Il Tetto degli Aurunci

Caratteristiche: Si tratta di un percorso ad anello molto spettacolare, con vedute mozzafiato ed estrema variabilità di scenari,

Veduta sul Redentore dalla mulattiera verso il Sant’Angelo

dal bosco alla pietraia e al paesaggio di tipo carsico. Benché si tratti di un’escursione che si snoda sulle tre vette più elevate degli Aurunci (Monte Sant’Angelo: 1404 m; Monte Campetelle: 1494 m; Monte Petrella: 1533 m), non presenta difficoltà particolari, anche perché la possibilità di giungere in auto quasi alla sorgente di Canale (a quota 1250 m circa) consente di contenere il dislivello complessivo in poco più di 300 metri. E’ necessario prestare attenzione ad alcuni passaggi più sassosi, soprattutto sul crinale del Campetelle. L’itinerario, per essere percorso interamente, richiede tra le 3 ore e mezzo e le 4 ore.

Come arrivare: Come già descritto in precedenza, è necessario percorrere la strada che da Maranola, frazione pedemontana di Formia, raggiunge l’area pic-nic di Valliera. E’ possibile lasciare l’auto qui e proseguire a piedi lungo la sterrata. Occorre fare attenzione al fondo stradale, che si presenta seriamente dissestato in alcuni punti dopo il termine della parte asfaltata.

ItinerarioAd anello: sentiero 962 su sterrata da Valliera alla sorgente di Canale; 913c per Monte Sant'Angelo; 913 per il Petrella per Monte Campetelle; 963 per la Forcella di Fossa Joanna; 968 per Fossa Joanna; 962 per rientrare a Canale e Valliera
Lunghezza7,7 km circa
DislivelloDai 1200 di Valliera ai 1533 del Petrella con saliscendi
Tempi4 ore
Punti di ristoroAssenti; acqua alla sorgente di Canale
Elementi di interesse per bambiniLo scenario carsico; Fossa Joanna e le sue leggende
Possibilità uso passegginoNo

Da Valliera, seguendo la sterrata, dopo circa 600 metri si giunge alla sorgente di Canale. Questa fonte si trova ad un’altitudine considerevole per gli Aurunci e, benché non sia di grande portata, presenta un flusso costante tutto l’anno, rendendosi molto importante per le attività pastorali presenti nell’area. Dalla sorgente, si imbocca la mulattiera che sale sulla destra, lungo il fianco del Campetelle; con dolce pendenza, il cammino sale attraverso la faggeta che, di lì a poco, si trasforma in abetaia. Si alternano tratti di pura pietraia ad altri con vegetazione; da qui è possibile ammirare degli scorci spettacolari sul Redentore e sul

Veduta verso Gaeta dal Campetelle

Ruazzo, oltre che sull’altopiano sottostante. Dopo non molto, la mulattiera si congiunge sulla sella con il sentiero del CAI (il n. 61 degli Aurunci) proveniente dal Redentore. Una breve deviazione a destra conduce allo spettacolare contrafforte di Monte Sant’Angelo, che si apre con un profondissimo precipizio sul Golfo di Gaeta e sul Mar Tirreno.

Tornando indietro, si prosegue sul sentiero che conduce sulla vetta del Campetelle, lungo il quale si possono ammirare le spettacolari stratificazioni delle rocce, spesso punteggiate dai fossili dell’antica barriera corallina risalente al periodo in cui la cima di questi monti si trovava in fondo al mare. Dalla vetta del Campetelle si può godere di un’ampia veduta ma, soprattutto, la fisionomia delle rocce rende il cammino particolarmente divertente per i ragazzi: l’erosione ha scolpito le forme più varie nella pietra, elaborando questo scenario che definire fantasy non è per niente esagerato. Inoltre, scendendo per il sentiero diretto al Petrella, uno spunto di curiosità è offerto dai paletti che si incontrano, i quali altro non sono che i pilastrini dell’antica teleferica utilizzata per trasportare il legname in tempi ormai andati.

Veduta verso Ischia dal Petrella

Attraversando un altro bosco misto di faggi e conifere che si stende giù per il pendio, si risale di nuovo dolcemente, attraverso un paesaggio lunare di pietre e rocce. La pendenza si fa un po’ più impegnativa in vista della vetta del Petrella, la cima più elevata di tutta la catena aurunca. E’ facile osservare esemplari di semprevivo, piante succulente che sopportano con la loro fine peluria i forti sbalzi di temperatura di cui sono oggetto questi crinali così esposti.

Il ritorno avviene percorrendo dapprima lo stesso sentiero, per poi giungere alla sella di Serra Capriola, quota 1400; da qui si discende di nuovo verso Canale, attraverso una rada foresta, per tornare al punto di partenza.

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5 thoughts on “Il Tetto degli Aurunci”

  1. Molto interessante e ben spiegato. Mi chiedevo se vi fossero altre sorgenti in quota negli aurunci ricompresi tra Maranola ed Esperia con flusso anche d’estate.
    Saluti

    1. Grazie Mikita, scusa per il ritardo ma non ci sono stato in questi giorni.
      Tra Maranola ed Esperia ci sono in quota Acquaviva e Canale. Devo chiedere per altre sorgenti, mi pare ce ne sia anche un’altra, ma non so bene dove.

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