Le Gole di Celano – Sirente/Velino

Caratteristiche: l’escursione è molto bella, in un ambiente insolito come può essere quello di un canyon, con pareti altissime che giungono a una distanza davvero di pochi metri l’una dall’altra nella sua parte più caratteristica (quasi 200 m di altezza e soli 3 m di larghezza!). Non vi sono grandi difficoltà: la presenza di grandi massi rende comunque impegnativo un tratto significativo del cammino. Si consiglia di evitare il percorso se si utilizza ancora lo zaino baby-carrier, o se il bambino è ancora piccolo, soprattutto se non ancora ben coordinato nel camminare. Per ragazzi più grandicelli l’escursione può essere invece una spettacolare avventura, alla scoperta di uno scenario eccezionale. Da fare con poca acqua o in sua completa assenza: assolutamente da evitare durante stagioni piovose o durante la primavera quando il disgelo è ancora in corso. Il dislivello dalla partenza alla Fonte degli Innamorati è di circa 300 metri, per un tempo necessario di circa 2 ore per percorrerlo più le pause.
 
Come arrivare: il tracciato proposto qui inizia dalla località “Foce” per addentrarsi nelle Gole. La meta dell’escursione è la cascata conosciuta come “Fonte degli Innamorati”, dove il sentiero poi prosegue salendo per Ovindoli. L’imbocco alla stradina che porta alla Foce è appena prima dell’ingresso a Celano, sulla SS 696; l’entrata alle Gole è riportata dalla segnaletica. Raggiungere Celano è agevole, attraverso l’A25 Roma-Pescara, uscita Aielli-Celano.
 
Spettacolo in Appennino

La Foce si trova a circa 800 m di altitudine. Da qui ci si addentra nell’enorme antro che dà l’ingresso al canyon: il sentiero si addentra nella gola attraversandone i vari microclimi presenti. Così, da un rado bosco di conifere nella parte iniziale, si passa ad altri tratti in cui le felci si alternano con caducifoglie e grandi piante di noccioli; altri tratti sono invece caratterizzati dalla sola grande pietraia che fa da letto al torrente, certamente impetuoso nella stagione piovosa. Nella parte più spettacolare, con le pareti che tendono l’una all’altra e che a stento permettono alla luce solare di penetrare, si odono suoni di uccelli rupestri: qui nidifica anche l’aquila.

L’arrivo alla Fonte degli Innamorati è l’occasione per una pausa nella fitta foresta, al suono del torrente, nel cuore di uno degli scenari più spettacolari ed inaspettati che l’Appennino è capace di regalare.