Le Cascate di Riva di Tures

La Prima Cascata
La Prima Cascata

Alle porte del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, le Cascate di Riva di Tures sono un’emozione indimenticabile per tutti, essendo il percorso praticabile per tutti, con un pizzico di attenzione.

Si raggiungono facilmente provenendo da Brunico e seguendo le indicazioni poco prima di giungere al centro di Campo di Tures, dominato dallo stupendo Castel Taufers; siamo alla confluenza del Riva con l’Aurino, ossia della Valle di Riva con la Valle Aurina, e all’inizio di quest’ultima.

Si lascia l’auto al parcheggio a pagamento, al margine del centro abitato, e si inizia l’escursione in corrispondenza di un ristoro (che vende anche souvenir), valido punto di riferimento e di appoggio per le esigenze dei bambini e della famiglia, tanto all’andata quanto al ritorno. Si tratta di circa 1,8 km di cammino, per 150 metri di dislivello; un’ora e un quarto per arrivare alla Terza Cascata.

Il fiume Riva
Il fiume Riva

Si comincia a camminare direttamente all’interno di un superbo bosco di abeti, che accompagnerà l’escursionista durante tutto l’itinerario. I profumi e la particolare atmosfera dell’abetaia già regalano di per sé sensazioni del tutto particolari a chi, uso all’Appennino, non è abituato a questo genere di foresta. Ulteriore elemento di curiosità è rappresentato dal continuo intersecarsi e sovrapporsi del sentiero delle Cascate (Wasserfaelle) con il Sentiero di San Francesco (Franziskusweg): entrambi sono contrassegnati da caratteristici segnavia, rispettivamente con il simbolo dell’acqua racchiuso in una conchiglia e con il tipico “tau” francescano. Il Franziskusweg porta anche ad una piccola cappella all’interno della foresta.

ItinerarioSentiero delle Cascate
Lunghezza1,8 km
Tempi3 ore A/R
Dislivello165 m circa
Elementi di interesseL'abetaia; le Cascate
Punti di ristoroPresente all'inizio del sentiero
Possibilità uso passegginoSì, limitatamente ad un breve tratto dalla partenza

Il sentiero, inizialmente molto ampio, lambisce il Rio di Riva, offrendo la possibilità di affacciarsi anche sulle sue sponde, dall’acqua rombante e cristallina, bell’antipasto di ciò che si vedrà successivamente. Il percorso si restringe, rientrando nella foresta, per poi sporgersi nuovamente sul torrente; interessante è la capanna costruita con radici di alberi presumibilmente caduti che si trova lungo il cammino.

Sora Acqua
Sora Acqua

La Prima Cascata compare quasi all’improvviso, dopo una mezz’oretta scarsa di cammino. Non è molto alta, è vero; ma è comunque imponente ed è capace di regalare una forte emozione: sgorga dalla forra con la violenza che le regala il ghiacciaio delle Vedrette di Ries, e i suoi spruzzi disegnano atmosfere suggestive insieme ai raggi del sole che penetrano tra i rami degli abeti. Qui vi è la prima delle “stazioni” del Cammino di San Francesco, con una targa recante inciso il passo del Cantico delle Creature dedicato all’Acqua.

Si prosegue, attraverso il profumo inebriante della resina di conifera, su comodi gradoni che salgono nel bosco. Seguendo il segnale “Wasserfaelle”, il sentiero si allarga per un breve tratto, lievemente più ripido, raggiungendo la seconda stazione del Franziskusweg, dedicata al fuoco. In un antro, alcuni volti in legno vegliano su una scultura metallica rappresentante il fuoco: probabilmente, comunque, ciò che attirerà maggiormente l’attenzione sarà il “totem” di omini di pietra costruito su un enorme masso, segno della costante devozione che i viandanti, credenti o laici, hanno voluto lasciare in questo luogo magico.

Il sentiero
Il sentiero

Si prosegue, di nuovo su piacevole viottolo, che si arrampica dolcemente con alcuni tornantini nell’abetaia. C’è la sosta dedicata a “Sora Luna” e poi si scende lievemente per ammirare la Seconda Cascata (circa tre quarti d’ora da inizio cammino): imperiosa, con un salto di una trentina di metri scende con fragore, regalando felicità a tutti gli escursionisti, che hanno a disposizione due diversi punti di stazionamento per ammirarla. Da un lato non si vorrebbe ripartire mai; dall’altro, la voglia di proseguire per vedere la Terza Cascata, è troppo grande per resistere!

La Seconda Cascata...
La Seconda Cascata…

Si torna a salire con dolcezza e, dopo alcune curve, si raggiunge la toccante scultura dedicata all’Amore e alla Pace. Si può anche ammirare il Riva ruggire giù nella forra, lungo il sentiero ben delimitato ed assistito da una sicura staccionata.

Si raggiunge la Terza Cascata (poco più di un’ora) e quasi non ci si vuole credere: una quarantina di metri di salto, una quantità di acqua eccezionale, che disegna arcobaleni nella foresta e che inzuppa tutti i presenti dei suoi schizzi e del suo vapore! E’ saggio usare i k-way o gli impermeabili, o la protezione anti-pioggia dello zaino porta-bimbo, dato che ci si bagnerà in men che non si dica, cosa tutt’altro che spiacevole durante il caldo estivo. Occorre fare attenzione al fondo di ciottoli, reso scivoloso dall’acqua. Un ponte di legno passa quasi sopra la cascata, a varcare il Riva, e a collegarsi con la continuazione del sentiero che, volendo, prosegue per Campo di Tures e il suo Castello.

... e la Terza!
… e la Terza!

Nel rientrare per la via dell’andata si riflette sulle numerose e fortissime emozioni che queste cascate meravigliose sanno regalare: una sorta di dolce rapimento che prosegue sulla via del ritorno, all’interno di una foresta gentile e profumata di resina. Si gioca con il percorso, ci si affaccia nuovamente alle cascate, non le si vuole davvero lasciare, si devia seguendo il tratto del Cammino di Francesco e si incontra anche la sosta dedicata a Frate Sole… sembra di stare in un luogo fatato ma, aprendo gli occhi, ci si rende conto che si sta effettivamente vivendo in un luogo da fiaba! Le Cascate di Riva!

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