La Giornata del Camminare all’Appia Antica

Diego scalda i motori: l’Appia Antica e la Giornata del Camminare ci aspettano!

Finalmente siamo riusciti a partecipare all’annuale appuntamento della Giornata del Camminare: quale scenario migliore dell’Appia Antica? Evento abituale promosso da FederTrek ogni autunno, è stato proposto da Fare Verde di Fondi e di Monte San Biagio nel contesto unico e irripetibile dell’Appia Antica, al confine tra i comuni di Fondi e Itri, all’interno del territorio del Parco dei Monti Aurunci.

Questo tratto di Regina Viarum è un vero e proprio gioiello, che rende gli Aurunci e il Parco qualcosa di assolutamente eccezionale. Ogni volta che si visita questo mitico basolato con tutti i resti architettonici che gli fanno da contorno, ci si può rendere conto di come non si sia in presenza semplicemente della più importante via di comunicazione dell’Antica Roma: siamo in presenza di un vero e proprio stargate, capace di regalare infinite sensazioni attraverso i duemila anni che lo hanno creato, calcato, modellato.

In questo viaggio ci ha accompagnati il dott. Diego Morgera, storico e dottorando in storia: la sua non è stata la solita “visita guidata”, ma un racconto capace di spaziare dalla storia ufficiale a vari aneddoti apparentemente minori. Una narrazione colma di riflessioni sul flusso dei grandi eventi e su come gli stessi si intreccino nella vita di tutti i giorni, da quella dei viandanti che da più di duemila anni calcano queste pietre a quella dei soldati che su queste stesse pietre si sono spostati per andare a combattere guerre feroci o che, proprio qui, si sono dovuti difendere da imboscate all’ultimo sangue.

Si parte!
Al forte di Sant’Andrea

Spesso, qui, le persone comuni si sono trasformate in personaggi illustri; altri, invece, partendo da qui, hanno visto la loro grandezza essere dissimulata (ma non inficiata) dai secoli che sono passati. Tanti secoli, costellati di grandezza ma anche di incuria, di nobiltà ma anche di oblio. Eppure l’Appia è ancora qui, e ancora riecheggia delle gesta di uno sbandato che, come spesso accade, divenne eroe, e che tenne inchiodata nella Gola di Sant’Andrea una delle più grandi armate della storia, quella napoleonica. Michele Pezza, meglio conosciuto come Fra’ Diavolo, tenne in scacco i Francesi e li respinse, diventando un campione della libertà del Sud Italia; Napoleone in persona dovette scomodare il “top” dei suoi agenti segreti: Alexander Hugo, padre del più famoso Victor, si insinuò tra gli impluvi e le vette arrotondate degli Aurunci e degli Ausoni per stanare il ribelle, e rispose al patriota-brigante con la sua stessa arma: la guerriglia. Il finale lo conosciamo tutti.

Dove una volta l’Italia era divisa.

Dall’Appia Antica troneggia la figura di Tommaso De Vio, “il Caetano”, grande erudito, teologo e diplomatico dello Stato Pontificio del XV secolo. Di Gaeta, ma cresciuto tra Gaeta medesima, Itri e Fondi, fu nunzio apostolico in Germania ai tempi delle Novantacinque Tesi di Lutero, e fu l’interfaccia (diremmo oggi) tra questi e il papa.

La gola di Sant’Andrea con Fondi sullo sfondo

L’Appia, come anche le altre consolari e l’intero sistema viario romano, erano l’arma in più dei Romani: con la possibilità di raggiungere i vari angoli dell’Impero in tempi brevissimi, strade come questa erano ad un tempo elemento di sviluppo e struttura bellica formidabile e insuperabile.

In questo scacchiere, con un confine da proteggere, l’Appia fu sempre oggetto di particolari attenzioni: basta affacciarsi dai ruderi del Forte di Sant’Andrea e osservare la città di Fondi (per molti secoli centro nevralgico dell’intera zona) per accorgersi della centralità strategica dell’arteria in questo punto.

Oggi ci restano i ricordi che, se fatti rivivere da guide preparate e capaci di coinvolgere, riescono a farci comprendere come questo basolato sia molto più che una Vecchia Via: è un po’ il legame che unisce le varie comunità raccolte intorno a questi Monti e a questo Mare e, mi piace pensare, l’Italia intera.

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