Monte Maio

Monte Maio: piedi su un trionfo di carsismo e occhi tra Cielo, Terra e Mare

Finalmente su Monte Maio, finalmente sulla vetta dei Monti Vescini! Era da tempo che ci volevo andare, ma non c’era mai stata l’occasione: a dicembre, invece, ci sono stato ben due volte nel giro di pochi giorni e ho avuto conferma del fatto che la bellezza di una montagna non si misura certo dalla sua altitudine o dalla sua fama! Monte Maio, pur essendo il tetto degli Aurunci Orientali, detti anche Monti Vescini (dall’antica città aurunca di Vescia, di cui oggi non si è neanche sicuri della sua originale ubicazione), non raggiunge neppure i 1000 metri, fermandosi a quota 940; tuttavia, l’escursione per raggiungere la vetta è di tutto rispetto e presenta una grande varietà di scenari, oltre ad essere altamente spettacolare, con una vista che spazia a 360°, dagli Aurunci, Gaeta e le Isole Ponziane fino al litorale campano con Ischia, il Vesuvio, Capri e il Faito; dall’altro lato lo sguardo si apre sugli Appennini, con la Meta in bella mostra, ma va dai Lepini e dai Castelli fino al cuore della Campania, il Partenio, il Taburno e perfino i Picentini, passando per il Cairo e Montecassino: qualcosa da mozzare il fiato!

Tra l’altro, l’escursione inizia con le sembianze di un vero e proprio “trekking urbano”, partendo dal grazioso centro di Coreno Ausonio per inerpicarsi, immediatamente con una certa pendenza, lungo il sentiero n. 973. Si passa tra fantastici muri a secco su un sentiero comodo ma molto pietroso, che man mano si restringe e si trasforma in un sentiero escursionistico vero e proprio e che, comunque, si rivela subito essere panoramicamente davvero bello, con vedute anche sul centro di Coreno.

ItinerarioAd anello da Coreno Ausonio per il sentiero n. 973 fino alla vetta; si scende seguendo il 973b da Chianare e poi il 975 per rientrare a Coreno
Distanza13,3 km
Dislivello 630 m (da 310 a 940); dislivello totale: 800 m
TempiCirca 6 ore
NotePercorso vario; la difficoltà principale è data dal dislivello totale e dal fondo talvolta roccioso; se si ha esperienza e allenamento non ci sono difficoltà particolari. Da evitare nei periodi e nelle ore più calde dell'anno
RistoriAssenti lungo il percorso; presenti in paese
Come arrivareSi giunge al centro di Coreno Ausonio e si segue il segnavia CAI ai margini settentrionali del paese

Successivamente, il dislivello diviene meno ripido e, in corrispondenza di un tratto in lieve discesa, in località Fummicarola, si incontra l’incrocio con il sentiero n. 973b, che pure conduce alla vetta di Monte Maio e che l’Associazione Atargatis ha percorso la domenica dopo Natale come escursione conclusiva dell’anno. Il 973b, più rapido e agevole rispetto al 973, non è comunque meno interessante di quest’ultimo: una breve sosta in corrispondenza di un vecchio casolare dà l’occasione di osservare (e, magari, utilizzare) un’antica bacinella interamente ricavata nella roccia, in cui è possibile trovare l’acqua trasformata in ghiaccio dalla notte.

Uno sguardo verso la Valle del Liri, le Mainarde e il Matese
La veduta verso gli Aurunci e il Golfo di Gaeta
Ischia e la Campania settentrionale dalla vetta di Monte Maio

Il 973 è invece leggermente più impegnativo, alternando vari saliscendi e presentando un maggiore sviluppo in lunghezza, dato che si snoda lungo Costa Carosa, fino a 770 m di altitudine circa: la veduta da quassù è semplicemente eccezionale, ed è arricchita da bellissime formazioni rocciose, protagoniste di uno scenario carsico punteggiato di bugne e karren e da splendidi muri a secco. Dalla sommità di Costa Carosa si ridiscende di nuovo a quota 700, per poi risalire in corrispondenza di una svolta verso destra (sud-ovest) del sentiero, che riprende a salire con una certa decisione all’interno di un bel bosco: siamo sempre sul 973, che si riunisce con il 973b proveniente da destra all’altezza di un passo in località Chianare. Il 973 prosegue verso la vetta, svoltando verso sud-est, ossia verso sinistra; occorre fare attenzione ai segnavia all’interno del bosco, ma si prosegue agevolmente verso la vetta, quota 940 e in spettacolare posizione panoramica a dominio praticamente di tutto ciò che c’è tra Tirreno e Appennino, Campania, Lazio e Molise, da Capri fino al Sirente-Velino. Impagabile.

Si ridiscende lungo il 973b, sotto forma di sterrata che da Chianare scende verso una strada asfaltata che proviene da Coreno, contrassegnata come sentiero n. 975. L’escursione si chiude proprio nel centro Aurunco/Vescino/Ausonio, con un dolce sapore di felicità escursionistica e di soddisfazione in bocca.

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