Napoli Sotterranea

La cava di tufo
La cava di tufo

Visitare Napoli Sotterranea vuol dire immergersi nel ventre di una città sempre ricca di emozioni, di sorprese, di colori, di profumi. Una città crocevia tra l’Europa e il Sud del mondo, che nasconde le sue origini più antiche nel sottosuolo da cui i Greci, fondatori di Neapolis, ricavavano il tufo da cave sotterranee poste direttamente sotto le fondamenta degli edifici che costruivano.

Dopo l’excursus urbano a Roma sulle orme dei dinosauri quindi, è la volta di Napoli e del suo mondo sotterraneo. L’ingresso alla “città parallela” è situato nelle vicinanze della magica San Gregorio Armeno, la via dei “presepiai”, dove le creazioni dei nostri sogni di bambini divengono realtà, grazie al lavoro di questi sapienti artisti e artigiani. Si entra da un vicolo, che si trasforma immediatamente in budello sotterraneo, con suoni strani e rada illuminazione che, sicuramente, impressioneranno e intrigheranno i vostri bambini. Si scende, su scale profonde dai gradini irregolari: potete stare tranquilli che, se fino a poco prima, camminando per i vicoli e le strade del Centro Storico, i più piccoli si stavano lamentando per un’insopportabile stanchezza (!), ora si saranno ammutoliti, colpiti dall’atmosfera del luogo così insolito, e desiderosi di esplorarne quanto più possibile: la fatica è solo un lontano ricordo, che riaffiorerà soltanto al termine della visita, una volta nuovamente in superficie.

La prima tappa è una cava di tufo, di epoca greca: la guida, oltre ad essere un accompagnatore che permette di muoversi in totale sicurezza all’interno di questi tortuosi cunicoli (altrimenti un vero e proprio labirinto dove sarebbe facilissimo perdersi), è una miniera di notizie e di curiosità. I lavoranti scendevano nella profondità del sottosuolo cittadino per varie decine di metri al fine di ricavare il materiale che avrebbero poi utilizzato in superficie, tirandolo su con appositi argani.

I Romani, invece, preferirono utilizzare e perfezionare le strutture ipogee per utilizzarle come acquedotto. Dapprima con approvvigionamenti da sorgenti locali, successivamente le condotte romane captarono le acque dai lontani monti irpini. L’acquedotto romano rimase in funzione fino alla seconda metà del XIX secolo, sopravvivendo così a numerosi secoli ed epoche storiche, fino alla costituzione del giovane stato italiano, quando le infiltrazioni infettarono l’acqua.

Le tre bombe
Le tre bombe

Napoli Sotterranea cadde quindi quasi nel dimenticatoio, riempiendosi di rifiuti e di detriti, fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando le gallerie sotterranee divennero, purtroppo, nuovamente utili, stavolta come rifugi anti-aerei. Fu in questo periodo che vennero costruite le scale, ed effettuati lavori di sbancamento e di sgombero dei vari ambienti. La popolazione (circa 2000 persone) trovò riparo dalle bombe: alcune di esse, però, riuscirono a penetrare fin quaggiù, come rievocano i tre ordigni sospesi in corrispondenza dell’abside della chiesa di S. Paolo. Si vedono anche ricostruzioni di carri armati e sagome di militari: tutto per rievocare un periodo senz’altro sinistro, ma che rende ancora più interessante la visita per i bambini.

Vi sono poi ambienti dedicati alla coltivazione sperimentale di piante d’appartamento e di basilico, che utilizzano il particolare microclima costante degli ambienti. A seguire, varie altre cisterne, che si visitano passando attraverso un cunicolo molto stretto e buio che si percorre facendosi luce con una candela! Anche questo, se nessuno soffre di claustrofobia, può essere molto eccitante per i vostri bambini: è sempre possibile tornare indietro se non ve la sentite, per riunirvi con lo stesso gruppo una volta che avrà terminato il giro di queste cisterne. Non percorrete questo tratto con bambini molto piccoli, che avreste difficoltà a portare in braccio data l’angustia del passaggio, oppure con lo zaino porta-bambino.

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La coltivazione di basilico

Vi è poi l’ultima parte della visita, alle fondazioni del teatro greco-romano, sorprendentemente inglobate nella struttura dei palazzi sovrastanti, per visitare le quali si entra attraverso un normalissimo portone! Immaginate che la botola di accesso si trova sotto un letto! Si tratta di una di quelle cose, così particolari, che vi aspettereste di trovare solo a Napoli, città unica e capace di riservare colpi di scena impensabili in altre città!

Terminata la visita si ritorna in superficie, e lo sguardo si abitua immediatamente ai mille colori della città, ai panni stesi, ai suoni, agli odori… tutto meravigliosamente irripetibile.