Roccamonfina: il Vulcano e le sue Castagne

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Calore d’autunno

Una delle prime volte che visitai Roccamonfina, anni fa, ricordo che, come risposta alla mia domanda su come si facesse a raggiungere il cratere dell’omonimo vulcano, una persona del luogo mi rispose: “Già sei nel cratere!”. In effetti, si stenta a credere che ci si trovi su un vulcano (anzi, al suo interno!) dalle origini molto simili a quelle del ben più famoso e famigerato Vesuvio: dolci declivi, ampi pianori, vegetazione lussureggiante, borghi che conservano un’atmosfera ancora antica. 

Roccamonfina è uno di questi, immerso, a poco più di 600 m di quota, nel cuore di una bellissima foresta di castagni che ammanta il fondo dell’antica caldera, colorandola di un verde intensissimo. Quella delle castagne nel Parco di Roccamonfina è più di una tradizione: è senz’altro una delle attività economiche più importanti del luogo. Già a fine estate, percorrendo le spettacolari strade che si inerpicano su per il vecchio vulcano, si possono osservare le febbrili opere di pulizia del sottobosco, propedeutiche all’attività di raccolta vera e propria, che culminerà nelle varie sagre locali, tra cui una delle principali è proprio quella di Roccamonfina.

Non si ha immediatamente la percezione del fatto che ci si trovi sul fondo di un antico cratere, date le sue ampie dimensioni e la conformazione molto “aperta”, soprattutto sul versante sud-orientale, dove si situa il paese. La lava, i lapilli e i flussi piroclastici, simbolo di desolazione e distruzione, hanno invece permesso, col passare inesorabile dei millenni, il consolidarsi di un terreno particolarmente fertile e adatto alla coltivazione delle castagne. Inoltre, il bosco, così fresco e spettacolare, custodisce altri dolci segreti: fiori colorati, funghi pregiati e saporiti, come ovuli e porcini.

Tutto questo viene celebrato ogni mese di ottobre durante la Sagra della Castagna. Il cuore del paese, raccolto intorno all’oblunga Piazza Nicola Amore, tenuta come un vero e proprio giardino, si riempie di bancarelle, di persone e di bimbi festanti. Presso gli stand principali, tutti con il patrocinio del Parco, si cuociono al momento le caldarroste su grandi bracieri, raccolti lungo il lato meridionale della piazza: l’odore dell’autunno assume la fragranza delle castagne al fuoco, e il gradevole colore della brace sul far della sera è un piacere anche per gli occhi. Le castagne vengono ovviamente accompagnate con del buon vino, prodotto delle vigne locali: non può assolutamente mancare la possibilità di gustare i dolci prodotti dalle donne del luogo, ovviamente a base di farina di castagne, o addirittura la zuppa con le castagne. Nei negozi del paese e su alcune bancarelle, funghi e tartufi completano lo spettacolo gastronomico, per la gioia di tutta la famiglia. 

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Profumi d’autunno

La posizione strategica nel cuore del vulcano e del Parco consente di eleggere il paese a base per visite ed escursioni alle ricchezze culturali e naturali della zona.

Una segnalazione interessante: l’Associazione Work in Progress cura escursioni e visite guidate, di vario genere e varia difficoltà, e può essere un punto di riferimento per tutti coloro che vogliano scoprire l’area, con programmi di vario genere e varia difficoltà, aperti senz’altro alle esigenze di famiglie e bambini, e prevedendo anche pacchetti di tipo gastronomico.