Neve in Val Fondillo

Magia
Magia

Approdare in Val Fondillo è stata la naturale conclusione di una “navigazione” in cerca di neve per far divertire la famiglia, a partire dai più piccolini. Raggiunto lo spartiacque Tirreno-Adriatico, coincidente più o meno con il vecchio confine del Parco Nazionale d’Abruzzo, l’innevamento ha iniziato a farsi finalmente più consistente. Sui nostri Antiappennini, infatti, la “bufera” di fine anno non aveva lasciato tracce bianche apprezzabili, e per questo ci siamo spinti più verso l’interno, verso gli altrettanto nostri Appennini Marsicani.

Scenario d’incanto subito dopo Forca d’Acero, con la faggeta immersa nel bianco. E, giunti alla Macchiarvana, l’originaria destinazione della nostra gita, ci siamo accorti che in molti avevano fatto la nostra stessa pensata: un serpentone di auto parcheggiato lungo la carreggiata ci ha quindi consigliato di spingerci oltre, al fondo dell’Alta Val di Sangro, in quel suo angolo incantato, tanto caro ai Safini/Sanniti da eleggerlo a proprio paradiso terrestre: la Val Fondillo, appunto.

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Serra delle Gravare sullo sfondo

Anche qui di gente ce n’era; del resto, era l’ultimo sabato delle vacanze natalizie, e la neve con il sole hanno attirato un sacco di gitanti. Ma la vallata riesce sempre ad accogliere tutti senza creare folle, riesce ad essere sempre magica e unica.

Tra le altre cose, con una bambina molto piccola, all’ora della pappa abbiamo approfittato del locale della Cooperativa SORT come se fosse casa nostra (ma, alla fin fine… non ci sentiamo davvero a casa nostra là? Eccome!), facendo rifocillare la bambina, il bambino grande e anche i due bambini adulti, ossia me e la mia consorte. Tutto con molta tranquillità, consapevoli che la neve, che il bianco, che il sole, stavolta ci avrebbero aspettato fuori dalla porta.

Cervi al pascolo
Cervi al pascolo

E, poi, ecco lo slittino, ecco la neve, i pupazzi, una breve passeggiata. Breve, certo, ma non priva di sorprese: un gruppo di cinque cervi pascola placidamente sulla gobba della collina antistante, mentre poco più in là un fotografo si apposta per aspettare le puntate di una volpe verso il ruscello. Della serie: si ritorna in un luogo amico, conosciuto, e lo ritrovi sempre diverso, sempre ospitale, sempre da scoprire.

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