Monte Altino

Da Monte Altino

Monte Altino si trova là, spietata pietraia, alle spalle del Redentore. Un paesaggio lunare che non accoglie, non invita, tanto da non avere neanche un sentiero che conduca alla sua vetta: perché mai dovresti salirci? Perché mai dovresti andarci?

Anche io, in passato, ho pensato che non valesse la pena salire appositamente lassù e che fosse sufficiente guardare la mole desolata di questa vetta dal Redentore. Ebbene, mi sbagliavo, alla grande!

E’ bastato sparigliare un po’ le carte e organizzare un inedito anello, iniziando da un sentiero per me sconosciuto, il 915b che da Pornito porta a Polleca; quindi un impegnativo fuori sentiero a guadagnare la vetta e poi… la discesa verso il Redentore e il riallaccio al classicissimo Sentiero della Statua! In altre parole, abbiamo guadagnato la vetta salendo dalle sue spalle: una variazione sul tema che ci ha permesso di effettuare un’escursione memorabile!

L’inizio del sentiero: l’inconfondibile mole del Redentore
Disegni nel ghiaccio

Complici una giornata limpidissima e un gioco di elementi memorabile, da “monte minore” l’Altino si è rivelato un fantastico unicum tra le vette aurunche: rocce, ghiaccio, cielo, mare, vento, tutto racchiuso negli occhi, nei polmoni, in un grumo di emozioni fortissime e irripetibili.

Partendo dal rifugio di Pornito, il sentiero si inerpica serpeggiando verso il fianco della montagna, alle spalle di quella che, più sopra, diventa la Roccia Laolatra, l’imponente falesia sotto cui si sviluppa il Sentiero della Statua. Il sentiero è segnato, ma occorre fare attenzione per non farsi sfuggire alcuni dei segnavia sparsi sulle rocce. Si guadagna dislivello senza strappi eccessivi, raggiungendo la sella tra il Monte Moleta (1111 m) e l’Altino: ci si ricollega per un breve tratto alla sterrata che raggiunge Canale, per poi gettarsi a capofitto nella salita fuori sentiero che porta alla cresta dell’Altino.

ItinerarioAd anello: 915b da Pornito alla sterrata che sale verso Canale; fuori sentiero fino alla vetta dell'Altino e poi verso Sella Sola; poi il 960, il classico "Sentiero della Statua"
Distanza 8 km
DislivelloDa 810 a 1376 m; 630 m di ascesa totale
Tempi4 ore e 1/2 circa
NoteParte dell'escursione è fuori sentiero: non avventurarsi se non si conosce la zona e se non correttamente equipaggiati, specialmente in inverno
Elementi di interesseL'inverno e il ghiaccio hanno reso questo luogo magico; il carsismo fa il resto
RistoriRifugio di Pornito (informarsi per l'apertura)
Come arrivareDal paese di Maranola seguire le indicazioni per il Redentore; parcheggiare l'auto nello spiazzo adiacente il rifugio di Pornito, dove inizia il Sentiero della Statua

E’ il tratto più duro, in cui si concentra la maggior parte del dislivello; non vi sono sentieri o mulattiere, ma solo rocce e rocce, ai margini di una rada foresta. Man mano che si sale, la vista inizia ad aprirsi sul golfo, e aumenta la voglia di raggiungere la linea di vetta: si pregusta il panorama che si aprirà di colpo, il “cambio di registro” dell’escursione. E si giunge in cresta: ma non c’è lo strapiombo che ci aspettavamo. E’ uno scenario carsico mozzafiato quello che ci si para avanti, con doline colme di pozze ghiacciate, e con erte di pietre che sembrano sfidare la forza di gravità. Ci si porta verso il cumulo di sassi che indica la vetta, e allora la veduta si allarga, si apre, respira, urla tutta la sua violenta, inedita bellezza: la sagoma del Redentore si colloca laggiù, in fondo, a separare la ciabatta di Capri e il vulcano di Ischia dal capodoglio di Ventotene; Gaeta tocca Ponza, mentre, in fondo, la maga Circe chiama, dall’altro lato, il dio vesuviano ancora ricolmo di neve. Alle spalle, gli Appennini sono ricolmi di glassa bianca, dai Simbruini al Matese, con lo sguardo che si spinge fino alle propaggini campane della dorsale: il Partenio, forse gli Alburni o addirittura i Picentini e il Cilento!

La veduta da Monte Altino verso sud-est…
… e verso sud-ovest

La vetta dell’Altino è ingiustamente contrassegnata da un semplice cumulo di sassi. Ma per noi la gioia è incontenibile, così come la voglia di vedere da vicino il laghetto ghiacciato che occupa la dolina più grande, proprio al di sopra della Laolatra. Scenario incantato, nordico: l’assenza della neve viene più che bilanciata da giochi di ghiaccio, che ancora devono rivelare la loro potenza nel corso dell’escursione. Le lastre paiono respirare e godere di vita propria, cosa mai vista per noi. Scopriamo anche un paio di inghiottitoi, e ci dirigiamo verso il Redentore, sempre fuori da qualsiasi traccia o sentiero. Dalla Statua la vista è impagabile: non è facile trovarsi quassù in una giornata così limpida che ti consente di essere un tutt’uno con il cielo.

Scendiamo lungo il Sentiero della Statua: stalattiti di ghiaccio nascono e muoiono dalla falesia della Laolatra, sfaldando la roccia, facendo cadere pezzi di ghiaccio e causando anche, da quello che possiamo vedere, frane tutt’altro che piacevoli. Procediamo senza pericolo, il sentiero è stato già ripristinato; mi viene comunque da pensare a quanto il cambiamento climatico possa influire su questi smottamenti: il contrasto di temperature, l’infiltrarsi dell’acqua che si trasforma improvvisamente in ghiaccio, gli incendi…

La chiesa rupestre e il ghiaccio
Arabeschi di ghiaccio a San Michele

Giunti a San Michele lo scenario è fiabesco: il ghiaccio ha praticamente avviluppato la chiesa e la spelonca che la custodisce; arabeschi e guglie di gelo si sono sbizzarrite in una creatività che ci lascia a bocca aperta. Non ci avviciniamo più di tanto perché il calore del giorno fa cadere pezzi di ghiaccio anche di dimensioni ragguardevoli, e non è il caso di sfidare la delicatezza della montagna.

Carichi di meraviglia scendiamo: il sentiero ora è conosciuto; tuttavia, facciamo varie tappe. Durante un paio di queste udiamo dei boati: anche lungo un sentiero considerato innocuo come questo, in realtà, gli elementi agiscono e causano piccole frane, sotto l’azione dei contrasti termici.

Monte Altino… Pietraia lunare, inospitale, deserta: in realtà, una delle vette più belle degli Aurunci!