Monte Orso

Verso la vetta nella nebbia

Su Monte Orso ero stato molti anni fa, direttamente da Itri e accompagnato da un folto gruppo di persone, su sentiero non segnato; stavolta, invece, in un gruppetto di due adulti e un bambino (con passo già praticamente da adulto), siamo saliti dalla Valle di Itri per il sentiero ufficiale del Parco dei Monti Aurunci/CAI n. 917. A dire il vero, non siamo stati molto fortunati: ricordo, di quella mia prima ascesa a Monte Orso, una veduta mozzafiato su Gaeta e il suo Golfo e l’incombere del cammino su Itri. Stavolta, l’escursione è avvenuta quasi interamente attraverso nubi che hanno assunto la fisionomia di vera e propria nebbia, precludendoci totalmente qualsiasi possibilità di godere del panorama; tuttavia, incedere quasi nell’ignoto è stato a suo modo estremamente suggestivo.

Le piogge dei giorni precedenti hanno reso il percorso molto infangato e scivoloso, data anche la presenza di varie roccette; la prima parte del sentiero attraversa vegetazione arbustiva mista che si trasforma gradualmente in bosco di lecci, fino alla, da dove lo scenario si apre sull’altopiano carsico di Raella e, salendo dolcemente su cresta pietrosa verso destra, raggiunge un’altra svolta, da cui la vetta già si delinea chiaramente… se solo la si potesse vedere!

ItinerarioA/R sul sentiero n. 917: Valle di Itri-Monte Orso
Distanza3,1 km
TempiCirca 2 ore (solo andata)
Dislivello550 m circa (da 480 m a 1023)
NoteSentiero privo di difficoltà particolari; da evitare nella stagione calda
RistoriAssenti
Come arrivareSubito fuori il paese di Itri, lungo la SS 82, seguire le indicazioni per il Rifugio Tozze e parcheggiare in corrispondenza delle indicazioni che segnano l'inizio del sentiero 917
L’altopiano di Raella
Si ridiscende nella nebbia
Verso Raella tra le nuvole

L’erta diviene un po’ più ripida, ma la cima è davvero a portata di mano: le nuvole non hanno allentato la loro morsa e lo sguardo non ha potuto spaziare, ma la nostra breve permanenza lassù (anche per un potenziale pericolo di pioggia imminente) è stata comunque piacevole.

Per me, è stato un ritorno a distanza di anni, seppur senza la conferma dei bei panorami che ricordavo. Per Fabrizio, piccolo ma con passo da adulto, è stata una prima assoluta, con l’emozione dell’incedere nella nebbia; per Massimo, reduce da 950 km di Cammino di Santiago, la ripresa delle salite sui nostri monti. Una squadra piccola ma molto valida, che potrebbe magari ripetersi in futuro!