Le cascate di Carpinone

La Cascata del Carpino

Inizialmente, è stata la curiosità a spingerci a visitare le Cascate di Carpinone: vedi qualche foto, leggi qualche post sui social e qualche articolo di promozione turistica, e ti viene voglia di andare. Diciamo che ad un certo punto sei anche costretto a tenere sotto controllo le tue aspettative: “Meglio non aspettarsi chissà cosa, potrei rimanere deluso alla fine…”

Invece… le Cascate di Carpinone superano senz’altro qualsiasi narrazione e le attese sono sopravanzate dalla meraviglia. E la meraviglia si amplia se si pensa che c’è un’intera regione da scoprire e che questa regione, per quanto piccola possa essere, è uno scrigno di tanti piccoli gioielli da scovare uno ad uno: è il Molise!

Innanzitutto, si parla di “cascate” perché, effettivamente, si tratta di due cascate: la Cascata dello Schioppo e quella del Carpino. La prima è la più piccola, mentre la seconda si preannuncia essere il piatto forte dell’escursione.

Inoltre, la passeggiata assume le caratteristiche della vera e propria escursione, soprattutto quando ci si avvicina alla Cascata del Carpino.

Ma andiamo per ordine: parcheggiata l’auto nello spazio dedicato ai margini del paese, sulla S. P. 43, ci si avvia verso il centro a piedi. Si entra immediatamente a contatto con un grazioso paese, ben tenuto, pulito, attrezzato per accogliere turisti ed escursionisti.

ItinerarioDal centro del paese alle cascate
LunghezzaCirca 4,6 km
DislivelloDa 570 a 670 m; ascesa totale: 205 m
NotePercorso accessibile a tutti, che alterna asfalto, pavimentazione, sentiero. Unica difficoltà rappresentata dal fondo scivoloso in prossimità delle cascate
RistoriPresenti in paese e in prossimità della vecchia centrale idroelettrica prima della Cascata del Carpino

In Corso Aquilonia, poco prima di arrivare nella centrale Piazza Mercato, un vicolo scende verso destra, con l’indicazione “Cascata dello Schioppo”. Mentre le campane suonano, portandoci in un tempo che nelle grandi città o nei frequentati centri della costa tutti pensavamo far parte inevitabilmente del passato, scendiamo per la ripida discesa che, raggiunto il punto più basso in corrispondenza di un ponte su un torrente, ci conduce su una strada asfaltata. Prendiamo a destra, sempre seguendo le indicazioni e, dopo poche decine di metri saliamo a sinistra per una sterrata. Anche qui con una certa pendenza, si seguono facilmente le indicazioni per un sentiero che si stacca dalla traccia verso destra, scendendo: occorre fare attenzione alla scivolosità del fondo, ma con un minimo di concentrazione si raggiunge il ruscello. È qui che si ha immediatamente la sensazione di trovarsi in un luogo da fiaba, in un ecosistema dal microclima particolare, con piante anfibie dalle grandi foglie che rendono il tutto quasi esotico, nel mezzo di una fitta vegetazione. Nel giro di circa 150 metri ci ritroviamo davanti alla prima grande meraviglia della giornata: la Cascata dello Schioppo. È un salto di pochi metri, ma si rimane con la bocca aperta: i chiaroscuri della luce solare che filtra dalle chiome degli alberi regalano un’atmosfera magica e neanche la fila per scattarsi il solito selfie (era agosto e non c’eravamo solo noi!) può scalfire una tale bellezza!

Si rientra per lo stesso sentiero fino a raggiungere la strada asfaltata; la si segue senza rientrare al paese. Dopo alcune centinaia di metri si arriva all’imbocco della pista che conduce alla Cascata del Carpino. C’è un chiosco che vende bibite e cibo e mentre si passa su un ponte che ci fa ammirare il ruscello dall’alto, ci si accorge che anche qui si sta scoprendo qualcosa di inaspettato. Il luogo è ideale per una fresca sosta, ma noi proseguiamo verso la cascata. Il sentiero attraversa la foresta lasciandosi il ruscello in basso e assumendo connotati pienamente escursionistici. Si passa al di sopra di una vecchia centrale idroelettrica, si scende ulteriormente, sempre facendo attenzione al terreno scivoloso.

Ad un tratto, la Cascata si fa ammirare dall’alto, rivelandosi nelle sue inattese, reali dimensioni, ma soprattutto lasciando a bocca aperta per la bellezza e la particolarità del luogo. Per raggiungerla si deve proseguire lungo la parete della gola, per poi seguire il sentiero che scende in maniera decisa. Da qui è possibile sia raggiungere la Cascata che seguire una diramazione che conduce ad una spiaggetta situata un po’ più distante, dietro alcuni massi che, dalla Cascata stessa, impediscono il passaggio diretto.

Non c’è che dire, si rimane a bocca aperta, contenti, meravigliati.

Si risale per lo stesso sentiero per poi risalire verso il paese seguendo la deviazione a destra. Raggiunto il centro abitato c’è una sorta di belvedere da cui si possono ammirare le Mainarde nella loro mole in lontananza; camminando, ci si può “perdere” tra vicoli e scalinatelle, osservando la cura e l’amore che gli abitanti del luogo mettono nei vasi di fiori, nei murales, nelle stradine pulite ed accoglienti.

Torniamo alla macchina e, visto che ci siamo, ci allunghiamo a Castelpetroso per andare a dare un’occhiata da vicino alla spettacolare e singolare chiesa del Santuario dell’Addolorata. La struttura è neo-gotica e molto scenica; sobria ed elegante nelle forme, fa esclamare a Diana: “ma questo è il Castello di Frozen!”

Anche qui, il luogo è colmo di armonia e di pace, al cospetto del Matese e nel cuore di un verde incontaminato.

Ci piace questo Molise, ci piace!

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