Monte Nuovo

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Il cratere con Monte Gauro sullo sfondo

Monte Nuovo è un luogo che non può lasciare indifferenti, e che meriterebbe maggiore fama, a livello nazionale e oltre. Non si tratta solo di un grazioso parco suburbano, capace di dare respiro all’estremità orientale della conurbazione napoletana, nel cuore del centro abitato di Arco Felice di Pozzuoli: è di un piccolo vulcano che stiamo parlando, trasformatosi poi in una lussureggiante oasi verde. Ma non basta: Monte Nuovo (come infatti suggerisce anche il suo nome) è il vulcano più giovane d’Italia e d’Europa, particolarità che, effettivamente, dovrebbe renderlo conosciuto in tutto il mondo.

Un vulcano che, sul litorale di Pozzuoli, sorge nel giro di una settimana, oscurando il cielo fino alla Calabria per giorni, che vomita cenere, lapilli e pietre laviche fin quasi sopra il centro di Napoli, che distrugge l’intero villaggio di Tripergole, riduce di oltre la metà la superficie del Lago Lucrino, cancellando completamente il suo collegamento con il Lago d’Averno, (a sua volta notevolmente rimpiccolito), terrorizza una popolazione intera, e causa anche alcune vittime. Tutto questo accadde nel giro di una settimana, a cavallo tra settembre e ottobre del 1538, facendo sorgere dal nulla questo mini-vulcano, oggi stretto tra il mare e la Tangenziale di Napoli.

Invece, ben in pochi conoscono questo luogo, anche a Napoli e dintorni; sono ancora di meno quelli che immaginano sia possibile effettuare alcune simpatiche escursioni, tanto sulle pendici del vulcano che intorno al suo cratere, o addirittura all’interno di questo! Forse anche per questa scarsa frequentazione i sentieri necessiterebbero di maggiore manutenzione, invasi come sono dalla vegetazione per lunghi tratti.

Corbezzoli! Slurp!
Corbezzoli! Slurp!

Il percorso effettuato è proprio il periplo del cratere: se non fosse per l’invasione del sentiero da parte di piante e arbusti nella sua seconda metà (quella più lontana dall’attacco del sentiero), l’escursione non presenta alcuna difficoltà particolare. Il dislivello è contenuto intorno ai 100 metri (quelli necessari per guadagnare l’orlo del cratere), per una lunghezza totale di poco più di 2 km e la possibilità di percorrere interamente l’itinerario in meno di due ore, includendo anche soste di vario genere e considerando la presenza di bambini.

ItinerarioAd anello, intorno al cratere
Lunghezza2,1 km
Tempi2 ore circa
Dislivello100 metri circa
Elementi di interesse per i bambiniCamminare sull'orlo del vulcano più giovane d'Europa
Presenza punti di ristoroPresenti nel centro di Arco Felice
Possibilità uso passegginoNo

L’ingresso avviene percorrendo una traversa del lungomare di Arco Felice di Pozzuoli, via Virgilio, al termine della quale si trova il cancello d’ingresso al parco. Vi sono dei pannelli illustrativi e la piccola costruzione con l’ufficio dei gestori. Sulla destra, la scalinata porta verso l’orlo del cratere con agevole salita. Giunti in cima, ci si affaccia sulla bocca del vulcano. Questa, sebbene di dimensioni relativamente piccole rispetto ad altri vulcani, è comunque di una grandezza considerevole, completamente coperta di vegetazione, di tipo sia arbustivo che arboreo. In effetti, il sentiero prosegue immerso nel verde di una fitta boscaglia anche in cima; si supera la biforcazione che, sulla sinistra, conduce al sentiero delle fumarole e, proseguendo sulla destra, si continua a costeggiare l’orlo del cratere. Vi è un belvedere di legno (sul lato sinistro, per la verità immerso tra i rami degli arbusti) che si affaccia sul Lago d’Averno. Ci si può divertire a riconoscere le varie specie di alberi, arbusti e vegetali presenti: dal leccio alla roverella, dal cerro alla robinia. Una piacevole costante della nostra escursione, data la stagione, sono stati i frutti di corbezzolo giunti ad un perfetto punto di maturazione: abbiamo potuto così unire l’utile al dilettevole, soprattutto chi sta scrivendo! Non mancavano comunque folti cespugli di mirto e di lentisco, colorati delle loro belle bacche.

Pozzuoli con il Rione Terra e Nisida
Pozzuoli con il Rione Terra e Nisida

Proseguendo, nonostante la vegetazione molto invasiva sul sentiero, abbiamo potuto ammirare anche un piccolo falco che volteggiava sul vuoto del cratere. Il percorso sembra ad un certo punto allontanarsi dal bordo della bocca per allargarsi sulla sua parte orientale, salendo lievemente di quota: alla diramazione verso destra, si imbocca quest’ultima per guadagnare il punto più alto e panoramico di Monte Nuovo. Da quassù lo sguardo spazia a dominare l’intero Golfo di Pozzuoli, ricco di insenature, di gobbe e di laghi, scenario plasmato nel corso dei millenni dalle forze vulcaniche. Di fronte, nelle giornate limpide, si vede Gaeta e il suo Golfo, mentre dall’altro lato abbiamo di fronte la sagoma inconfondibile di Capri. Il rione Terra di Pozzuoli, con l’isolotto di Nisida alle sue spalle, completano un panorama impareggiabile.

Si torna indietro, e si riprende il sentiero originario, svoltando a destra e scendendo velocemente a concludere l’anello. In questo tratto il cammino diviene più ripido, ricco di pietre vulcaniche e di balze che lo rendono divertente, assumendo anche la fisionomia di un profondo solco: scendere con dei bambini qui può dare origine a giochi divertenti, saltellando e tenendosi per mano come una cordata di veri esploratori! Si scende facilmente verso l’uscita, attraverso il tratto fatto già salendo sulle scalinate. Attenzione alla piccola scaletta di legno alla fine di questo tratto di sentiero: traballa leggermente!

Monte Nuovo è un luogo capace di regalare una mezza giornata piacevolissima; potrebbe essere maggiormente pubblicizzato e valorizzato, ma credo che questo comincerebbe ad accadere se fosse più fruito dagli appassionati e dagli amanti delle meraviglie naturali e culturali che i Campi Flegrei sanno offrire.

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