Le Città del Tufo

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Pitigliano

Le Città del Tufo, Pitigliano, Sorano, Sovana, sono in realtà tre paesi rispettivamente di circa 4000, 3000 e 500 abitanti in provincia di Grosseto, in Alta Maremma, ai confini con il Lazio (Sovana è tra l’altro una frazione di Sorano). Eppure si tratta di tre veri e propri gioielli, capaci di offrire innumerevoli spunti di turismo ambientale ed escursionismo inedito, anche per famiglie: tre Città.

La sensazione che si prova raggiungendo questi luoghi è quella di ritrovarsi in una dimensione sospesa nel tempo, in un ambiente giunto a noi preservato nel corso dei secoli, ricco di storia. Etruschi e Romani hanno lasciato spazio ad un Medioevo che, sebbene spesso dipinto come un’epoca buia e tempestosa, è riuscito comunque a produrre centri storici bellissimi e personaggi d’eccellenza. Oggi tutto questo rivive per i visitatori.

Cosa si può aggiungere che già non si sia detto su quest’angolo di Maremma?

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Sorano e il Masso Leopoldino

Pitigliano offre un colpo d’occhio notevole, come un’astronave di pietra gialla su un mare verde. La sua città vecchia custodisce un antichissimo ghetto ebraico, reminiscenza di una folta comunità, capace di dare al paese ulteriore vitalità e dinamismo. Questo importantissimo retaggio si può oggi visitare nella piccola sinagoga e nel Forno delle Azzime, come anche nel tipico dolcetto pitiglianese, denominato “sfratto”, che riproduce la forma del bastone con cui si percuoteva il portone delle famiglie ebraiche chiamate a lasciare le proprie abitazioni per essere coattivamente trasferite nel ghetto: da un ricordo tanto amaro e doloroso è nata, con ironia e coraggio, questa dolcezza fatta di miele, arance, noci. I vicoli del Centro Storico sono un gradevole labirinto pronto da essere esplorato: ai vari gioielli architettonici, come la Fortezza Orsini o il Duomo, si affiancano botteghe di giocattoli e cantine, che faranno la gioia di piccoli e grandi.

Sorano, da posizione invidiabile, domina un angolo di Maremma disseminato di reperti etruschi, come la Necropoli di San Rocco, o di abitazioni rupestri di epoche successive, denominate Colombari. A San Quirico c’è un insediamento rupestre, quello di Vitozza, all’interno del quale è possibile praticare una vera e propria escursione. E anche Sorano ha la sua nave: il Masso Leopoldino domina le valli e le rupi sottostanti, sferzato dal vento, dall’alto della sua impressionante mole.

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La piazza di Sovana
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La Via Cava di S. Sebastiano

Infine Sovana, borgo natio di Ildebrando, divenuto papa come Gregorio VII: prima sotto gli Aldobrandi, poi sotto gli Orsini, fu un centro di primaria importanza. Oggi è un grazioso villaggio raccolto intorno alla piazza sulla sommità di una collina, capace di regalare una inspiegabile sensazione di libertà. Nonostante le sue minuscole dimensioni, sono molti e notevoli i monumenti qui concentrati, tra cui la Rocca, la Cattedrale, la Chiesa di S. Maria Maggiore; ma non solo: locali, enoteche, negozi di giocattoli artigianali, botteghe di lavorazione del tufo e del ferro sono alcune delle possibilità di svago e di scoperta offerte da questo paesino rallegrato dal colore dei fiori delle sue case. Sovana fa parte integrante del Parco Archeologico “Città del Tufo”, che ingloba quindi necropoli etrusche e centri abitati, in un mirabile connubio con la natura circostante, fatta di forre, torrenti e Vie Cave.

Uno degli elementi di maggior fascino è rappresentato proprio dalle Vie Cave: costruite per motivi che rimangono tutt’oggi in larga parte misteriosi, solcano il tufo dell’area, scolpite a mano, con pareti alte fino a 25 m nella roccia. Tra le principali si ricordano la Via Cava di San Giuseppe a Pitigliano e quella di San Sebastiano nel Parco Archeologico di Sovana.