L’Oasi dei Variconi

L'arrivo all'Oasi
L’arrivo all’Oasi

L’Oasi dei Variconi è molto più che una semplice riserva naturale dove praticare il birdwatching e dove andare a passeggiare a contatto con la natura; è un vero e proprio simbolo di rinascita e di resistenza morale e sociale, un simbolo del Bello che può e deve riuscire a contagiare il territorio circostante, famoso per i suoi innumerevoli problemi, per l’illegalità e il degrado. C’è dell’altro,  e quest’altro è bello. Bello per le persone che trascorrono qui parte del loro tempo, in un ambiente integro e salvaguardato; bello per i bambini che vengono con i loro genitori o con le scuole a conoscere una realtà che, a pochi passi da qui, sembrerebbe impensabile; bello per la stessa avifauna che, in questa stessa zona, una volta vittima di bracconieri senza scrupoli che imperversavano lungo tutta la costa domitia, oggi può contare su un’oasi di tutela e di tranquillità dove riposarsi lungo la rotta migratoria da e per l’Africa.

L’Oasi è situata all’altezza della foce del Volturno, sulla sua riva sinistra, a ridosso del centro storico di Castelvolturno. Facilmente raggiungibile e ben segnalata (una volta lasciata la strada Domitiana, SS 7 quater), rappresenta un ambiente sorprendente ed insolito. Si entra da un cancelletto di ferro, presso il quale c’è anche un custode. E’ stato lui ad avvertirci di piegare gli specchietti retrovisori della nostra auto, nel caso in cui la stessa dovesse trovarsi lungo il passaggio della mandria di bufale. Questo ha alimentato la nostra curiosità. La sterrata non è molto lunga: al percorrerla, il gracidare delle rane, seminascoste nei fossi e negli stagni sottostanti alla stradina, ha assunto connotati piacevolmente ipnotici. Si giunge al primo capanno, che dà su un laghetto salmastro.

La mandria di bufale
La mandria di bufale

Ci siamo subito accorti che non vi erano molti uccelli da ammirare e fotografare ma, del resto, noi non siamo “birdwatchers” e non conosciamo bene i periodi adatti. Ma abbiamo continuato: gli enormi sacchi di plastica bianchi sono un segno della bonifica profonda di cui è stata oggetto l’area; ma un’altra enorme macchia bianca, come una nuvola adagiata a terra, ci ha attirati, sulla duna verso il mare. Ci siamo avvicinati, e ci siamo accorti che si trattava di una grande, bellissima fioritura di camomilla, proprio a ridosso del fiume e del mare.

Verso il grande capanno

Le costruzioni assediano il fiume sull’altra sponda, ma il fascino del Volturno è intatto, con la sua larga bocca che giunge a baciare il Tirreno, e con qualche barca che lo solca lenta. E poi, la mandria di bufale la vediamo davvero, mentre cammina lentamente su uno dei sentieri che costeggiano gli stagni. Noi la seguiamo a distanza, facendo il periplo di uno di questi specchi d’acqua, per poi dirigerci verso il Capanno Grande. Ci incamminiamo su un sentiero quasi sospeso sull’acqua, tra una pozza e un’altra, fino a giungere alla costruzione di legno. Facente parte del “primo itinerario di birdwatching del Mezzogiorno all’interno di un’oasi naturalistica”, la struttura ha quasi del surreale, sembra uscita da una fiaba. Budello di legno sul lago, serve ai birdwatchers a mimetizzarsi per non essere visti dagli uccelli presenti. Ebbene, tranne qualche gallinella d’acqua, per noi di uccelli ce n’erano ben pochi; ma questo non ha intaccato la magia del luogo, e ci ha fornito un’ottima ragione per tornare al momento “giusto”. Magari, se vi sedete anche voi, silenziosi, all’interno del capanno, potrete comunque vedere succedere fuori dalle sue finestre, quadri impressionisti, qualcosa di magico, come è capitato a noi: un volo radente, il salto di una rana, qualche suono inaspettato, il rivelarsi di qualche nidiata accudita dai suoi genitori alati; e, magari, il vostro bimbo vi dirà di non dire a nessuno quello che avete visto perché “è un nostro segreto”. A quel punto, vi accorgerete di quanto anche voi siete felici, e di quanto questo luogo sia Bello, capace di regalarvi ancora la vista di un airone sulla groppa di un bufalo che, placido, cammina all’interno di un acquitrino, scena esotica dove meno te l’aspetti.

ItinerarioSentiero attraverso l'Oasi
LunghezzaA seconda dell'escursione; indicativamente intorno ai 2,3 km
Tempi1 ora e mezza circa
DislivelloAssente
Elementi di interesseI laghetti; la foce del Volturno
Punti di ristoroAssenti in prossimità dell'Oasi
Possibilità uso passegginoSì, per gran parte del sentiero

E’ già tempo di rientrare. Ma torneremo, torneremo presto.

Per saperne di più, cfr. il sito del comune di Castelvolturno o quello dell’Associazione Le Sentinelle Onlus

Mappa

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2 thoughts on “L’Oasi dei Variconi”

  1. Ricordo il brutto periodo che hanno vissuto questi luoghi, devastati dal degrado ignorante dei residenti…dai cacciatori di frodo che non concedevano tregua alla selvaggina migratoria. Mi auguro possano questi luoghi vivere una serenità

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