La Metuccia

Dalla Metuccia
Dalla Metuccia

L’escursione sulla Metuccia è una bellissima risalita da Prati di Mezzo fino a Passo dei Monaci, per poi trasformarsi in una stupenda traversata di cresta in altura lungo il confine tra Lazio e Molise, fino al raggiungimento della vetta, interamente compresa in territorio molisano. Si penetra nel cuore delle Mainarde, monti selvaggi tra i più alti del PNALM, e capaci di regalare la veduta di scenari mozzafiato di straordinaria bellezza, in qualsiasi stagione dell’anno.

La presenza di un cospicuo dislivello e la necessità di compiere un sia pur breve tratto fuori sentiero, al fine di raggiungere la Metuccia, consigliano il percorso a escursionisti mediamente esperti ed allenati, che potranno godere appieno di quanto l’escursione saprà regalare.

Come si accennava sopra, il sentiero conduce inizialmente a Passo dei Monaci da Prati di Mezzo: è l’N1, l’antica mulattiera che percorrevano i religiosi che facevano la spola tra l’Abbazia di Montecassino e quella di San Vincenzo al Volturno, situata ai piedi delle Mainarde, nel versante molisano del Parco. Un cammino di ragguardevole difficoltà, soprattutto per i tempi andati (quando i comfort dei materiali “tecnici” che usiamo noi escursionisti erano ben al di là da venire); cionondimeno, era la via più breve tra i due monasteri e, dunque, la più conveniente da percorrere. Ancora ora, poco dopo la partenza dal Baraccone di Prati di Mezzo, è possibile calcare quanto rimane dei vecchi gradoni che si inerpicavano su per il Vallone della Meta.

Camminando tra nuvole bianche
Camminando tra nuvole bianche

L’escursione si sviluppa per un totale di circa 5,7 km su circa 670 m di dislivello, per circa 6 ore di percorrenza A/R.

ItinerarioN1 da Prati di Mezzo fino a Passo dei Monaci; M10 fino alla Metuccia con breve tratto fuori sentiero
Lunghezza5,7 km
Dislivello670 m circa
TempiCirca 6 ore A/R
Elementi di interesseAltamente spettacolare il tratto in cresta
NoteOccorre fare attenzione al sia pur breve tratto fuori sentiero
Punti di ristoroPresente bar e ristorante ("Il Baraccone") a Prati di Mezzo; informarsi su giorni e orari di apertura
Come arrivareRaggiungere il paese di Picinisco e seguire le indicazioni per Prati di Mezzo (12 km circa dal paese)

Si sale attraverso tratti boscosi (dai colori quasi autunnali a causa delle gelate tardo-primaverili) alternati a radure verdi e fiorite, passando anche presso un rifugio in corrispondenza del quale il sentiero, dopo aver superato un prato, vede aumentare la sua pendenza. Sempre intervallando spazi di foresta ad altri più assolati, ci si infila nel cuore del Vallone, dove il bosco si dirada per cedere allo scenario di alta quota, fatto di rocce, di pietre, di prati e di fiori. Gli esemplari bruciacchiati di alto fusto consigliano fortemente di non farsi mai sorprendere dal temporale in questa zona: i fulmini sembrano non dare scampo a qualsiasi cosa svetti solitaria!

Genzianelle, fiori, prato
Genzianelle, fiori, prato

La salita continua coadiuvata da tornantini, talvolta addolcendosi in porzioni di sentiero più dolci, in uno scenario di ruggente e selvaggia bellezza. Il passaggio attraverso una piccola strozzatura del sentiero prelude all’incrocio con il sentiero K3, che attraversa il Pratolungo per dirigersi addirittura verso Barrea. Lasciandosi a sinistra il bel pianoro, si procede verso destra, seguendo sempre l’N1, che ora diviene leggermente più erto e sinuoso; ma manca poco per Passo dei Monaci.

Veduta da Passo dei Monaci
Veduta da Passo dei Monaci

La mole della Meta e del suo Gendarme appare quasi all’improvviso e, immediatamente dopo, ci si ritrova sul dolce declivio che porta al valico, punto di incontro tra Abruzzo, Lazio e Molise. Qui, in corrispondenza di un enorme masso, termina l’N1 e inizia l’M10, il percorso di cresta che conduce alla Metuccia. Da questo punto il dislivello che si apre, con lo sguardo che spazia verso l’alta collina molisana, è vertiginoso, reso ancora più impressionante dal colosso della Meta che si staglia come un gigantesco, impervio scoglio. Si osserva la traccia del sentiero che scende verso Pizzone, sul versante molisano, e davvero la veduta è emozionante.

La meraviglia continua lungo la cresta che si apre sul lato sinistro con un orrido mozzafiato, mentre a destra gobbe arrotondate, talvolta ancora occupate da eroici nevai, digradano più dolcemente verso il versante laziale. Dopo aver guadagnato ulteriore quota, ad oltre 2000 metri, si procede su saliscendi, seguendo i segnavia.

Nevaio con La Meta sullo sfondo
Nevaio con La Meta sullo sfondo

Per raggiungere la Metuccia occorre però andare per un breve tratto fuori sentiero, verso Nord-Est: la vetta è visibile sulla sinistra, ed è facilmente raggiungibile con una piccola deviazione, assecondando i declivi del terreno. Sono tra l’altro presenti vari sentierini che si dirigono verso l’obiettivo, contrassegnato da un semplice bastone in un cumulo di sassi. E’ vero, non c’è una targa né niente, ma il cuore si apre giungendo su questa meravigliosa balconata: si tratta di una sorta di sperone avanzato, in pieno territorio molisano, lungo l’erta che da Passo dei Monaci giunge fino al Monte a Mare, di cui si vede chiaramente la mole verso Sud-Est.

Camminando camminando...
Camminando camminando…

In realtà, si vede un bellissimo mare di monti tutt’intorno: dal Gran Sasso in lontananza, alla Majella, fino a quelli più vicini, tutti compresi all’interno del Parco Nazionale. Valli e corrugamenti rendono lo scenario quasi lunare, meraviglioso, selvaggio.

Da qui è possibile decidere se rientrare o continuare sull’M10 per il Monte a Mare, magari completando un anello che riporta a Prati di Mezzo: ma per questo ci attrezzeremo un’altra volta.

Metuccia

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