Passo dei Monaci

Neve e chiazze d’erba a Passo dei Monaci

Il toponimo “Passo dei Monaci” ha un grande potere evocativo; senz’altro, non si tratta di un nome casuale, anzi. Il valico, che si trova ai piedi del grande bastione del Monte Meta, in corrispondenza di un grande masso che fa da confluenza al confine tra Abruzzo, Lazio e Molise, all’interno del Parco Nazionale omonimo, sorge sull’antico sentiero che poneva in comunicazione due importantissimi monasteri: l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, in territorio molisano, e Montecassino. Immaginiamo quindi nei secoli scorsi l’andirivieni dei monaci e dei mercanti per questa importante via di comunicazione, che di fatto poneva in contatto il versante tirrenico con quello adriatico.

Oggi, salendo da Prati di Mezzo, il sentiero coincide interamente con l’N1 del Parco Nazionale, salvo che, nel nostro caso, la presenza di neve ci ha permesso di non seguirlo pedissequamente e di tagliarlo con abbrevio dei tempi (ed aggravio della pendenza in alcuni tratti). Inoltre, per scendere, abbiamo optato per una variazione che da Passo dei Monaci ci ha consentito di scendere direttamente al Pratolungo, percorrendo per breve parte il sentiero K3.

Salendo, al mattino, abbiamo potuto apprezzare l’ausilio dato dai ramponi, che è però venuto scemando man mano che il sole si alzava, insieme alla temperatura: lo scioglimento del già fragile strato di gelo ha fatto sì che la neve si trasformasse, col passare delle ore, in un qualcosa di molto simile ad una poltiglia a tratti anche fastidiosa.

Giochi di nubi e luci
Lo sguardo verso il Forcellone
ItinerarioDa Prati di Mezzo a Passo dei Monaci sul Sentiero N1; ritorno per il Pratolungo
Distanza8,1 km
TempiCirca 5 h a/r
Dislivello580 m (da 1433 m a 1988 m)
NoteEAI fatta con presenza di strato di ghiaccio e successivamente di neve in scioglimento
RistoriPresenti a Prato di Mezzo

Tutto ciò non ha influito sulla bellezza del paesaggio; tuttavia, la temperatura veramente troppo elevata faceva davvero rima con l’espressione “riscaldamento globale”, dalla cui drammaticità ed importanza la bellezza stessa di alcuni scenari distoglie troppo spesso l’attenzione.

Comunque, la domenica soleggiata ci ha permesso di incontrare molti altri escursionisti e alpinisti: la salita alla vetta della Meta l’abbiamo per ora rimandata, senza che ciò abbia tolto alcunché al fascino della giornata. Siamo velocemente ridiscesi a Prati di Mezzo per la stessa direttrice dal Pratolungo, chiedendoci per quanto tempo ancora avrebbe resistito il manto nevoso.