Intorno al Vallaroce

Paesaggio lunare intorno all'Abisso Vallaroce
Paesaggio lunare intorno all’Abisso Vallaroce

Caratteristiche – L’escursione alla scoperta dell’Abisso Vallaroce è in realtà una digressione intorno al sentiero che da Sella Sola porta fino al Monte Sant’Angelo, attraverso un ambiente spettacolare, fatto di forre, strapiombi, doline, prati, boschetti.

Lungi dal voler invitare a temerarie ed incoscienti spedizioni speleologiche, questa scheda vuole soltanto introdurre alla conoscenza di un piccolo altopiano, tripudio di fenomeni carsici e, quindi, altamente interessante per l’escursionista, data la sua varietà in un’area così contenuta. Qualsiasi tipo di attività speleologica deve avvenire con la presenza di personale esperto, evitando ovviamente la presenza di bambini che possano risultare impreparati ad un’esperienza del genere.

L’escursione si pone principalmente come estensione del sentiero che da Pornito porta al Redentore; oppure come deviazione di quello che da Valliera porta sempre al Redentore. Nel primo caso, giunti al passo dopo la chiesa di S. Michele e i vari tornanti che si susseguono al cospetto della Roccia Laolatra, invece che deviare a destra verso la statua, è sufficiente proseguire dritti; nel secondo, giunti in breve al valico di Sella Sola, si devia a sinistra per percorso non molto evidente (da questo punto di vista fortemente in contrasto con la comoda mulattiera che porta al Redentore).

Come si è detto, l’ambiente è carsico: tuttavia, il primo tratto si svolge all’ombra di qualche grande esemplare di faggio; in men che non si dica, si passa successivamente da una dolina ombrosa (per la presenza sempre di enormi alberi di faggio e di peri selvatici) ad una dimensione più propriamente carsica e lunare.

Il dislivello è di 50-100 m (a seconda che si parta da Sella Sola o da Valliera). Un paio d’ore sono più che sufficienti per percorrere il tracciato, a/r, di circa 2 km di lunghezza (sempre a/r).

Uno dei pilastrini della teleferica
Uno dei pilastrini della teleferica

Come arrivare – Rifarsi alle schede relative alle escursioni Redentore da Pornito e Redentore da Valliera

L’escursione – Questa breve deviazione presenta numerosi elementi di interesse, tanto per l’escursionista abituale quanto per quello più “occasionale”. Anche per chi, come me, è stato nella zona più volte, l’area del Vallaroce è sempre capace di regalare nuove scoperte e sensazioni: cambia la montagna, anche se impercettibilmente, e cambia il modo che abbiamo di vivere la montagna e la natura nel tempo, osservando sempre con occhi diversi.

Nonostante la prevalenza di un ambiente brullo e spoglio, alternato comunque con aree più ombreggiate, il cammino si dimostra subito interessante per la presenza di resti di stazzi e per la conformazione corrugata del terreno. Colonie di felci si alternano alle pietre, e già qui è possibile trovare qualche dolina che, in seguito ad azione di erosione e di sfondamento dell’acqua, sta iniziando a configurarsi come inghiottitoio.

Dolina
Dolina

Successivamente, il sentiero diviene una flebile traccia attraverso una rada faggeta: vi sono vari camminamenti di animali e, attraverso una dolina piena di vegetazione si accede subito al parapetto naturale del Vallaroce, al cospetto di Monte Sant’Angelo. L’orografia è spettacolarmente martoriata da un succedersi di doline, di avvallamenti, di saliscendi. Lungo la cresta si possono osservare i pilastrini della vecchia teleferica che serviva per il trasporto della legna e che raggiungeva Maranola; a pochi metri di distanza, seminascosto in mezzo alle rocce, si trova l’Abisso Vallaroce. Visto così sembrerebbe una semplice “buca” nel terreno: in realtà si tratta della foiba più profonda tra quelle conosciute fino ad oggi sulla catena aurunca, ed una delle più profonde del Lazio: uno sviluppo verticale di oltre 500 metri. Attenzione quindi a sporgersi! E, soprattutto, attenzione ad eventuali bambini o ragazzi presenti!

Ritornando, si può ammirare una dolina che si è sfondata centralmente, e che sta probabilmente generando quello che sarà a sua volta un futuro inghiottitoio. Il crinale del plateau si apre con uno spettacolare precipizio verso la costa sottostante.

Si guadagna agevolmente Sella Sola per il ritorno.

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