La Caldara di Manziana

Estasiati di fronte al geyser della Caldara di Manziana

La Caldara di Manziana è uno di quei posti di cui senti parlare raramente, semi-sconosciuto ai più. Inoltre, ti dici, è abbastanza lontano da casa per un gita di un giorno. Per cui, accantoni la soluzione nella tua testa, ti dici che, se capita, un giorno andrai, ecc. Poi, vedi al cinema un film molto bello e ti incuriosisci circa la sua location, e allora scatta qualcosa che ti determina ad andare, a costo di dover passare molte ore in macchina.

Ma il gioco vale assolutamente la candela, le ore in macchina sono ampiamente ricompensate dalla bellezza, dalla singolarità, dalla rarità di un luogo adatto a tutti e a due passi da altre bellezze. Monumento Naturale facente parte del sistema dei Parchi e delle Aree Protette del Lazio, la Caldara di Manziana si trova infatti a pochissima distanza dal Parco Regionale del Lago di Bracciano e Martignano, oltre che dalla Riserva Naturale di Monterano.

ItinerarioAttraverso la caldera dall'area picnic
Distanza Variabile; tra 1 e 2 km, a seconda del "giro" che si vuole fare
DislivelloTrascurabile
TempiUn'ora circa per la visita della caldera
NoteAdatto a tutti e molto affascinante per la singolarità dell'ambiente e la presenza delle betulle
RistoriAssenti
Come arrivareImboccare la traversa di Via Lazio (SP2C), chiamata Via della Caldara

Esplorare la solfatara (perché di questo si tratta) equivale a fare una piacevolissima e facilissima passeggiata; è quasi più difficile trovare il luogo in auto, data la scarsità di segnali che abbiamo riscontrato per raggiungerlo. Comunque, occorre percorrere la SP2C, che nel comune di Manziana si chiama via Lazio, e fare attenzione ad imboccare la sua traversa, sterrata, chiamata via della Caldara, da Manziana sulla sinistra. Poche centinaia di metri e si può parcheggiare nello spiazzo prospiciente l’area picnic. Da qui inizia la passeggiata: si prosegue sulla sterrata, attraverso il cancello di legno.

La Caldara e la pozza
A spasso sulla “Luna”
Nel boschetto di betulle

Ma cos’è, di preciso, la Caldara di Manziana? Si tratta di una solfatara, o di una caldera, residuo dell’antica attività vulcanica dei Monti Sabatini, all’interno dei quali il Lago di Bracciano va a colmare di acqua dolce l’enorme cratere. Il luogo, già di per sé molto attrattivo e caratteristico, presenta due grandi particolarità: la prima è il piccolo geyser, che attrae sicuramente i visitatori, di qualsiasi età; la seconda è il boschetto di betulle che, inspiegabilmente, si trova ai margini della caldera.

Dalla sterrata, si svolta verso sinistra, proprio di fronte a un gruppo di alberi che, a prima vista, non ci si rende conto essere giusto il boschetto di betulle. Si segue la traccia e poi si cala verso destra, con la caldera che si apre di fronte. D’ora in poi non c’è un vero e proprio sentiero, si può spaziare liberamente su questa piccola fetta di luna circondata dal verde. Sicuramente, l’impulso porta verso il piccolo geyser. Da vicino, ci si rende conto che proprio piccolo non è, non tanto per l’altezza (probabilmente circa 40-50 cm), quanto per la portata e per il fatto che alimenti ininterrottamente una grande pozza di acqua sulfurea di colore latteo. I bambini resteranno ipnotizzati di fronte al getto; ma saranno calamitati anche verso i mille rivoli che scorrono lungo la pelle screpolata del terreno; o dalle innumerevoli bollicine che fuoriescono dal suolo, dando origine a piccoli ruscelli, talvolta freddi, talvolta tiepidi.

Pian piano, si raggiunge la macchia verde che si trova in fondo, verso destra, a chiudere il cerchio da cui siamo arrivati: ecco le betulle! Ci camminiamo in mezzo, tocchiamo la loro candida e liscia corteccia, così insolita, così rara per noi! Non sta a noi dire come sia arrivata qui questa pianta abituata a latitudini ed altitudini più elevate; forse vi è stata introdotta, ma di certo rappresenta una particolarità estremamente interessante per i visitatori.

Si chiude e ci si dirige nuovamente all’area picnic e all’auto; ma la giornata non potrebbe dirsi davvero chiusa senza una capatina al vicino, splendido Lago di Bracciano!

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