L’anello del Fammera

L’arrivo in vetta

La salita al Fammera da Valle Gaetana è un’escursione molto piacevole e divertente, che inizia come una semplice passeggiata, per poi trasformarsi in una delle salite più ripide dell’intera catena aurunca. Se poi i cammino viene effettuato dai gruppi dell’Alpinismo Giovanile del CAI di Alatri e di quello di Latina (con partecipazione però anche di ragazzi appartenenti ad altre sezioni del Basso Lazio), ecco che il tutto prende la piega dell’avventura e della sorpresa.

L’escursione è stata effettuata nella prima domenica di primavera, in una giornata perfetta per andare in montagna: né troppo caldo, né troppo freddo, con una sottile bava di vento a profumare il tutto degli odori di umido e dei primi fiori della bella stagione.

Per la descrizione dell’escursione si può andare qui, direttamente sul profilo ufficiale del Parco dei Monti Aurunci sulla piattaforma dei Parchi del Lazio.

ItinerarioAnello attraverso i Sentieri 970b, 969 e 970
DistanzaCirca 4,8 km
TempiDalle 2 alle 3 ore, senza pause
Dislivello385 m: da 845 m a 1166
NotePercorso vario: dopo la prima parte pianeggiante, la salita è molto ripida e presenta un breve tratto dove occorre usare anche le mani. Per ragazzi allenati. Occorre un accompagnatore esperto
RistoriAssenti. E' però presente un'azienda agricola ad inizio percorso

Come da copione, la prima parte dell’escursione è stata una sorta di dolce riscaldamento, attraverso le radure a pascolo dell’altopiano, inframmezzate da gruppi di alberi di vario genere. La presenza tra di noi di una naturalista, oltre che Guida Ambientale ed Escursionistica, ci ha permesso di arricchire l’escursione: si è parlato di tante cose, in seguito a ritrovamenti di ciocche di peli, aculei di istrice, bacche strane e fiori rari, come quelli della daphne sericea, specie che, al contrario, è comune sugli Aurunci.

Il gruppo alla partenza con gli accompagnatori
La veduta salendo verso la vetta

L’escursione si trasforma improvvisamente in qualcosa di molto diverso quando il sentiero che attraversa tutta Valle Gaetana, il 970b, capta il 969 proveniente da Spigno e dalle Vallocce: dalla comoda terra rossa e dai prati si passa alla pietra; da un terreno completamente pianeggiante si scende per poi risalire. Ci si affaccia sui Monti Vescini, mentre Ausonia e Selvacava sono piccolissime laggiù, a strapiombo, con gli accompagnatori indicano ai ragazzi la salita che dovranno intraprendere da lì a pochissimi passi.

E si sale quindi, tra rocce aguzze che si stagliano verso l’alto e che fanno impennare la pendenza. Ma i ragazzi non si lamentano, anzi, si mettono a camminare, vogliono esplorare, vogliono scoprire e conoscere. La veduta si apre sempre di più, si vede anche il mare, lo sguardo spazia verso la Campania e verso gli Appennini, mentre in basso ci si accorge di quando sia davvero bella e verde Valle Gaetana. Personalmente, da quassù rimango sempre impressionato di come gli Aurunci si elevino improvvisamente dalle colline a ridosso del mare, testimonianza di chissà quali antichi stravolgimenti tettonici.

Valle Gaetana dall’alto

Il punto in cui i ragazzi si sono divertiti di più è stato comunque quello delle roccette, poco prima dell’incrocio con il sentiero 914 proveniente da Selvacava. Per nulla intimoriti dall’esposizione del sentiero in questo punto, hanno molto apprezzato questo assaggio di arrampicata, l’andare su e giù, l’uso delle mani e, chissà, anche qualche piccola scarica di adrenalina; non ci siamo meravigliati, quindi, se sono rimasti quasi delusi quando si sono accorti di aver superato quest’ostacolo, ed hanno capito che si sarebbero dovuti rimettere a… camminare!

E, a quel punto, raggiungere la vetta è stato un gioco da ragazzi: il tricolore strappato e consunto dal vento invernale, la croce traballante, insieme a una sensazione bellissima e un panorama mozzafiato e strapiombante, con Montecassino e la neve delle Mainarde sullo sfondo. Davvero una bella, una bellissima storia, per una giornata da raccontare in futuro tra tantissime scoperte. Che sono continuate anche per la discesa, dietro alla vetta, tornando a Valle Gaetana, alle auto, al bar e al gelato fuori stagione e… “ma quando c’è la prossima escursione? Dove si va?”. Ma questa sarà un’altra storia.

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