Monte d’Oro e Monte di Scauri

P3190065
Scauri dal Monte d’Oro

L’escursione dal Monte d’Oro al Monte di Scauri è un’escursione semplice ma ricca di spunti che parte dal mare e che arriva… al mare attraversando i due promontori parte dell’area protetta di Gianola e Monte di Scauri. Passando per aree di macchia mediterranea, di fitto bosco di quercia da sughero, radure, vecchi oliveti, si raggiunge la scogliera di Porto Cofeneglio (o Cofaniello): una bellissima successione di colori e di magia, a pochissimi passi dai centri abitati di Scauri, Minturno e Formia.

Per questa escursione sono necessarie circa 2 ore, 2 ore e mezza, sufficienti a percorrere comodamente i 4 km scarsi di sentiero (valori solo andata). Si parte dal lungomare di Scauri, quindi da una quota di pochi metri sul livello del mare, per giungere ai circa 135 m della zona sommitale del Monte omonimo, sul percorso del Crinale. Il percorso riprende il tracciato della Via Francigena del Sud che attraversa l’area.

L’escursione è stata organizzata l’ultima domenica di maggio, a cura dell’Associazione Atargatis, nell’ambito delle attività organizzate per il 2014 dal Comitato per il Premio Dragut, con la partecipazione del Gruppo Escursionisti Roccaseccani e dei ragazzi del Centro Maricae: un’occasione di scoperta o riscoperta per i molti partecipanti, venuti dai paesi vicini e meno vicini. La mancanza di particolari difficoltà sul percorso ha permesso a tutti di trarre beneficio dai colori e dai luoghi, di una bellezza davvero inaspettata per molti. Ad un certo punto il programma è stato leggermente modificato dalla caduta di alcune inaspettate gocce di pioggia, ma il contrattempo ha forse regalato ulteriore magia alla mattinata.

La prima parte dell’escursione riprende quella alla Torre di Scauri, sul Monte d’Oro. Se la salita ai ruderi cinquecenteschi del vecchio torrione viene effettuata in primavera inoltrata, come in questo caso, la vista e l’olfatto possono davvero gioire dei colori e dei profumi di ginestre, erba sulla e margheritine in generosa fioritura. Tutto questo con lo sfondo del mare da un lato e dell’oro dell’ampelodesma dall’altro. Lo sguardo spazia a 360°: da Ischia alle Isole Pontine, a Gaeta, agli Aurunci, fino alle colline che digradano verso il mare e al Vulcano di Roccamonfina. L’enigmatica presenza della Torre completa lo spettacolo. Si continua scendendo con la meravigliosa cala della cosiddetta Spiaggia dei Sassolini sulla sinistra, e poi prendendo una deviazione verso sinistra, che porta verso la Via del Monte di Scauri; su quest’ultima si percorrono meno di 300 metri verso destra prima di giungere all’imbocco del sentiero che sale sulla sinistra, verso la sommità del Monte di Scauri medesimo. Superata la sbarra metallica si sale su largo sentiero in una foresta che si fa man mano più fitta, fino ad una deviazione verso destra: il cammino diviene immediatamente più stretto, attraverso arbusti e macchia mediterranea e, dopo un tornante, in una fittissima foresta di querce da sughero. Sembra incredibile, ma dopo il tripudio di fiori intorno alla Torre di Scauri ora, a poche centinaia di metri dalle case e dalla frenesia di un lungomare molto frequentato, c’è l’incanto di questa vera e propria giungla mediterranea! Il tracciato in questione è una variante del Malopasso, tradizionale sentiero costiero attualmente inagibile.

ItinerarioSterrata per la Torre di Scauri; sentiero verso la spiaggia dei Sassolini; sentiero del crinale fino a Porto Cofeneglio
Lunghezza3,9 km
Dislivello135 m (da quota 0)
Tempi4 ore A/R
Elementi di interesse per bambiniLa varietà dell'itinerario; il mare; la foresta
Punti di ristoroPresenti sul lungomare a Scauri
Possibilità uso passegginoNo

La cala della Spiaggia dei Sassolini
La cala della Spiaggia dei Sassolini

Giunti al termine della salita si sbocca su un quadrivio di sentieri: si prosegue verso destra, imboccando il Sentiero del Crinale. In effetti, ora ci si trova sulla sommità del Monte di Scauri: dapprima attraverso una radura, originariamente coltivata a frutta e olivi, e poi di nuovo nel cuore della sughereta. Non è difficile scorgere vari esemplari di orchidee in tarda primavera, oltre che una varietà di iris endemica della zona. Il percorso nel bosco è affascinante, a volte completamente tuffato in vere e proprie gallerie di vegetazione, in un’atmosfera senza tempo ravvivata dal succedersi di curve e svolte che invogliano a scoprire cosa ci sia oltre. Al successivo incrocio con il sentiero proveniente dall’Ecopoint, si va verso sinistra, uscendo successivamente dal bosco e rituffandosi nella macchia mediterranea. Si scende verso il mare, fino a trovare la sterrata che, sempre in discesa, ad un certo punto origina il piccolo viottolo che, sulla sinistra, conduce a Porto Cofeneglio. Attraverso un muro di lentisco e di ginestra, si giunge in breve alla scogliera e alla cala dal nome così singolare, trovandosi d’un tratto con il mare a pochi metri e in un ecosistema delicato e singolare come quello di una zona di rocce marine con la vegetazione a pochissimi metri dal mare. Da qui è possibile procedere lungo la costa, verso il Porticciolo Romano, oppure tornare indietro per lo stesso sentiero.

Percorso vario e pieno di sorprese, sempre diverso a seconda della stagione, questa escursione rappresenta un’ulteriore conferma delle potenzialità di questa piccola area protetta, vero e proprio miracoloso polmone lungo la costa del Basso Lazio.

Mappa

Download traccia