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Il Sentiero Ventricini

La Val Maone vista dal Ventricini

Vi diranno che il sentiero Ventricini non è neanche una ferrata ma è, appunto, “un sentiero attrezzato”; vi diranno che si tratta della ferrata più facile del Gran Sasso, niente a che vedere con, per esempio, la Danesi, più esposta e più tecnica; vi diranno che, al di là di qualche saliscendi, il Ventricini non presenta particolari difficoltà, che tutti possono riuscirvi.

Ebbene, è tutto vero, ma non credeteci. O, per lo meno, non prendete tutto questo alla lettera. Il sentiero Ventricini sarà anche una ferrata semplice (effettivamente classificata come Facile o Poco Difficile) e tecnicamente non complessa, ma a tratti ha tutte le caratteristiche di una via alpinistica dalla bellezza tanto travolgente quanto pericolosa: occorre rimanere concentrati, avere una forma fisica accettabile e sapere cosa fare nei passaggi più tecnici e delicati, oltre, ovviamente, ad essere muniti degli adeguati dispositivi di protezione.

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La Vetta Orientale del Corno Grande

Vetta Orientale… sembra che si stia parlando del monte di un paese lontano, lungo la Via della Seta, uscito da un romanzo storico o fantasy. Te la vedi davanti dopo il tunnel autostradale stagliarsi con tutta la sua immensa mole: ti chiedi se sei davvero sicuro di voler salire lassù, e se ne sarai in grado. In effetti, descrivere la salita alla Vetta Orientale del Gran Sasso lungo la via ferrata Ricci è impresa improba, e non tanto per ricapitolarne le caratteristiche tecniche dal punto di vista escursionistico ed alpinistico (e che comunque sono ben esposte qui e qui), quanto per raccontarne l’aspetto emozionale e tensionale, la sofferenza e la gioia che può causarti, la bellezza, dolce e spietata ad un tempo, che ti circonda.

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Corso ASAG: terzo incontro ai Massi delle Fate

Si prepara la lezione ai Massi delle Fate
Si prepara la lezione ai Massi delle Fate

Nuovamente in provincia di Latina per il terzo incontro del Corso ASAG; e nuovamente a Monte San Biagio, per una serie di lezioni, stavolta molto più sul tecnico e “on the field” rispetto a quelle dell’incontro precedente. I moduli sono stati estremamente concentrati e impegnativi, tanto quelli teorici, del sabato e della domenica mattina, quanto quelli pratici, su roccia, nella parte restante di domenica, nello splendido scenario roccioso dei Massi delle Fate.

In effetti, il cuore di queste lezioni è stato rappresentato dalle tecniche di assicurazione su roccia: nodi, corde, corde fisse, discesa in corda doppia, paranco, ecc. Altro blocco importante è stato quello sulla meteorologia, che ci siamo senz’altro resi conto essere materia molto complessa e… imprevedibile!

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Corso ASAG: Secondo incontro a Monte San Biagio

Materiale CAIDopo la prima tappa a Carpineto Romano, il secondo incontro del Corso ASAG si è tenuto a Monte San Biagio nel weekend prima di Natale, in concomitanza con gli esami sostenuti dai nostri predecessori della Prima Sessione nella stupenda località “Massi delle Fate”, una vera e propria palestra di roccia, ideale per chi sta imparando le tecniche delle corde fisse e della corda doppia, e ideale anche per verificare l’apprendimento di tali tecniche.

Per noi, invece, questa volta non erano previste “uscite sul campo”: lezioni frontali, tutto rigorosamente teorico, tutto comunque necessario e propedeutico all’avanzamento nel corso. L’eccezione a questo fine settimana di “full immersion indoor” sono stati i giochi, per la cui pratica e dimostrazione siamo andati all’aperto, anche se non in ambiente montano.

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Corso ASAG: primo incontro a Carpineto Romano

Pian della Faggeta
Pian della Faggeta

E così abbiamo iniziato! Il corso per Accompagnatori Sezionali di Alpinismo Giovanile, organizzato dal CAI laziale, è cominciato durante il weekend del 22 novembre in quel di Carpineto Romano, all’ombra dei monti e delle foreste lepine. Da parte mia c’era molta curiosità e anche un pizzico di emozione, sensazioni che in effetti permangono anche ora in vista dei prossimi incontri; in questo caso, comunque, c’era il primo contatto “ufficiale” con il mondo dell’Alpinismo Giovanile del CAI, con la sua scuola, con i suoi istruttori, e, ovviamente, con i miei colleghi, aspiranti ASAG come me, provenienti da Lazio, Umbria, Abruzzo.

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