La Roccia che Respira

Si parte!
Si parte!

“Te la ricordi la Roccia che Respira?”
Lui mi guarda e mi dice di no, perplesso. E io: “Bene; in realtà ci sei già stato, ma forse eri troppo piccolo. Per te sarà una nuova scoperta!”
Così, vuoi per gli allerta meteo e le previsioni che davano forte vento sugli Appennini, vuoi per una certa stanchezza causata da strascichi di malanni di stagione, invece della montagna (le ciaspole stanno comunque fremendo!) abbiamo optato per quella piccola, bellissima oasi che è il Parco di Gianola, vero e proprio angolo miracoloso su una costa bersaglio di un’antropizzazione a dir poco indisciplinata.
Il percorso è quello per Porto Cofaniello, passando per il Porticciolo Romano: si cammina tutti insieme, anche i piccolissimi, pian piano con il loro ritmo. Si assapora la frizzante aria di quest’inizio ritardato d’inverno, profumata dallo iodio del mare che si nasconde dietro il bosco.


Il Porticciolo è semi-nascosto anche al mare aperto: la vecchia peschiera romana è incastonata in una cala che la stagione fredda rende anche più misteriosa e gradevole da riscoprire. Del resto, è il Parco di Gianola che riserva sempre sensazioni nuove, ogni volta che se ne calchi il terreno.

Il Porticciolo Romano
Il Porticciolo Romano

“Dove si va ora?” Si va, si prende nel fitto della vegetazione, con l’entusiasmo della piccola guida in erba e della sorellina che sta scoprendo un universo tutto nuovo. La vegetazione si apre man mano, mentre il suono delle onde è onnipresente: il sentiero prosegue roccioso in mezzo alla macchia, e la piccolina ha bisogno di aiuto per procedere. Finché si raggiunge la scogliera, con i suoi meravigliosi scorci sul Golfo: lo skyline, in questo periodo, è caratterizzato dalla gru che sta riportando alla luce meraviglie su meraviglie intorno al Tempio di Giano, dall’altra parte del Parco; il bunker tedesco sta sempre là, a guardia non si sa più di cosa, mentre la balena con la forma di Gaeta racchiude sempre mirabilmente questo microcosmo fatto di monti e mare.

Verso il mare
Verso il mare

“Dov’è la Roccia che Respira?” L’impazienza aumenta, ma ormai ci siamo: poco prima di intravedere Porto Cofaniello, ecco il caratteristico sbuffo di questo scoglio penetrato dal mare. Respira ed espira, come un vero essere vivente, a ricordarci che davvero la Terra e il Mare sono esseri viventi, e che noi piccoli uomini solo dovremmo loro rispetto e amore.

Porto Cofaniello: arrivati alla Roccia che Respira
Porto Cofaniello: arrivati alla Roccia che Respira

Si rientra, sempre con le stesse modalità: la vista di uno scarabeo solitario può essere davvero la scoperta di un altro micro-mondo, per chi lo vede per la prima volta, e motivo di una sosta prolungata e di un’attenta, allegra osservazione.

La scoperta dello scarabeo
La scoperta dello scarabeo

Al Porticciolo ci affacciamo prudentemente all’estremità del piccolo molo: l’acqua è limpidissima, anche se macchiata da ignobili buste di plastica trasportate avanti e indietro dalla corrente. E’ così, in poco spazio c’è il meglio e il peggio; certamente la Natura offre il meglio ogni volta, anche in un luogo molto conosciuto; chi offre il peggio siamo noi umani nei suoi confronti.

Sul molo del Porticciolo
Sul molo del Porticciolo

Si rientra con calma: i più piccoli sono un po’ stanchi, ma sono anche tanto felici. La prossima volta che torneremo, andremo alla riscoperta di un altro angolo di questo piccolo, bellissimo Parco, che sempre ci accoglie come un polmone di benessere.

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