Il Museo delle Navi Romane di Nemi

L'ingresso al Museo delle Navi Romane
L’ingresso al Museo delle Navi Romane

La visita al Museo delle Navi Romane di Nemi, dopo aver effettuato il Periplo del Lago, è doverosa, approfittando anche del fatto che l’escursione inizia e termina proprio presso il Museo con il sentiero n. 515 del CAI; si tratta anche di un’introduzione alla successiva visita al grazioso paese, situato circa 200 metri più in alto, abbarbicato su uno sperone di roccia vulcanica a dominio del placido specchio d’acqua.

Il Museo è enorme, e si rimane un po’ interdetti nello scoprire che delle due navi romane oggi ci sono soltanto le loro riproduzioni. Ma la guerra lascia segni indelebili anche a distanza di molto tempo: fu proprio durante la Seconda Guerra Mondiale che le due imbarcazioni andarono perdute, a causa di un incendio provocato probabilmente dai soldati tedeschi.

L'interno del museo e la riproduzione di una delle navi
L’interno del museo e la riproduzione di una delle navi

I due enormi padiglioni dovevano contenere le due navi-ville di Caligola, lunghe oltre 70 metri ciascuna: la riproduzione di alcune loro porzioni a grandezza naturale dà la misura dell’immensità delle due opere. L’imperatore era talmente affascinato dal luogo che ebbe il vezzo di farsi costruire le due navi con lo scopo di adibirle ad abitazioni di lusso sul lago, così da manifestare la sua grandezza una volta di più: non si capisce altrimenti a cosa potessero servire due imbarcazioni così grandi in un lago così relativamente piccolo e privo di sbocchi su fiumi o su altri bacini.

Nemi abbarbicata sul cratere
Nemi abbarbicata sul cratere

Oggi il museo contiene rinvenimenti delle due navi in un’ala, mentre nell’altra ci sono ritrovamenti effettuati in zona, con particolare riferimento a templi votivi consacrati a Diana da tempo immemore. Il sito è attraversato, in direzione diagonale, dalla vecchia via dedicata alla Dea per eccellenza: l’antica strada lastricata è situata in un piano riabbassato rispetto al livello del pavimento, e punta decisa verso il sito dove attualmente si trovano le rovine del Tempio di Diana, a metà costa sulla scarpata del cratere, in mezzo a boschi e vegetazione lussureggiante. Attualmente, purtroppo, il sito non è visitabile.

La Via Sacra
La Via Sacra

Risalendo per la via non a caso chiamata “del Tempio di Diana”, e che si inerpica su per l’interno dell’invaso, si raggiunge Nemi attraverso la porta che dà sul lago. L’impatto col vecchio borgo, Bandiera Arancione del TCI, è una boccata di aria fresca e colorata. Nemi è placido e allegro allo stesso tempo, baciato da tanta bellezza. Siamo nel paese delle fragole, e i bambini apprezzeranno particolarmente quelle piccoline, più saporite e dolci, magari innaffiate con tanta panna; voi, invece, potrete gustarvi un bell’aperitivo con prosecco e fragoline, affacciati verso Genzano e verso il lago, prima (o dopo) una passeggiata per i piccoli vicoli. E scusate se è poco!

2 thoughts on “Il Museo delle Navi Romane di Nemi”

  1. Molto carino il Museo delle Navi Romane di Nemi, ci sono stata un paio d’anni di fa dopo aver fatto il giro del lago… Non so perché però, ogni volta che visito uno dei tantissimi musei della provincia romana (mi è capitato, ad esempio, anche al Museo Civico di Velletri) ho sempre l’impressione di trovarmi all’interno di luoghi dimenticati dal mondo, deserti anche nel fine settimana e con un allestimento molto “all’acqua di rose”… ed è un vero peccato, perché di tesori da mostrare e da valorizzare ne avremmo a bizzeffe! Pensa che proprio oggi iniziano le ricerche della terza nave fatta costruire da Caligola: fosse la volta buona per pubblicizzare un po’ di più questa zona 😉

    1. Credo che sia qualcosa di comune a molti musei di provincia. Intorno a Roma poi, la vicinanza della Metropoli che drena tutto probabilmente amplifica il fenomeno.

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