Il periplo del Lago di Nemi

L'inizio del sentiero sul lago; Genzano in alto
L’inizio del sentiero sul lago; Genzano in alto

Il Periplo del Lago di Nemi è una bellissima occasione per effettuare una facile escursione all’interno di un antichissimo cratere vulcanico, nel cuore del meraviglioso scenario dei Castelli Romani: il lago si stende placido nella pancia del vecchio vulcano, tra boschi fittissimi, ai piedi di due borghi incantevoli come Nemi e Genzano, tra vestigia di origini remote, che ancora ispirano miti, misteri, leggende.

Per chi scrive, ogni escursione ha un carico emozionale importante: in questo caso si trattava letteralmente, per me e la mia compagna, di saldare un debito affettivo nei confronti di questo luogo. Anni prima, la piega degli eventi ci impedì di compiere il periplo; ma è grazie a tale piega di eventi che “l’impresa” è stata compiuta oggi insieme ai nostri due marmocchi, all’epoca ancora relegati nel mondo dei nostri sogni più belli, ed ora ad animare la nostra più bella realtà.

L'emissario, grane opera di ingegneria idraulica romana
L’emissario, grande opera di ingegneria idraulica romana

Il sentiero è il 515 del CAI, con partenza dal Museo delle Navi Romane e arrivo allo stesso punto. L’interesse è molteplice, come accennavo sopra, e spinge a compiere il giro completo nonostante la presenza di tratti su asfalto; del resto, la spiccata caratterizzazione antropica di questa escursione è uno degli elementi che contribuisce a renderla unica: le porzioni di asfalto, unite a quelle di sterrata, rendono possibile di compiere lunghi tratti del tracciato anche in passeggino, dovendo evitare il solo tratto ai piedi della rupe su cui sorge Genzano.

ItinerarioSentiero del CAI n. 515; partenza dal Museo delle Navi Romane, ad anello
Lunghezza5,9 km
Tempi2 ore e un quarto
Dislivello20 metri
NotePossibile uso del passeggino per lunghi tratti del percorso; presenza di tratti asfaltati e di sterrata
Elementi di interesseIl lago, l'emissario, il museo
Punti di ristoroPresente un ristorante vicino al museo

La prima parte dell’escursione si compie, partendo dal Museo, lungo la strada che scende allo stesso da Genzano, dal magico nome di Via Diana. Occorre ovviamente fare attenzione alle automobili per questi 350 metri circa; tuttavia, si raggiunge in breve la diramazione che scende verso il lago, in corrispondenza di una cappelletta sulla sinistra. In breve, ci si trova a camminare comodamente su una sterrata con la caratteristica traccia centrale dell’erba, a pochi metri dal lago, sul lato sinistro; ci sono varie abitazioni e coltivazioni sul lato destro, sulla sottile linea di terra che separa l’acqua dalla rupe di roccia vulcanica.

Nemi dal Lago
Nemi dal Lago

Si giunge in breve all’emissario, notevole opera di ingegneria idraulica romana, che permetteva il deflusso delle acque del lago qualora lo stesso eccedesse un determinato livello. Mi aspettavo un piccolo canale: in realtà, si tratta di un vero e proprio tunnel che taglia in due la rupe, all’interno del quale si entra comodamente. C’è una sorgente d’acqua al di fuori, all’ombra di un enorme albero di fico.

Altra veduta del Lago
Altra veduta del Lago

Si continua, e man mano il sentiero si restringe. La lussureggiante vegetazione primaverile ha quasi totalmente invaso il cammino, il che non avrebbe neanche rappresentato un problema se non ci fosse stato un bel po’ di ortica, che ho dovuto “abbattere” servendomi dei bastoncini da escursione. Comunque, con un po’ di attenzione, si passa senza alcun problema. Tra l’altro, questa è la parte più selvaggia del sentiero: dopo il tratto più “erboso” vi sono dei tronchi di salice coricati sul cammino, che si devono oltrepassare, fino ad arrivare al punto in cui il tragitto si allarga per divenire nuovamente agevole. E’ piacevole incontrare altri escursionisti, ciclisti, semplici persone che passeggiano, o residenti, e scambiare due chiacchiere, in questo scenario così singolare.

Nemi vista dal basso
Nemi vista dal basso

Vi sono un paio di piccole discese al lago (che per la verità non sono complessivamente molte), e si cammina sotto la rupe rocciosa, che giunge qui, nel tratto più a sud del sentiero, quasi a toccare la linea della costa. Ci si ritrova di nuovo su una sterrata, che via via si apre: dopo un breve tratto in salita, si prosegue verso sinistra, e ci si dirige su via Perino, che diviene in breve asfaltata. Man mano che si prosegue, il cammino perde l’aspetto selvaggio, per divenire una vera e propria passeggiata: vi sono un altro paio di discese al lago, e si incontra sempre più gente a passeggio.

Il Lago da Nemi
Il Lago da Nemi

La presenza di fondi privati non permette in questo tratto un vero e proprio contatto col lago, ma il tutto è ripagato dalla vista di Genzano, e da quella di Nemi che si staglia a strapiombo oltre duecento metri più in alto. Si passa davanti a una fontanella: assaggiatene l’acqua, è frizzante, saporitissima! Proseguendo, c’è un ultimo tratto in rettilineo, forse un po’ noioso, per raggiungere il Museo dove finisce l’escursione. La giornata continua, il luogo è un incanto, custodito dai suoi Boschi, Sacri a Diana; intanto, su al borgo, Bandiera Arancione, c’è una manifestazione enologica, e le fragole ci aspettano: amiamo Nemi!

LAGO DI NEMI Periplo

La pagina da cui scaricare le tracce gpx dei sentieri del Parco Regionale dei Castelli Romani.

8 thoughts on “Il periplo del Lago di Nemi”

  1. sicuramente una bellissima escursione, da consigliare a tutti. Una piccola inesattezza storica: l’emissario del lago non risale all’epoca romana bensi ad un epoca precedente.

  2. Al museo delle Navi Romane, allo sportello biglietti di ingresso, non ne sapevano nulla. Quando gli ho chiesto del sentiero del CAI 515 hanno trasecolato.
    Per andare a vedere l’Emissario hanno detto che si puó solo con visite guidate.
    Boh?

    1. Credo che per la visita dell’emissario sia davvero prevista la presenza di guide. Il periplo del lago, nei suoi tratti più selvaggi, quando andammo noi presentava una manutenzione “approssimativa”.

    1. Ce n’è una sola, all’inizio (o alla fine, a seconda del verso), proprio sotto Nemi, in prossimità dell’incrocio con la strada che porta al paese.

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