Stazzo Ciaccarello con l’Alpinismo Giovanile del CAI Alatri

Lo Stazzo Ciaccarello
Lo Stazzo Ciaccarello

L’escursione allo Stazzo Ciaccarello è stata per me la seconda occasione in cui sono stato ospitato dalle attività del CAI Giovanile di Alatri, dopo l’escursione a Capo Cosa di qualche mese fa. Per un aspirante Accompagnatore di Alpinismo Giovanile (non prima di debiti corsi e debite trafile, s’intende…) assistere alla gestione di un’escursione è stato estremamente istruttivo: le modalità di gestione del gruppo di giovani escursionisti da parte degli accompagnatori, le dinamiche instaurate da questi ultimi con i ragazzi, oltre alla gestione degli aspetti più propriamente tecnici sono tutti aspetti ai quali io ero molto interessato. E allora, al di là di tutto, porsi domande del tipo: “ma come mi sarei comportato io al posto loro? Cosa avrei fatto in questo caso? Come avrei potuto coinvolgere i ragazzi?” è stato per me un primo elemento di riscontro e di messa alla prova, seppure in maniera indiretta.

L’escursione si è svolta su vari terreni, dapprima su una sterrata che, serpeggiando con diversi tornanti, ci ha portati alle pendici di Monte Rotondo, passando anche attraverso tratti boscosi. Abbiamo effettuato una breve pausa sulle rive di un invaso artificiale, in prossimità delle strutture di uno degli impianti sciistici di Scanno; da là, siamo ridiscesi seguendo una evidente traccia a mezza costa: un tratto questo molto piacevole e spettacolare, con la Valle di Ciaccariello sotto di noi, e con il panorama che, sullo sfondo, si apre verso Passo Godi.

La Bellezza della Montagna
La Bellezza della Montagna

Successivamente, con vari tornantini, il sentiero si è tuffato all’interno di una splendida faggeta, per poi ricollegarsi all’Y9, e giungere agevolmente allo Stazzo Ciaccariello. La costruzione, adagiata su una piccola terrazza ai margini della foresta, è in discrete condizioni e utilizzabile in caso di necessità come riparo. Inoltre, da qui, si può raggiungere in breve il Passo della Navetta a quasi 2000 metri di altezza.

Si sale!
Si sale!

I ragazzi hanno dato vita a vari giochi, sotto la supervisione e l’animazione degli accompagnatori, prima di indossare nuovamente gli zaini e prendere la sterrata che, attraverso gli alberi, con discesa talvolta ripida, ci ha riportati agevolmente al punto di partenza.

Per me, dopo la breve escursione allo Stazzo di Ziomas, questa sgambata è stata un’altra opportunità per andare alla scoperta di quest’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, la zona di Scanno: sebbene decentrata rispetto al cuore del Parco, situato in Val di Sangro, gli scenari sono incantevoli ed invogliano ad essere vissuti sia in versione estiva che invernale!