La Foresta Umbra e la Riserva Falascone

La maestosità della Foresta Umbra

Chi di noi, almeno una volta, non ha pensato che ci fosse un errore sulla cartina, e che la “Foresta Umbra” non potesse davvero stare in Puglia? In realtà non è un errore, e l’appellativo “Umbra” non si riferisce alla regione del centro Italia, ma al fatto che il bosco che copre ben 15.000 ettari del Parco Nazionale del Gargano è “ombroso”, in costante penombra, fresco.

Lo possiamo confermare noi, che siamo partiti dalla caldissima costa garganica con oltre 35 gradi, per rifugiarci nell’area della Riserva Foresta Umbra e della Riserva Falascone dove, se non altro, si riusciva a cogliere un po’ di tregua dall’afa.

Il bellissimo bosco nel quale ci siamo proiettati presenta delle caratteristiche particolari, con la presenza di alberi di dimensioni notevoli e che si trovano generalmente a latitudini più settentrionali o ad altitudini più elevate. L’equilibrio climatico particolare che si riscontra sulla penisola garganica, considerata da alcuni una sorta di “isola” all’interno della Puglia, o di “regione nella regione”, ha reso quindi possibile il proliferare di questa foresta nordica fin quasi sulle rive dell’Adriatico.

Noi abbiamo svolto una piccola escursione, di livello turistico, che ci ha permesso però di assaporare alcuni degli ambienti e delle attrazioni della Foresta. Abbiamo parcheggiato al Villaggio Umbra, in corrispondenza del Museo Naturalistico, e ammirato i daini custoditi nell’area faunistica, per poi imboccare un sentiero a lato strada che, dopo averla attraversata, si è diretto verso il Laghetto d’Umbra, o “cutino”, come sono chiamati qui questi piccoli bacini di formazione carsica.

Dall’acqua torbida e circondato da vegetazione fittissima, di questo grande stagno una cosa balza subito all’attenzione: pullula di vita. Ci sono tantissimi pesci e tantissime tartarughe. I bambini impazziscono letteralmente a vedere con quale velocità e voracità pesci e rettili si precipitino a divorare pezzetti di pane che vengono lanciati in acqua, praticamente gettandosi l’uno sull’altro. In effetti, di vita pare essercene perfino troppa… Il problema è rappresentato dagli abbandoni di tartarughe e pesciolini rossi, oltre che di altre specie: si preferisce disfarsi di un animale diventato di troppo in casa, senza curarsi delle conseguenze che un atto apparentemente innocente può avere per gli equilibri ecologici di uno specchio d’acqua così piccolo. Il problema ci è stato confermato poi nel Museo Naturalistico, dove anzi ci viene rappresentato come un piccolo dramma, data la scomparsa pressoché totale di specie autoctone come alcuni piccoli anfibi ad opera di quelle introdotte, più tenaci ed aggressive.

ItinerarioDal Villaggio Umbra all'area picnic della Riserva Falascone
Lunghezza4,2 km A/R
DislivelloCirca 70 m
ItinerarioAdatto a tutti
RistoriPresente nei pressi del Museo Naturalistico

Ci affacciamo sul laghetto dalle passerelle di legno e poi proseguiamo nel cuore della foresta, verso la Riserva Falascone. Ci sono vari altri escursionisti, ma quando non si incrocia nessuno il silenzio è completo e bellissimo. Faggi colossali la fanno da padrone, ma si incontrano anche altri alberi maestosi, tra cui conifere gigantesche e alcuni cedri. L’ombra avvolge davvero tutto e accompagna lungo il sentiero, che procede con dolce saliscendi fin verso un’altra area picnic, da cui decidiamo di rientrare e di visitare il Museo Naturalistico, dedicato all’attività dei boscaioli all’aperto e, all’interno, alla fauna, flora ed emergenze archeologiche, molto interessante per adulti e giovanissimi.

Lascia un commento