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Monte Forcellone

Verso Fonte Fredda

Finalmente Forcellone! Finalmente in cima! Lassù c’ero già stato, anni fa durante una tormenta di neve, per cui non è che me la fossi goduta più di tanto. Inoltre, molte volte ero arrivato ai piedi del gigante e, guardando in su, per un motivo o per un altro, ho dovuto con rammarico rinviare ad un’altra volta.

Invece eccoci! Se poi qualcuno a 8 anni raggiunge il suo primo 2000, allora la soddisfazione è veramente doppia!

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Il Sentiero Ventricini

La Val Maone vista dal Ventricini

Vi diranno che il sentiero Ventricini non è neanche una ferrata ma è, appunto, “un sentiero attrezzato”; vi diranno che si tratta della ferrata più facile del Gran Sasso, niente a che vedere con, per esempio, la Danesi, più esposta e più tecnica; vi diranno che, al di là di qualche saliscendi, il Ventricini non presenta particolari difficoltà, che tutti possono riuscirvi.

Ebbene, è tutto vero, ma non credeteci. O, per lo meno, non prendete tutto questo alla lettera. Il sentiero Ventricini sarà anche una ferrata semplice (effettivamente classificata come Facile o Poco Difficile) e tecnicamente non complessa, ma a tratti ha tutte le caratteristiche di una via alpinistica dalla bellezza tanto travolgente quanto pericolosa: occorre rimanere concentrati, avere una forma fisica accettabile e sapere cosa fare nei passaggi più tecnici e delicati, oltre, ovviamente, ad essere muniti degli adeguati dispositivi di protezione.

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Al Rifugio Acquanera

L’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri e di Latina stavolta ha deciso per una simpatica passeggiata al Rifugio Acquanera partendo dalla popolarissima e splendida vallata di Canneto: una sgambata defaticante e salutare, per spezzare la sia pur gradevole monotonia delle attività estive dei ragazzi.

Dal parcheggio abbiamo inizialmente optato per una variante del Sentiero F2 del Parco, preferendo percorrere le tracce lungo il ruscello, solcato da acqua cristallina e meravigliosa. Si prosegue tra vari saliscendi, facendo attenzione a pietre e radici nei brevi tratti leggermente più ripidi, per poi risalire in corrispondenza di una frana che sbarra questa direttrice del cammino: si ridiscende e ci si può beare della bellissima cascata ribattezzata “Giovanni Paolo II”, dopo che il tanto amato papa venne qui in meditazione nel 2008. Che dire? Questo angoletto è una vera gioia per tutti, con il suo dolce rombo e con gli spruzzi e la pozza che invitano a un bagno ristoratore. Occorre fare attenzione a non scivolare o cadere avvicinandosi alla cascata, ma ne vale la pena.

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La Vetta Orientale del Corno Grande

Vetta Orientale… sembra che si stia parlando del monte di un paese lontano, lungo la Via della Seta, uscito da un romanzo storico o fantasy. Te la vedi davanti dopo il tunnel autostradale stagliarsi con tutta la sua immensa mole: ti chiedi se sei davvero sicuro di voler salire lassù, e se ne sarai in grado. In effetti, descrivere la salita alla Vetta Orientale del Gran Sasso lungo la via ferrata Ricci è impresa improba, e non tanto per ricapitolarne le caratteristiche tecniche dal punto di vista escursionistico ed alpinistico (e che comunque sono ben esposte qui e qui), quanto per raccontarne l’aspetto emozionale e tensionale, la sofferenza e la gioia che può causarti, la bellezza, dolce e spietata ad un tempo, che ti circonda.

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Raduno Regionale AG a Monte Faito

La veduta dalla vetta del Faito verso la Serra di Celano

Ho avuto la fortuna e il privilegio di essere ospite al Raduno Regionale dell’Alpinismo Giovanile Lazio, che si è svolto in terra abruzzese, nel cuore del Parco Regionale del Sirente-Velino, e che ha visto un doppio cordone di ragazzi provenienti da varie sezioni di Alpinismo Giovanile laziale marciare contenti verso la Serra di Celano (i più grandicelli) e verso il Monte Faito (i più piccolini). Mi sono allegramente unito al corteo di questi ultimi, partendo dal Parco della Pinetina, poco fuori Ovindoli, tra prati meravigliosi sull’orlo di scoppiare di fiori. Lo scenario è davvero da sogno: mi viene in mente Castelluccio di Norcia (anche se per ora l’ho ammirato solo in foto), ma anche sprazzi altoatesini che affiorano nel guardare verso la mole della Serra di Celano che si staglia da questo verde acceso e fiabesco.

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