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La Vetta Orientale del Corno Grande

Vetta Orientale… sembra che si stia parlando del monte di un paese lontano, lungo la Via della Seta, uscito da un romanzo storico o fantasy. Te la vedi davanti dopo il tunnel autostradale stagliarsi con tutta la sua immensa mole: ti chiedi se sei davvero sicuro di voler salire lassù, e se ne sarai in grado. In effetti, descrivere la salita alla Vetta Orientale del Gran Sasso lungo la via ferrata Ricci è impresa improba, e non tanto per ricapitolarne le caratteristiche tecniche dal punto di vista escursionistico ed alpinistico (e che comunque sono ben esposte qui e qui), quanto per raccontarne l’aspetto emozionale e tensionale, la sofferenza e la gioia che può causarti, la bellezza, dolce e spietata ad un tempo, che ti circonda.

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Raduno Regionale AG a Monte Faito

La veduta dalla vetta del Faito verso la Serra di Celano

Ho avuto la fortuna e il privilegio di essere ospite al Raduno Regionale dell’Alpinismo Giovanile Lazio, che si è svolto in terra abruzzese, nel cuore del Parco Regionale del Sirente-Velino, e che ha visto un doppio cordone di ragazzi provenienti da varie sezioni di Alpinismo Giovanile laziale marciare contenti verso la Serra di Celano (i più grandicelli) e verso il Monte Faito (i più piccolini). Mi sono allegramente unito al corteo di questi ultimi, partendo dal Parco della Pinetina, poco fuori Ovindoli, tra prati meravigliosi sull’orlo di scoppiare di fiori. Lo scenario è davvero da sogno: mi viene in mente Castelluccio di Norcia (anche se per ora l’ho ammirato solo in foto), ma anche sprazzi altoatesini che affiorano nel guardare verso la mole della Serra di Celano che si staglia da questo verde acceso e fiabesco.

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Ernici nascosti

Ernici nascosti ci aspettavamo, e bellissime montagne al momento del risveglio abbiamo trovato! In un’escursione che ha visto impegnati gli adulti dell’Associazione Atargatis e i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri e di Latina, la parte del leone l’ha fatta il sole di questo bello scorcio di inizio primavera, con un bosco ancora quasi del tutto “implume”, con i primi fiori che facevano capolino, le foglioline che stavano prendendo forma, e gli uccellini che cantavano nel silenzio della foresta.

La certosa di Trisulti dal Vado di Porca

Escursione dallo sviluppo di quasi 10 km e dal dislivello totale di quasi 650 m, ha preso le mosse dal magnifico monumento della Certosa di Trisulti e, seguendo la strada, ci ha portati ad ammirare da vicino le vestigia dell’antico monastero di San Domenico; da là, riattraversando la strada, è salita per l’Eremo omonimo, dove si è potuta ammirare la chiesetta scavata nella roccia. Poi, per una deviazione, il cammino è continuato fuori sentiero, per guadagnare con un periplo attraverso il bosco (oltre che alcune recinzioni che abbiamo provveduto a richiudere) il Vado di Porca e ridiscendere verso la stupenda cascata di Capo Rio, per poi nuovamente risalire, guadando guadando e successivamente su comoda sterrata, alle Cappellette e a Trisulti, con ultimo tratto sulla strada che riporta alla certosa. Il tutto al cospetto della Rotonaria e di cime più elevate e ancora innevate.

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Il Centro Natura di Pescasseroli

Il Museo Naturalistico del Centro Natura

Pescasseroli non ha certo bisogno di presentazioni, così come il suo Centro Natura, che svolge alla grande la funzione di “Porta del Parco” nel paese che ne è la sua “capitale”. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise rimane nel cuore tanto dei turisti che lo visitano che degli escursionisti che lo frequentano abitualmente: prima area protetta mai istituita in Italia, rappresenta una sorta di oasi naturalistica e climatica lungo la dorsale appenninica, unica nel suo genere.

Ricco di fauna e di biodiversità, e caratterizzato da borghi stupendi, per noi questo Parco è come una casa, un bellissimo scrigno che ogni tanto torniamo a visitare, per riassaporare tutte le sensazioni che è capace di offrire.

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Monte Gennaro

Attraverso uno dei boschi vetusti laziali

L’escursione sulla vetta di Monte Gennaro è stata il primo contatto in assoluto con il Parco Naturale dei Monti Lucretili per noi. La caldissima giornata non ci ha forse permesso di godere appieno della bellezza della sua cima, vero e proprio balcone naturale su una Roma che si stagliava quasi come un miraggio nella caligine ai nostri piedi; l’attraversamento di una maestosissima foresta, bosco vetusto della nostra misteriosa regione, capace spesso di regalare sorprese emozionanti al di fuori dei circuiti turistici ufficiali, ha però rappresentato una grandissima emozione, come anche il passaggio sul pratone che prelude alla vetta.

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