Sulla Linea Gustav

Distanziati sulla Linea Gustav

Domenica 7 marzo, per la seconda uscita dell’anno dell’Alpinismo Giovanile del CAI di Latina, lo scenario è stato quello della Linea Gustav sui Monti Vescini. Il programma originariamente prevedeva Monte Tifata, in provincia di Caserta, zona rossa; si era poi pensato a Monte Obachelle, nel massiccio del Cairo, in provincia di Frosinone, nel frattempo diventata zona rossa a sua volta; e allora siamo rimasti nella nostra provincia, su cui pure già aleggiava, come sul resto della regione, una bella pennellata di rosso.

Distanziati dai pensieri negativi e dalle preoccupazioni, abbiamo ripercorso un sentiero che attraversa luoghi dolorosi, carichi di violenza e di pesanti ricordi: già al primo rudere c’è l’involucro di una bomba lasciata là, come monito e avvertimento. Il nostro gruppetto, comunque, con le sue voci squillanti, ha reso il luogo senz’altro allegro e gradevole. Siamo saliti sui terrazzamenti della località detta I Tre Pozzi, per raggiungere il valico e scendere alle Retelle, dove al memoriale anglo-belga abbiamo cercato di spiegare ai bambini e ai ragazzi cosa successe in quel luogo nel febbraio del 1944, accennando, senza scendere ovviamente nei particolari, anche alla vicenda della divisione marocchina. Questi monti, oggi dolci e tranquilli, si dimostrarono invece inospitali e spietati a quei poveri soldati: la superficie rocciosa impediva l’agevole costruzione di trincee, per cui, invece di scavare, i militi dovettero tirare su centinaia centinaia di metri di muri a secco, che vennero utilizzati come riparo. Ancora oggi si vedono manufatti, ruderi, muri a punteggiare il paesaggio.

Uno dei numerosi muri a secco che si incontrano sulla Linea Gustav
Pianori ai Tre Pozzi
Un’antica aia
Si ridiscende
Tranquilli pascoli

Torniamo indietro e deviamo verso Monte Ornito, nonostante l’obiettivo sia quello di raggiungere un insediamento in un vallata in cui c’è anche una piccola lapide commemorativa, senza salire in cima. Io e Fabrizio eravamo già stati qui qualche mese fa, ma è stato bello tornare tutti insieme. Anche qui ci sono vari terrazzamenti, ma il dislivello è dolce e insieme non ci si stanca. La pioggia ci ha minacciati varie volte, senza mai essere troppo cattiva. Così, giungiamo nel posto prescelto, oggi silenzioso ed accogliente, con mucche al pascolo e un verde bellissimo e rilassante.

Questo sentiero, percorso con i bambini, rappresenta un’occasione per rivivere un periodo estremamente tragico del nostro passato con serenità, senza dimenticarlo, facendone tesoro perché si possa ricordare il sacrificio di questi ragazzi come monito per non ripetere esperienze del genere.

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