Monte Forcellone

Verso Fonte Fredda

Finalmente Forcellone! Finalmente in cima! Lassù c’ero già stato, anni fa durante una tormenta di neve, per cui non è che me la fossi goduta più di tanto. Inoltre, molte volte ero arrivato ai piedi del gigante e, guardando in su, per un motivo o per un altro, ho dovuto con rammarico rinviare ad un’altra volta.

Invece eccoci! Se poi qualcuno a 8 anni raggiunge il suo primo 2000, allora la soddisfazione è veramente doppia!

Fino a Fonte Fredda, dopo la solita digressione attraverso la Forestella, ci si ricollega al sentiero N2, attraverso il magnifico scenario che porta ai piedi del colosso simil-dolomitico del Forcellone-Predicopeglia. L’avvicinamento a Sella di Prato Piano è stato reso più avventuroso e insolito dalla presenza sul pianoro che conduce a Fonte Fredda di una grossa mandria di mucche e di un gregge pure di dimensioni ragguardevoli; i loro cani pastore, forse già nervosi per gli armenti che quasi venivano a contatto, non hanno gradito il nostro avvicinamento e hanno iniziato ad abbaiarci contro minacciosi: abbiamo così dovuto deviare fuori sentiero e passare sulla pietraia che si stende alle pendici del Predicopeglia. Con una dose supplementare di attenzione abbiamo comunque raggiunto Sella di Prato Piano, gustandoci una breve pausa prima della parte finale della salita.

Itinerario Da Prati di Mezzo attraverso il sentiero della Forestella; successivamente si prende l'N2 fino a Sella di Prato Piano; poi, su sentiero non segnato fino alla vetta
Distanza10,9 km a/r
Dislivello650 m circa; da 1430 a 2030 m
Tempi6 ore circa
NoteSentiero mediamente impegnativo; si richiede un certo allenamento. Quasi tutto assolato
RistoriPresente a Prati di Mezzo
Come arrivareDa Picinisco si seguono le indicazioni fino a Prati di Mezzo

Lo scenario da quassù è spettacolare: di fronte Morrone delle Rose, a sinistra la mole del Cavallo, a destra la vetta del Forcellone su cui siamo diretti, mentre davanti la pendenza è come se sprofondi giù per Valle Monacesca. Da qui manca davvero poco alla vetta, nonostante vi siano dei tratti del cammino (ora completamente fuori sentiero) con maggiore pendenza.

Affollamento a Fonte Fredda
La veduta dalla vetta
Si ridiscende

Passiamo attraverso un’altra mandria (fortunatamente non ci sono cani minacciosi nei paraggi stavolta), e il dislivello rimane via via dietro di noi. Il più piccolo della compagnia, colui che poco prima diceva di non farcela più per la stanchezza, ad un tratto avvista la croce di vetta e inizia a galoppare, senza possibilità di stargli dietro.

E’ la vetta, il primo 2000, un panorama mozzafiato tra Lazio, Campania, Molise, Abruzzo: i complimenti al più piccolo sono doverosi, giustificata la sua grande soddisfazione.

Si ridiscende per lo stesso cammino, ma stavolta riusciamo anche a passare per Fonte Fredda, dato che non i cani molesti si sono allontanati. Percorriamo interamente l’N2 fino a Prati di Mezzo e rientriamo alle auto.

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