle spalle del santuario della Madonna dei Cipressi, si sviluppa questo insolito bosco all’interno della gola. Non solo il tipo di cipresso rappresenta un unicum in Italia, ma il sito è reso ancora più incantevole dalle cascate e piscine naturali, di acqua purissima, create dal corso del torrente Sava, affluente del Volturno.

Siamo infatti in una zona piena di acque: il fiume principale si arricchisce dell’apporto di una serie di fiumiciattoli, quali anche il Lete, famoso per le acque minerali omonime. Ecco perché la vallata, ai piedi degli aspri monti del Matese, è verde e coltivata.

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La Macchiarvana

Si fa esercizio con le ciaspole alla Macchiarvana

Alla ricerca dell’ultima neve, potrebbe essere intitolata questa domenica alla Macchiarvana, armati di ciaspole e slittini! Nonostante nei dintorni fossero programmati numerosi eventi escursionistici, alla fine abbiamo optato per questa puntata nel “Parco Nazionale”, intuendo che si era probabilmente alle ultime occasioni per una bella ciaspolata in famiglia: senza pretese, senza difficoltà tecniche, ma solo per goderci la dea bianca e passare una domenica diversa.

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Voglio andare a vivere in montagna

voglio-andare-a-vivere-in-montagnaVoglio andare a vivere in montagna! Cos’è, l’espressione di un desiderio, di un progetto, di un sogno? Oppure un’esclamazione liberatoria di fronte agli ostacoli che, nella vita di città e di ufficio, ci presenta la vita tutti i giorni? O entrambe le cose? In realtà, oltre a tutto questo, l’esclamazione può ben essere anche il nome di un blog, delicato, sincero, originale nell’impostazione e nella “filosofia”: il blog di Giorgia, “Voglio andare a vivere in montagna.”

Camminare nella natura e visitare luoghi solitari e selvaggi è una via verso la felicità, e Giorgia l’ha ben intuito quando cita Jean-Jacques Rousseau che trovava la sua, di felicità, allo stesso modo: “ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne, di cammini dirupati ardui da salire e da discendere, di precipizi d’intorno che mi infondano molta paura.” Ma il blog va oltre, non parla di paura e di chissà quali imprese difficoltose da compiere: qui ci sono anche ameni paesini, valli incantate, laghi di fiaba, distese da sogno.

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Valle Carbonara e il Rifugio Pesco di Iorio

Scenario idilliaco dalla cresta
Scenario idilliaco dalla cresta

Impegnativa e spettacolare, l’escursione che da Valle Carbonara porta al Rifugio Pesco di Iorio è un’altra stupenda traversata di cresta a cavallo del confine tra Lazio e Abruzzo. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise offre diversi grandiosi scenari di crinale, spesso coincidenti con lo spartiacque tra il Mar Tirreno e l’Adriatico e raggiungibili dopo stupende risalite attraverso valli boscose, capaci di regalare colori meravigliosi in ogni stagione: in questo periodo siamo in autunno, quindi… Per le caratteristiche del sentiero si rimanda al link su Italiatrek.

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La Metuccia

Dalla Metuccia
Dalla Metuccia

L’escursione sulla Metuccia è una bellissima risalita da Prati di Mezzo fino a Passo dei Monaci, per poi trasformarsi in una stupenda traversata di cresta in altura lungo il confine tra Lazio e Molise, fino al raggiungimento della vetta, interamente compresa in territorio molisano. Si penetra nel cuore delle Mainarde, monti selvaggi tra i più alti del PNALM, e capaci di regalare la veduta di scenari mozzafiato di straordinaria bellezza, in qualsiasi stagione dell’anno.

La presenza di un cospicuo dislivello e la necessità di compiere un sia pur breve tratto fuori sentiero, al fine di raggiungere la Metuccia, consigliano il percorso a escursionisti mediamente esperti ed allenati, che potranno godere appieno di quanto l’escursione saprà regalare.

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