Sul Cratere del Vesuvio

La maestosità del Cratere

Tornare sul bordo del Cratere dopo un bel po’ di tempo, con la famiglia al completo, è stata una bella emozione. Da lassù la vista è sempre stupenda: le nuvole, presenti anche stavolta, hanno offerto giochi di luce meravigliosi e scorci sul Golfo di Napoli. Inoltre, l’escursione è resa del tutto singolare dal fatto che si svolge su “due dimensioni”: giunti sulla cresta del Cratere, dopo i tornanti che salgono dal piazzale di Quota Mille e dopo la prima delle “capannucce”, alla propria sinistra c’è l’impressionante voragine del Cratere, mentre a destra si apre proprio il Golfo, con tutto ciò che lo contorna, la Penisola Sorrentina, Capri, Pompei.

Tutto ciò comporta comunque un costo economico, oltre alla fatica (in verità modica) che necessita arrivare fino al bordo del cono, soprattutto se si è in famiglia. Non è infatti più possibile giungere in auto fino a Quota Mille: si deve parcheggiare circa 3 km più a valle, al costo di 6 €; da lì si può decidere se salire a piedi su asfalto o se prendere la navetta, al costo di 1 € a persona A/R (gratis per i bambini sotto m 1,30). Poco prima del piazzale di Quota Mille, si fa il biglietto per il Gran Cono, 10 € a persona (sempre gratis per bambini sotto m 1,30), che include la visita guidata (comunque non obbligatoria). Insomma, per una famiglia di 4 persone occorre prevedere 40-50 € di budget. Un costo alquanto importante; certo, vale sicuramente la pena, soprattutto se non siete mai saliti in cima. Tuttavia, chi c’è già stato può pensare di centellinare il numero di volte che tornerà sul Gran Cono negli anni. Da dire che il Parco Nazionale ha migliorato l’aspetto del piazzale e che, comunque, cercare di irregimentare l’accesso al cratere per renderlo meno impattante era pure doveroso: l’introduzione del tariffario ha quindi anche questa funzione, sebbene si possa probabilmente avere un maggiore occhio di riguardo per le famiglie.

I colori della bocca del vulcano
Fumarole in controluce
Giochi di nuvole

L’escursione, poco più di una passeggiata, si svolge in un ambiente allegro, in mezzo a turisti in maniche di camicia e con mocassini o ballerine ai piedi. Ma noi sappiamo che gli scarponi sono doverosi anche in queste imprese poco impegnative per evitare storte e altre brutte sorprese.

Rimando alla scheda e alla descrizione più dettagliata dell’itinerario elaborata qualche tempo fa, sempre attuale. Rispetto ad allora, alcuni boschi sul versante nord-occidentale del vulcano recano ancora i segni degli incendi di un paio di anni fa; ma la pineta a sud è bella rigogliosa e la bellezza che si respira sulla groppa di questo gigante sonnacchioso è sempre una bella iniezione di fiducia.